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Ultima modifica: 23/11/2011

Sapone classico, Sapone solido

Ambrosia Lab

Il sapone classico può essere considerato un tensioattivo anionico. Chimicamente è un sale alcalino di acidi grassi ad alto peso molecolare (stearati, palmitati, oleati). Gli acidi grassi impiegati si ricavano generalmente da oli vegetali e trasferiscono le loro proprietà al sapone. SaponeAd esempio, il sapone di marsiglia viene prepararato prevalentemente con olio di oliva, ricco  in acido oleico che forma saponi con ottime caratteristiche.

Gli svantaggi nell'impiego dei saponi classici per il lavaggio del corpo e, in particolare dei capelli, sono il pH alcalino provocato dall'eccesso di alcali presenti - che può costituire un problema per l'equlibrio del mantello protettivo debolmente acido della cute e delle mucose intime nei confronti di attacchi batterici - e il deposito sulla pelle e sui capelli dei sali insolubili dei metalli alcalino terrosi in presenza di acque dure,  con conseguente opacità e scarsa schiumogenesi.

Per  ovviare al problema dell'alcalinità dei saponi classici, oggi si usano più frequentemente i saponi sintetici (Syndet) o saponi non saponi, alternativa moderna al sapone solido tradizionale. Possiedono valori di acidità più fisiologici, risultando maggiormente dermocompatibili e non risentono della presenza di acque dure. I syndet sono forme miste di tensiattivi, prevalentemente anionici ottnenuti senza il processo di saponificazione, ma che mantengono la funzionalità carbossilica. Nella loro formulazione, accanto ad una base lavante delicata, costiuita ad esempio dagli acilglutammati o dai solfosuccinati, possono rientrare surgrassanti come i lipidi o i derivati  della lanolina, uno o più estratti vegetali, cere, profumi e coloranti. Uno dei vantaggi dei syndet è di assicurare una maggior stabilità alle essenze profumate che i saponi classici non consentivano.

I detergenti fluidi comprendono le forme liquide trasparenti, cremose e gelatinose e sono caratterizzati da una miscela di tensioattivi con diverse caratteristiche (anionici, cationici, anfoteri), a seconda del tipo di prodotto, del luogo di applicazione e del tipo di cute cui sono destinati, al fine di ottenere un buon compromesso tra performance di lavaggio e tollerabilità cutanea. La struttura di un detergente è caratterizzata da un tensioattivo primario, che costituisce l'elemento base della formulazione e che in genere ha caratteristiche anioniche, ma che può essere sostituito, in prodotti più delicati, con  tensioattivi anfoteri e non ionici. E' quasi sempre presente un tensioattivo secondario, che serve a ridurre l'aggressività del primario o ad apportare miglioramenti in termini di schiumogenesi o di gredevolezza. Per contrastare l'azione eccessivamente delipidizzante di alcune tipologie di tensioattivi, vengono spesso aggiunte opportune sostanze di natura lipidica, come lipidi veri e propri o resi idrofili mediante etossilazione. In genere, si utilizzano oli naturali, esteri sintetici e derivati siliconici, tendendo presente che, la loro aggiunta, può limitare la schiumogenesi.  Sono presenti in alcuni casi modificatori reologici, come sali, gomme e polimeri acrilici, per viscosizzare il prodotto e renderne più agevole la fuoriuscita dal contenitore. In aggiunta, possiamo trovare stabilizzatori di schiuma, come le alcanolammidi e gli ossidi di ammina, correttori di pH, profumo, conservanti ed ingredienti funzionali.

Il problema della conservazione dei detergenti è piuttosto diffuso e va scelto con accuratezza. Possono infatti verficarsi interazioni fra il tensioattivo e il sistema conservante, che possono comportare la perdita di attività di quest'ultimo: è noto, ad esempio, che i tensioattivi non ionici possono disattivare i parabeni. Tra i conservanti maggiormente impiegati nei prodotti per la detergenza troviamo, oltre a parabeni, fenossietanolo e la miscela di isotiazolinoni, acido sorbico, acido benzoico e clorexidina. L'EDTA viene frequentemente utilizzato come chelante e per la sua attività sinergizzante nei confronti dei sistemi preservanti, mentre i glicoli, in particolare propilenico e butilenico, la glicerina e l'alcol possono essere aggiunti per aumentare la trasparenza dei prodotti.
I prodotti per la detergenza sono in maggioranza in forma fluida e si presentano come liquidi trasparenti o cremosi-perlacei. Le voci comprese sotto il gruppo dei tensioliti sono: shampoo,  bagnoschiuma, docciaschiuma , detergente viso mani, detergente intimo, pediluvi e prodotti per la rasatura.


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