Filtri Solari e Abbronzatura

Ambrosia Lab

Legislazione

Nel regolamento CE n.1223/2009 del 30 novembre 2009 sui prodotti cosmetici, i filtri UV vengono definiti come “sostanze destinate esclusivamente o prevalentemente a proteggere la pelle da determinate radiazioni UV attraverso l'assorbimento, la riflessione o la diffusione delle radiazioni UV” (articolo 2).

Filtri solariLe molecole autorizzate come filtri solari differiscono da paese a paese; attualmente l'Unione Europea ha ammesso l'utilizzo di 28 molecole (allegato VI) utilizzabili come filtri solari nei prodotti cosmetici, alle quali possono essere aggiunti altri prodotti cosmetici nei limiti ed alle condizioni stabilite nell'allegato VI di tale regolamento.
In USA, secondo la lista dalla FDA (Food and Drug Administration), invece, vengono ammessi solamente 16 filtri UV, in quanto sono considerati non come cosmetici ma come farmaci OTC (Cosmetic News, 2001).

I filtri solari vengono divisi in due grandi categorie: filtri fisici e filtri chimici.

Filtri Fisici

I filtri fisici sono pigmenti opachi alla radiazione luminosa e riflettono e/o diffondono la luce ultravioletta e la radiazione visibile.

I più comuni sono: il biossido di titanio (TiO2), l'ossido di zinco (ZnO), il biossido di silicio (SiO2), il caolino, l'ossido di ferro o magnesio. Di questi, solo il TiO2 è presente nell'allegato VI (relativo ai filtri UV autorizzati) del Nuovo Regolamento sui prodotti cosmetici; gli altri, in particolare l'ossido di zinco, sono ampiamente utilizzati in prodotti solari ma non possono essere dichiarati responsabili dell'azione filtrante.

I filtri fisici sono fotostabili, non reagiscono con i filtri organici e  vengono spesso usati in associazione a questi, anche ad elevate concentrazioni, determinando un effetto sinergico che permette di raggiungere valori molto elevati di SPF.

In passato, i filtri fisici, avendo una notevole consistenza solida, erano totalmente riflettenti e presentavano il problema di creare un effetto bianco all'atto dell'applicazione del prodotto solare sulla pelle; attualmente sono presenti sul mercato forme micronizzate di biossido di titanio e ossido di zinco le quali, riducendo le dimensioni delle particelle all'ordine di grandezza dei nanometri, consentono di schermare radiazioni a bassa lunghezza d'onda quali gli UV ma non la luce visibile, evitando così qualsiasi effetto bianco. Alcuni studi hanno tuttavia evidenziato che la micronizzazione può determinare un aumento della penetrazione del filtro fisico negli strati più interni dell'epidermide, dove può innescare reazioni di stress ossidativo con conseguente deplezione del collagene, fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi (Jianhong Wu, Wei Liu, Chenbing Xue, Shunchang Zhou, Fengli Lan, Lei Bi, Huibi Wu, Xiangliang Yang, Fan-Dian Zeng “Toxicity and penetration of TiO2 nanoparticles in airless mice and porcine skin after subchronic dermal exposure” Toxicology letters 191 (2009) 1-8).
Per impedire l'agglomerazione delle microparticelle a seguito dell'attrazione elettrostatica, il biossido di titanio viene rivestito (allimina, stearati, simeticone, dimeticone) ed eventualmente pre-disperso e stabilizzato in acqua o in veicolo lipofilo (trigliceride caprilico/caprico, C12-15 alchilbenzoato). Le pre-dispersioni, di più facile manipolazione e incorporazione in formula, offrono in genere maggior performance protettiva. E' infatti dimostrato che influiscono sul valore di SPF le dimensioni delle particelle e l'assenza di aggregati macroscopici (diminuiscono la superficie di interazione con la luce incidente). Anche l'ossido di zinco, in grado di riflettere sia radiazioni UVA che UVB, è disponibile sul mercato sia in polvere sia in forma pre-dispersa.

Filtri Chimici

Ad oggi,  i filtri chimici approvati possono essere classificati come derivati dei seguenti composti: PABA e derivati, cinnamati, antranilati, benzofenoni, salicilati, dibenzoilmetani, antranilati, derivati della canfora e fenil-benzimidazolsulfonati.
Sono sostanze di sintesi con una struttura chimica che consiste, in genere, di un anello aromatico e di due gruppi funzionali in grado di agire da donatori o da accettori di elettroni. Assorbono selettivamente i raggi UV a corta lunghezza d'onda e li convertono in radiazioni a lunghezza d'onda maggiore e meno energetiche. L'energia assorbita da parte del filtro corrisponde all'energia richiesta per causarne l'eccitazione fotochimica ad uno stato di energia più alto rispetto a quello nel quale si trova; ritornando allo stato energetico iniziale, emette radiazioni di una lunghezza d'onda maggiore, non dannose per la cute. L'energia può essere emessa come fluorescenza se cade nella regione del visibile, come calore se si trova nell'IR, oppure può danneggiare la struttura chimica del filtro stesso con conseguente perdita dell'attività filtrante e produzione di prodotti di degradazione, potenzialmente dannosi (Maier T. & Korting H.C., “Sunscreens - Which and what for?”, Skin pharmacology and physiology, 2005; 18: 253-262).

Caratteristiche di un Filtro Solare

I requisiti generali che un buon filtro solare deve possedere sono:

  • ampio spettro d'assorbimento (280 -380 nm). Se non è possibile coprire l'intero spettro con un unico filtro, utilizzare una miscela;
  • avere buona stabilità chimica;
  • avere buona fotostabilità;
  • aver un buon profilo tossicologico (tossicità acuta e a lungo termine molto basse, assenza di fototossicità, non sensibilizzante, non fotosensibile, assenza di assorbimento percutaneo);
  • essere il più possibile inodore;
  • avere una buona tollerabilità da parte di cute e mucose;
  • non essere irritante;
  • avere buona solubilità, compatibilità e stabilità nel prodotto finito (incluso il packaging);
  • avere un'azione di superficie;
  • avere un elevato coefficiente di estinzione
  • avere lunghezza d'onda massima e coefficiente di estinzione non influenzabili da solvente o pH;
  • non deve causare scolorimento della pelle e dei tessuti.
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