Acconciatura del capello

Se si vuole intervenire sui capelli in modo che la forma conferita rimanga a lungo, si deve eseguire la classica “permanente”. Come accennato, la permanente agisce sui legami covalenti permettendo il mantenimento prolungato della nuova forma. La permanente può essere eseguita in due modi:

  1. PERMANENTE A CALDO (metodo obsoleto);
  2. PERMANENTE A FREDDO (metodo tuttora impiegato).

Permanente a caldo

PermanenteSi lava il capello con acqua basica e si mantiene per tutto il corso dell'operazione una temperatura elevata. In queste condizioni avviene la rottura dei legami covalenti S-S della cistina, dando origine all'acido solfenico e all'amminoacido cisteinico. A questo punto si deve agire sul capello conferendogli una nuova forma con i bigodini, procedendo poi con l'asciugatura tramite phon.
La reazione che avviene tra cistina ed acqua basica a temperatura elevata è reversibile, perciò con la disidratazione del capello indotta dall'asciugatura si riforma la struttura originaria, ristabilendo i legami S-S della cistina. La stessa reazione, però, può divenire irreversibile con formazione di zolfo e tioeteri, con conseguente danneggiamento grave del capello.

Permanente a freddo

Questo metodo è il più utilizzato, perché riduce il pericolo di danneggiare i capelli in modo grave. La permanente a freddo si esegue lavando il capello con acqua basica (pH 9-9,5). Assieme all'acqua si lascia agire un agente riducente, in modo da rompere il legame tra i due zolfi generando cisteina dalla cistina. Questo primo trattamento dura all'incirca 15-30 minuti. A questo punto si impone una nuova forma al capello, sempre con l'utilizzo dei bigodini. L'operazione successiva consiste in un'ossidazione per ricostituire il ponte disolfuro. Se l'ossidazione è molto spinta può avvenire la formazione di acido cisteico, che degrada il capello in maniera irreversibile. L'ossidazione viene fatta con l'impiego di acqua ossigenata a pH acido con un volume massimo 10, altrimenti si rischia la decolorazione del capello. Anche la permanente a freddo non esclude un possibile danneggiamento dei capelli, tuttavia meno frequente rispetto alla permanente a caldo.
Nella permanente a freddo si è parlato di agenti riducenti e di agenti ossidanti. Tra gli agenti riducenti ricordiamo:

  1. Acido tioglicolico o acido 2-mercaptoetanoico. È un liquido incolore dall'odore sgradevole; la sua struttura molecolare è simile all'acido acetico, in cui un atomo di idrogeno è sostituto da un gruppo –SH. È tossico e corrosivo, quindi le concentrazioni utilizzate sono molto basse. E' il più utilizzato.
  2. Cisteina (è irritante);
  3. Acido tiolattico (utilizzato in Giappone e non in Italia);
  4. Monotioglicerina (è irritante);
  5. Tioglicolammide (è l'ammide dell'acido tioglicolico ed è irritante).

Gli agenti ossidanti sono:

  1. Acqua ossigenata (H2O2). Per evitare un danneggiamento irreversibile del capello la si utilizza in ambiente acido;
  2. Acqua ossigenata più urea;
  3. Na22S2O8 noto anche come persolfato di sodio, poco utilizzato;
  4. NaBO2 2H2O2 H2O o metaborato di sodio idrato.

Tutte le sostanze citate servono ad ossidare e a riformare il legame rotto a seguito della reazione di riduzione. La ri-ossidazione si può verificare anche naturalmente esponendo il capello all'aria ma è un procedimento molto lungo (circa 5-6 ore) e ha una scarsa efficacia nel formare i legami S-S.


DA CAPELLO LISCIO A CAPELLO ONDULATO


Sono 5 le operazioni che servono a conferire al capello un aspetto ondulato:

  1. BAGNARE MOLTO IL CAPELLO CON UNA LOZIONE RIDUCENTE;
  2. LASCIARE AGIRE LA LOZIONE PER CIRCA 15-30 MINUTI;
  3. LAVARE IL CAPELLO DALLA LOZIONE RIDUCENTE;
  4. IMPARTIRE LA FORMA;
  5. APPLICARE LA LOZIONE OSSIDANTE

INDICE COSMETOLOGIA

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Tensioattivi anionici

Tensioattivi anionici. Eterosaponi. Condensati proteici con acidi grassi. Esteri solforici. Solfosuccinati. Solfonati

Tensioattivi cationici

Benzalconio cloruro. Cetiltrimetil ammonio bromuro

Tensioattivi anfoteri

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Tensioattivi non ionici

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Emulsioni acqua in olio. Emulsioni olio in acqua. Regola di Brancoft.

Emulsionanti nei cosmetici

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Idrocarburi nei cosmetici

Idrocarburi fluidi. Idrocarburi semisolidi. Idrocarburi solidi. Paraffina. Cera microcristallina. Ozokerite. Ceresina.

Trigliceridi nei cosmetici

Oli e burri nei cosmetici

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Olio di Jojoba. Cera Candelilla. Cera carnauba. Cera d'api. Lanolina.

Lanolina

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MIC - Concentrazione minima inibente

Challenge Test

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Umettanti

Polialcoli. Glicoli. Polietilenglicoli o Peg.

Sudore, odore corporeo e deodoranti

Perspiratio insensibilis. Ghiandole sudoripare. Ghiandole apocrine. Ghiandole sebacee

Deodoranti

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Classificazione dei coloranti. Coloranti solubili: naturali o di sintesi

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