Challenge Test

Il Challenge Test è una procedura atta a verificare nel tempo la stabilità microbiologica del prodotto cosmetico (stoccaggio e uso). Il test prevede la contaminazione del prodotto con microrganismi di diversa specie e la successiva valutazione della variazione di carica microbica mediante il conteggio in piastra del numero dei germi vivi ad intervalli di tempo regolari per un periodo di 28 giorni. challenge test in cosmesiLa capacità di difesa del prodotto cosmetico dall'aggressione microbica viene verificata in base all'osservazione della riduzione di carica microbica (per ciascuna specie) entro un certo intervallo di tempo, secondo i criteri di accettabilità emanati da CTPA (Cosmetic, Toiletry and Parfumery Association-UK, ed.1990) e da CTFA (Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association-USA, ed.1993).

 

1.FASI DEL CHALLENGE TEST

 

Le fasi procedurali consistono in:

  • Preparazione dei microrganismi per l'inoculo
  • Conta microbica preliminare sui campioni da esaminare
  • Inoculo dei campioni
  • Controlli ad intervalli prestabiliti della sopravvivenza dei microrganismi
  • Valutazione dei risultati

1.1 MICRORGANISMI UTILIZZATI

  • LIEVITI:
    Candida albicans, in quanto molto diffusa in natura e spesso implicata i situazioni patologiche

1.2 TERRENI COLTURALI 

 

Tryptone Soya Broth (TSB) per la preparazione delle sospensioni microbiche dei ceppi standard utilizzati.

Tryptone Soya Agar (TSA) per il metodo di semina in inclusione in  piastra Petri.

 

1.3 DILUENTE

 

Soluzione di acqua distillata per duplice osmosi inversa (Millipore) e sostanze disattivanti.

 

1.4 TEMPO DI VERIFICA DEL CHALLENGE TEST

 

Il tempo di verifica per ogni campione e per ogni ceppo standard corrisponde all'esecuzione di analisi in piastra Petri al tempo zero ( t0 ) subito dopo l'inoculo microbico, corrispondente circa a dopo 20 minuti; dopo 24 ore ( t1); dopo 3 giorni ( t3 ) ; dopo 7 giorni ( t7 ); dopo 14 giorni ( t14 ) e dopo 28 giorni ( t 28 ) per verificare la mancanza di resistenti, quindi l'abbattimento totale dell'inoculo iniziale.

 

1.5 METODICA

 

Si utilizza la metodica di inclusione in agar.
Il prodotto inoculato viene conservato a temperatura ambiente e al buio per tutta la durata del test.
L'attività inibente la crescita dei microrganismi inoculati nel prodotto deve rispettare i criteri di accettabilità emanati da Cosmetic, Toiletry and Perfumery Association (CTPA - UK) (ed. 1990), da Cosmetic, Toiletry and Fragrance Association (CTFA - USA) (ed. 1993) e da Farmacopea Ufficiale (FU) (ed. IX aggiornamento)

 

1.6 INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI DEL CHALLENGE TEST

 

Le Unità Formanti Colonia/grammo (UFC/gr.) sono espresse con numerazione logaritmica.
La determinazione dell'UFC/gr viene eseguita al momento dell'inoculazione del microrganismo (tempo 0) e dopo 1, 3, 7, 14 e 28 giorni.
La più comune interpretazione dei risultati è la seguente:

  • Riduzione sensibile dell'inoculo entro 24 ore: prodotto a basso rischio.
  • Riduzione entro 7 giorni, ma non entro 24 ore: prodotto a rischio incerto, ma con buona probabilità accettabile
  • Riduzione entro 14 giorni o più lenta: prodotto a rischio incerto, ma con buona probabilità inaccettabile.
  • Nessuna riduzione entro 28 giorni o addirittura sviluppo ulteriore: prodotto ad alto rischio e perciò INACCETTABILE.

1.7 CRITERI DI ACCETTABILITÀ (SECONDO CTFA)

 

In genere un challenge test viene considerato accettabile qualora si verifichino le seguenti condizioni:

  • Una riduzione regolare e progressiva della carica microbica
  • A 7 giorni dall'inoculo si dovrebbe registrare :
    • per i batteri almeno una riduzione del 99,9% (seguita da un'ulteriore riduzione nel periodo successivo)
    • per i funghi almeno una riduzione del 90%

REFERENZE BIBLIOGRAFICHE CHALLENGE TEST

  • CTFA (metodologia avallata da Unipro, pubblicazione dedicata alla microbiologia cosmetica
  • Farmacopea Europea ( Ph. Eur. 5)

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