Composizione della Pelle del Bambino nei Primi Anni di Vita

La capacità di rigenerazione della pelle, così come la sua funzione barriera nei confronti di sostanze nocive, è determinata dai suoi componenti. Le funzionalità di tali componenti sono strettamente connesse tra loro.

Contenuto di acqua

L'acqua presente nello strato corneo consente la funzionalità di attività enzimatiche per la trasformazione dei lipidi e la produzione dell'NMF (fattore di idratazione naturale). Pelle del bambinoRegola inoltre il flusso di corrente elettrica attraverso lo strato corneo. Come si evince dalla misurazione dell'idratazione dello strato corneo, i neonati presentano una pelle relativamente "asciutta" rispetto ai bambini più grandi (8-24 mesi di età) o agli adulti. L'idratazione della pelle aumenta in modo significativo nelle prime 2-4 settimane di vita con valori che si stabilizzano nei mesi successivi. Diversi studi giustificano l'incremento di idratazione con la crescente maturazione funzionale delle ghiandole sudoripare eccrine. I valori altalenanti di TEWL (perdita d'acqua transpidermica) e di idratazione cutanea sono inoltre indice di una barriera cutanea non del tutto formata.

Sudore

Il sudore è una soluzione di sostanze organiche (urea, creatina, acido urico, ammoniaca) ed inorganiche (soprattutto elettroliti) in acqua, che è la componente principale (99%). Tale secreto è prodotto dalle ghiandole sudoripare, ghiandole eccrine che si formano alla ventottesima settimana di gestazione e, benché siano presenti nella cute neonatale, occorrono circa due anni prima che acquistino la loro piena funzionalità. La sudorazione consente l'abbassamento della temperatura corporea in caso di surriscaldamento (febbre o intenso esercizio fisico), entra a far parte delle componenti del film idrolipidico e protegge la cute da aggressioni batteriche e micotiche, poiché ha un pH acido (4-6,5). A causa del limitato funzionamento delle ghiandole sudoripare, per il bambino di età inferiore ai due anni esiste un maggior pericolo di "surriscaldamento", rispetto all'adulto, in determinate condizioni fisiche di salute (febbre) o ambientali (caldo estivo); è elevato il rischio a colpi di calore e disidratazione severa. Inoltre, la scarsa secrezione di sudore contribuisce a indebolire la pelle, perché nel sudore sono altresì contenute sostanze ad attività antimicrobica, di conseguenza una riduzione del secreto si traduce in una maggiore vulnerabilità agli attacchi microbici.

NMF (Natural Moisturizing Factor)

Il livello di idratazione della pelle è importante per quanto riguarda l'attività enzimatica cutanea. Per trattenere l'acqua e mantenere la pelle idratata è necessaria la presenza dell'NMF costituito da aminoacidi, zuccheri, ioni e molecole igroscopiche derivate dalla maturazione dei corneociti. La pelle del neonato (3-12 mesi) ha una concentrazione di NMF più bassa rispetto a quella ritrovata nella pelle dell'adulto. Tuttavia, la pelle del neonato è più idratata della pelle dell'adulto. La motivazione è da ricercarsi nella particolare struttura della pelle del bambino nei primi anni di vita (il microrilevo denso intrappola una maggiore quantità d'acqua).

Contenuto di Lipidi

I lipidi intracellulari sono importanti regolatori dell'idratazione dello strato corneo e della funzione barriera della cute. Dopo la nascita, sotto l'influenza degli ormoni materni (eventualmente trasmessi anche attraverso l'allattamento), le ghiandole sebacee rimangono piuttosto attive e produttive fino più o meno ai tre mesi di vita del bambino, durante i quali l'entità e la qualità dei grassi secreta è addirittura quasi uguale a quella presente nell'adulto. La trasmissione da parte della madre di ormoni androgeni causa nel neonato un'ipersecrezione delle ghiandole sebacee, e tale fenomeno si protrae fino al terzo mese di vita. A partire dall'età di tre mesi la secrezione di sebo si riduce per poi riattivarsi durante la pubertà. In questo ampio arco di tempo, nella maggior parte dei casi la pelle del bambino tende alla secchezza e alla disidratazione come diretta conseguenza della modesta presenza di grassi cutanei, segno evidente di una barriera cutanea non ancora bel sviluppata. Nonostante una concentrazione lipidica bassa, la pelle del neonato contiene, però, livelli più elevati di acqua rispetto a quella dell'adulto.

Contenuto di melanina

la melanina sintetizzata nei melanosomi presenti all'interno dei melanociti, svolge nei confronti della cute un ruolo fotoprotettivo. La pelle del bambino nei primi anni di vita presenta una bassa concentrazione di questo pigmento rispetto alla pelle dell'adulto. Ciò contribuisce a rendere questo tipo di pelle più suscettibile ai danni indotti dalle radiazioni solari. Una cattiva esposizione solare o scottature acquisite durante il periodo dell'infanzia possono portare in età adulta al rischio di insorgenza di tumori maligni della pelle.

Microflora cutanea

La pelle del feto si origina nel ventre materno in condizioni perfettamente sterili. Dopo la nascita la superficie cutanea non è più sterile e asettica, bensì abitata e colonizzata da un'ampia gamma di ceppi microbici. Per convenzione la flora batterica cutanea è suddivisa in "transitoria o contaminante" e "residente o permanente". I microbi residenti permanentemente sulla cute rappresentano uno dei principali mezzi di resistenza all'infezione. L'integrità della barriera cutanea, il pH fisiologico acido, la continua desquamazione dello strato corneo e la particolare composizione di sebo e sudore insieme alla flora cutanea residente hanno l'importante compito di ostacolare l'attacco e la colonizzazione della pelle da parte di germi patogeni. La superficie cutanea, ben che meno quella del bambino, non è una superficie sterile ma abitata da un complesso di microrganismi molto utili per il mantenimento del suo benessere.


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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016