Tensioattivi anionici

CH3 - (CH2)n - COO-    X+

 

I tensioattivi anionici presentano una carica negativa nella testa polare. Sono stati i primi ad essere impiegati nella detergenza e sono ancora i più utilizzati grazie alle ottime proprietà lavanti e schiumogene e al costo contenuto.
Come ricordato, il controione X+ non influenza la capacità detergente del tensioattivo, ma ne influenza le proprietà chimico-fisiche: solubilità, stato fisico e anche il pH in soluzione acquosa.  A seconda della natura della testa polare, sono più o meno sensibili all'idrolisi: i solfati sono quelli più suscettibili all'idrolisi, mentre i solfonati sono quelli più stabili.
Dal punto di vista della tollerabilità cutanea, sono i tensioattivi più aggressivi e possono causare fenomeni irritativi specialmente sulle pelli più delicate e reattive.

Possono essere suddivisi in diverse sottocategorie: ETEROSAPONI, le LIPOPROTEINE  (CONDENSATI PROTEICI CON ACIDI GRASSI), gli AMINOACIDI DERIVATI, gli ESTERI SOLFORICI, i SOLFOSUCCINATI,  i SOLFONATI).

Eterosaponi

R - CH2 - (OCH2CH2)n - OCH2COO-- X+

 

Gli eterosaponi - o alchilpoliglicoleterecarbossilati - sono maggiormente idrofili rispetto ai saponi, compatibili con acque dure, possiedono un ottimo potere schiumogeno e sono ben tollerati dalla cute. L'unico problema degli eterosaponi è che possono formare 1-4 diossano, che è un forte cancerogeno.

Condensati proteici con acidi grassi

Tensioattivi anionici lipoproteine


Tali condensati si ottengono per acilazione tra idrolizzati proteici ed acidi grassi.
Nell'immagine, R indica la catena carboniosa derivata dall'acido grasso, LP la lipoproteina ed X+ il controione.
Le lipoproteine sono derivati peptidici, ottenuti mediante idrolisi enzimatica o chimica di proteine animali (collagene) o vegetali.
Le caratteristiche salienti di questi tensioattivi sono: elevata tollerabilità cutanea, capacità di ridurre l'aggressività degli alchil solfati e la derivazione naturale. Per tali motivi vengono comunemente impiegati come tensioattivi secondari, malgrado il  loro limitato potere schiumogeno. Sul mercato esiste un numero svariato di questi composti, ottenuti condensando generalmente acidi grassi di cocco con svariati idrolizzati proteici, come collagene, cheratina, seta, proteine del grano, riso, avena, mandorle ecc..
Di seguito viene riportata la formula di un condensato proteico con acido grasso.
Tensioattivi anionici condensati proteici

Aminoacidi derivati

Tensioattivi anionici glutammatiTensioattivi anionici acil sarcosinatiTra i derivati degli aminoacidi si trovano gli ACIL GLUTAMMATI e gli ACIL SARCOSINATI. I primi derivano dall'acilazione dell'acido glutammico con acidi grassi. I secondi, invece, derivano dalla sarcosina (N-metilglicina) che si ottiene industrialmente con formaldeide, HCN e metilamina.

Gli acil glutammati (figura a Sx) - come il Disodium cocoyl glutamate e il TEA cocoyl glutamate - presentano una buona tollerabilità sulla cute, malgrado il potere detergente.
Gli acil sarcosinati (figura a Dx) presentano una buona solubilità in acqua dura, e grazie al legame ammidico hanno un ottimo potere schiumogeno e una buona stabilità a pH acido. L'acilsarcosinato più impiegato è il Sodium cocoyl sarcosinate.

Esteri solforici

Tensioattivi anionici Esteri solforici

In questa classificazione, la catena carboniosa di lunghezza compresa tra 12 e 18 atomi di carbonio termina con un gruppo solforico SO3-. Le proprietà di questi tensioattivi dipendono prevalentemente dalla lunghezza della catena carboniosa. Gli esteri solforici sono i tensioattivi anionici più impiegati, perché fondamentalmente sono dei buoni detergenti, sono schiumogeni, poco costosi e possono essere impiegati anche in presenza di acqua dura. Altro importante vantaggio per il loro utilizzo risiede nel fatto che viscosizzano con l'aggiunta di elettroliti (normalmente NaCl): tale proprietà viene sfruttata nella formulazione dei detergenti perché consente di ottenere prodotti viscosi a basso costo.  L'estere solforico più conosciuto è il sodio laurilsolfato (SLS), impiegato nella maggior parte degli shampoo, dentifrici, schiuma da barba e bolle di sapone.
Un analogo dell'estere solforico è l'alchiletero solfato. Se si va ad analizzare la molecola c'è sempre la presenza del gruppo solfato, associato però ad una serie di gruppi etossilici o polietilenglicoli (PEG). Grazie all'introduzione di questi gruppi, si ottiene un aumento dell'effetto idrofilo. Naturalmente, rispetto al sodio laurilsolfato, l'alchiletero solfato è nettamente meno aggressivo e maggiormente solubile in acqua, vista la presenza di un certo numero del gruppo -OCH2CH2.
Sono tensioattivi che presentano una certa aggressività sulla cute, per cui normalmente vanno utilizzati in miscela con altri tensidi più delicati.

 

Tensioattivi anionici Alchiletero solfati

Solfosuccinati

Tensioattivi anionici SolfosuccinatiI solfonsuccinati derivano dall'acido succinico. L'acido succinico è un diacido carbossilico caratterizzato dalla presenza di due unità carbossiliche a loro volta legate a due unità di etilene. Il derivato che si ottiene per la realizzazione del tenside anionico si chiama solfonsuccinato. Quest'ultimo si crea grazie ad una reazione di sintesi chimica, attaccando alla molecola un gruppo solforico ed esterificando uno dei due gruppi carbossilici rimasti liberi con un acido grasso. Se R1 è formato da - CH2CH2NHCOC11H23 si ottengono i derivati amidici o alcanolammidi. Se invece R1 è formato da - (CH2CH2O) C12H25 si ottengono i derivati alcoli etossilati. Questo tensioattivo è caratterizzato da una ridotta irritabilità rispetto agli alchilsolfati; vanta buone caratteristiche detergenti e non causa la formazione di sali insolubili in presenza di acque dure.
I tensioattivi solfonsuccinati sono molto impiegati sia nei prodotti per l'igiene personale che in quelli per la pulizia della casa.

Solfonati

I tensioattivi solfonati possiedono sempre il gruppo solfonico, che si lega direttamente al carbonio della catena idrocarburica. I solfonati sono molto utilizzati perché possiedono elevate caratteristiche detergenti; per contro, hanno l'inconveniente di essere molto aggressivi ed irritanti.
I tensioattivi solfonati possono essere anche abbreviati con la sigla ABS (Alchil Benzen Solfonati). A loro volta gli ABS possono dividersi in BABS o LABS. I primi sono costituiti da una catena R ramificata; infatti il loro nome è Branched ABS. I LABS, invece, sono caratterizzati da una catena R lineare, dove L sta per Linear ABS.
I LABS sono stati creati per superare la scarsa biodegradabilità dei BABS. Sono dei tensioattivi soft perché la catena carboniosa deriva da paraffina o oleina di sintesi.

Tensioattivi anionici solfonati

 



INDICE COSMETOLOGIA

Cosmetici

Cos'è il prodotto cosmetico? Nuovo regolamento dei prodotti cosmetici

Cosmetici: etichetta e classificazione degli ingredienti

Etichetta dei prodotti cosmetici. Classificazione degli ingredienti

Cosmetici ad azione detergente

Tensione superficiale ed equazione della detersione

Saponi e tensioattivi

Come si ottiene un sapone? Possibili incompatibilità dei saponi

Tensioattivi: proprietà e classificazione

proprietà dei tensioattivi. Classificazione dei tensioattivi

Tensioattivi anionici

Tensioattivi anionici. Eterosaponi. Condensati proteici con acidi grassi. Esteri solforici. Solfosuccinati. Solfonati

Tensioattivi cationici

Benzalconio cloruro. Cetiltrimetil ammonio bromuro

Tensioattivi anfoteri

Alchil betaine e Alchil Solfobetaine

Tensioattivi non ionici

Alcoli etossilati. Alchil glucosidi. Esteri. Alcanolammidi

Analisi di alcuni detergenti e dei loro ingredienti

Formulazione 1: Shampoo. Formulazione 2: Detergente intimo. Formulazione 3: Schiuma detergente.

Dentrifrici: analisi degli ingredienti di un dentifricio

Sostanze abrasive. Sostanze leganti. Umettanti. Dolcificanti. Sostanze schiumogene. Conservanti. Coloranti. Lubrificanti. Aromatizzanti. Esempio Formulazione di un dentifricio

Emulsioni cosmetiche

Emulsioni acqua in olio. Emulsioni olio in acqua. Regola di Brancoft.

Emulsionanti nei cosmetici

Emulsionanti lipofili. Emulsionanti idrofili

Idrocarburi nei cosmetici

Idrocarburi fluidi. Idrocarburi semisolidi. Idrocarburi solidi. Paraffina. Cera microcristallina. Ozokerite. Ceresina.

Trigliceridi nei cosmetici

Oli e burri nei cosmetici

Cere nei cosmetici

Olio di Jojoba. Cera Candelilla. Cera carnauba. Cera d'api. Lanolina.

Lanolina

Caratteristiche chimiche. Composizione. Pruduzione. Derivati. Applicazioni.Osservazioni

Alcoli grassi, acidi grassi e lipidi modificati nei cosmetici

Alcoli grassi fluidi. Acidi grassi. Lipidi modificati.

Additivi reologici

Classificazione. Additivi reologici naturali.

Additivi reologici naturali modificati

Additivi reologici semi-naturali modificati. Additivi reologici sintetici

Additivi reologici inorganici

Silice pirogenica. Silicato di magnesio e alluminio. Ettroite. Bentonite. Silici precipitate. Gel di silice. Come si sceglie un modificatore reologico?

Conservanti antimicrobici

Conservanti: introduzione, classificazione ed elenco

Conservanti antimicrobici cutanei

Elenco di alcuni antimicrobici di uso comune (Acido benzoico e Sali, Acido sorbico e Sali, Acido 4-idrossibenzoico, imidazolidinilurea, fenossimetanolo, dimetilol dimetil idantoina, acido deidroacetico e sali, isotiazolinoni). Conservanti antimicrobici cutanei

MIC - Concentrazione minima inibente

Challenge Test

Antiossidanti

Modalità d'azione. Elenco di alcuni antiossidanti di uso comune (Butilidrossitoluene, Butilidrossianisolo, Delta-Tocoferolo , Acido ascorbico, Acido citrico).

Umettanti

Polialcoli. Glicoli. Polietilenglicoli o Peg.

Sudore, odore corporeo e deodoranti

Perspiratio insensibilis. Ghiandole sudoripare. Ghiandole apocrine. Ghiandole sebacee

Deodoranti

Classificazione dei deodoranti. Deodoranti antimicrobici (batteriostatici, battericidi). Deodoranti antitraspiranti.

Tipi di deodoranti

Deodoranti antienzimatici. Deodoranti antiossidanti. Deodoranti adsorbenti. Deodoranti coprenti. Esempio di formulazione: lozione deodorante.

Radiazioni elettromagnetiche e filtri solari

Legge di Plank. Classificazione ed effetti delle radiazioni solari

Filtri solari

Caratteristiche e Requisiti di un filtro solare ideale

Filtri Chimici

Filtri chimici UVB (derivati dell'acido amminobenzoico; derivati dell'acido salicilico; derivati dell'acido cinnamico; derivati della canfora; derivati a struttura varia). Filtri chimici UVA: derivati del benzofenone; derivati del di-benzoilmetano.

Flitri fisici e Dopo sole

Filtri fisici. Altre sostanze funzionali presenti nei cosmetici. Prodotti doposole.

Autoabbronzanti e depigmentanti

Molecole autoabbronzanti e loro meccanismo d'azione. Molecole depigmentati e loro meccanismo d'azione.

Diidrossiacetone DHA

Insettorepellenti

Caratteristiche ed esempi di prodotti insettorepellenti

Struttura dei capelli

Microstruttura del capello ed introduzione ai cosmetici per capelli.

Acconciatura dei capelli

Come evitare di danneggiare i capelli durante l'acconciatura.

Acconciatura e permanente

Permanente a caldo. Permanente a freddo. Da capello liscio a capello ondulato.

Decoloranti per capelli

Cosmetici depilatori

Depilazione meccanica. Depilazione fisica. Depilazione chimica.

Tinture per capelli

Tinture vegetali. Tinture graduali o metalliche.

Tinture permanenti

Coloranti primari e copulanti.

Tinture semipermanenti e temporanee per capelli

Coloranti

Caratteristiche dei coloranti e colour index.

Classificazione dei coloranti

Classificazione dei coloranti. Coloranti solubili: naturali o di sintesi

Pigmenti

Pigmenti organici. Pigmenti inorganici. Le perle. I pigmenti metallici.

Miscele meccaniche

Ciprie, talchi, polveri aspersorie, fard, ombretti

Cosmetici Anti-aging

Introduzione e classificazione dei cosmetici Anti-aging. Antiossidanti/antiradicali liberi. Leviganti od esfolianti

Cosmetici Anti-aging: sostanze miorilassanti

Smagliature e cosmesi

Cause e caratteristiche delle smagliature. Cosmetici contro le smagliature

Cosmetici contro la cellulite

Cellulite: cause e caratteristiche. Sostanze attive sull'adiposità localizzata. Sostanze vasoprotettrici ed antiedemigene contro la cellulite. Sostanze leviganti superficiali.




Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015