Peeling Chimici contro le Macchie della Pelle

Ambrosia Lab

Come Agiscono?

Esfoliare la cute od effettuare un peeling chimico significa applicare sulla pelle sostanze ad azione esfoliante, che mirano alla parziale rimozione di porzioni dell'epidermide o di derma con successivo stimolo del turn over (ricambio, rinnovamento) cellulare.

Nei difetti da iperpigmentazione questa pratica può risultare utile principalmente per due motivi:

  • accelerando il ricambio di cellule a livello epidermico, si aumenta la perdita di melanina dallo strato corneo e si diminuisce il trasferimento dei melanosomi ai cheratinociti;
  • si facilita l'assorbimento di altri attivi ad azione depigmentante.

Tipi di Peeling Chimici

I peeling chimici si distinguono in due categorie: quelli ad uso cosmetico e quelli ad uso dermatologico; tale distinzione viene operata in base alla profondità di penetrazione degli attivi e in base all'effetto che si vuole ottenere. Tra gli attivi più importanti appartenenti a questa categoria si possono trovare:

  • Alfa e beta idrossiacidi
  • L'Acido Retinoico
  • L'Acido Tricloroacetico

Alfa e beta idrossiacidi

Sono definiti anche “acidi della frutta” poiché presenti in alte concentrazioni nell'uva, nelle mele e in altri vegetali. Chimicamente, sono acidi organici costituiti da un gruppo alcolico localizzato vicino al gruppo carbossilico terminale, caratteristica che conferisce alle molecole un'elevata acidità, maggiore rispetto a quella dei comuni acidi organici.

A livello epidermico, il principale effetto dell'applicazione di alfa e beta idrossiacidi è la diminuzione della coesione dei corneociti, con conseguente desquamazione ed aumento del turnover cellulare. I cheratinociti neo-sintetizzati risultano meno ricchi di pigmenti. Possono dare effetti indesiderati come rossore, dermatiti e sensibilizzazione. Tali effetti scompaiono nel momento in cui si sospendono le applicazioni.

Acido Glicolico

L'Acido Glicolico è uno dei composti più utilizzati, poiché fra tutti gli analoghi è quello che esplica l'azione più rapida e, grazie al ridotto peso molecolare, penetra facilmente nello strato corneo. La sua attività è legata alla capacità di ridurre le forze di coesione tra i corneociti per azione diretta sui desmosomi (giunzioni proteiche tra cellule epiteliali adiacenti). Impiegato in ambito cosmetico a concentrazioni comprese tra il 10% ed il 15%, provoca una progressiva esfoliazione della pelle. Prodotti contenenti dosaggi di acido glicolico compresi tra il 50% ed il 70%, adeguatamente tamponati, sono invece ristretti all'uso dermatologico.

Acido Lattico

L'Acido Lattico è efficace nei casi di iperpigmentazione correlata all'invecchiamento cutaneo, al photoageing, alla gravidanza, all'uso di pillole anticoncezionali e alle macchie ipermelaniche post-infiammatorie.

Acido Salicilico

L'Acido Salicilico è un beta-idrossiacido che presenta un'azione cheratolitica selettiva sulle catene proteiche della cheratina presente nei corneociti. E' privo di effetti sulle altre proteine ed è quindi ben tollerato dalle cellule sottostanti che non contengono cheratina. Mostra una buona azione esfoliante e levigante anche a concentrazioni basse (1-2%) ed è particolarmente efficace nel trattamente di iperpigmentazioni post-infiammatorie e melasma1

Acido Retinoico

L'Acido Retinoico è la forma acida della vitamina A.

Il trattamento con prodotti a base di acido retinoico e dei suoi derivati provoca una marcata esfoliazione dell'epidermide e la produzione di glicoproteine mucose, più elastiche della cheratina, che contribuiscono ad ammorbidire lo strato corneo. E' generalmente utilizzato in ambito ambulatoriale in associazione con attivi ad azione depigmentante.

L'acido retinoico, noto nella sua forma alla trans anche come tretinoina, viene utilizzato in campo dermatologico in concentrazioni comprese tra lo 0,05% e l'1% nel trattamento dell'iperpigmentazione post-infiammatoria. L'impiego di tale attivo richiede tempi molto lunghi e gli effetti cominciano a notarsi dopo circa 24 settimane.

L'acido retinoico non può essere usato in ambito cosmetico, dov'è possibile utilizzare solo la vitamina A e i suoi derivati che in vivo vengono trasformati in acido retinoico.

Acido Tricloroacetico

L'acido tricloroacetico è utilizzato, come i retinoidi, solo in ambito dermatologico. Può essere impiegato in concentrazioni che variano dal 10% al 40%, per realizzare peeling superficiali o che arrivano a livello del derma papillare o del reticolare profondo. Per il trattamento delle ipermelanosi, l'acido tricloroacetico si utilizza alla concentrazione di circa il 20%. Applicato sulla cute, produce un'infiammazione molto evidente che si manifesta con arrossamento, gonfiore e produzione di siero che, seccandosi, forma delle croste. La pelle si rigenera entro 10-15 giorni.

1 Clark CP III. Alpha hydroxy acids in skin care. Clin Plast Surg. 1996, 23:49


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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016