Tipi di cellulite: Come si forma la cellulite?

Ambrosia Lab

Tipi di Cellulite

La cellulite può essere distinta in cinque tipi principali:

Cellulite dura (compatta)

si osserva nelle persone giovani, dove la cute è ancora elastica e non ha perso tono. Non varia di aspetto passando dalla stazione eretta a quella distesa. Visivamente non mostra zone flaccide né avvallamenti, ma “pinzando” la pelle tra le dita compare la caratteristica granulosità della “buccia d'arancia”;

Cellulite molle (flaccida)

è una forma che si sviluppa nel corso di anni, caratterizzata da perdita di tono cutaneo e presenza di avvallamenti o buchi in cui il tessuto cellulitico è ricco di acqua. In posizione eretta le manifestazioni sono ben visibili, mentre in quella distesa sembrano scomparire del tutto; ciò è dovuto al fatto che il sottocutaneo cellulitico, non avendo più una matrice elastica di contenimento, si ridistribuisce;

Cellulite mista

è il tipo più diffuso, può essere considerato una manifestazione intermedia tra le due precedenti, per cui si osserva un quadro discretamente mantenuto riguardo al tono, ma che inizia a presentare svariati avvallamenti;

Cellulite con presenza di adiposità rilevante

si osserva un accumulo di grasso diffuso, che a volte tende a nascondere la cellulite, in quanto rende la superficie cutanea più tesa. La manovra del pinzamento tra le dita consente di evidenziare l'aspetto a “buccia d'arancia”;

Cellulite linfoedematosa

è una cellulite molto infiltrata di liquidi (ancora maggiore rispetto alla cellulite molle), con edemi, a volte con un'insufficienza venosa o linfatica evidente. Alla palpazione si nota un tessuto spugnoso ed una sensazione di liquido che riempie gli spazi. All'osservazione può rilevarsi un gonfiore diffuso o concentrato nelle parti basse delle gambe o delle caviglie.1


1 Bailey E, Kroshinsky D., Cellulitis: diagnosis and management. Dermatol Ther. 2011 Mar; 24(2):229-39.

Cellulite e Adiposità localizzata

La cellulite si differenzia dall'adiposità localizzata per i seguenti aspetti:

 

Cellulite

Adiposità localizzata

limitata simmetricamente a determinati distretti corporei; interessa tutti distretti corporei;
interessa primitivamente il tessuto connettivo, alterandone la struttura e successivamente coinvolge anche le cellule adipose; interessa solo le cellule adipose;
è conseguenza di evoluzione distrofica degenerativa sclerotica dei tessuti; è conseguenza fino alla pubertà di iperplasia adiposa, poi solo di ipertrofia adiposa;
sono presenti micro e macronoduli, dovuti a proliferazione irregolare di fibre, rilevabili alla palpazione profonda; il tessuto adiposo ha una consistenza uniforme;
il tessuto cellulitico è ipotermico (ha una temperatura più bassa); il grasso normale ha una temperatura uniforme;
si riscontra anche nelle persone magre aumenta o diminuisce in relazione agli apporti energetici.

Meccanismi di formazione della cellulite

La cellulite è un processo che inizia a causa di un malfunzionamento del microcircolo. Tutti i vasi sanguigni più sottili della zona interessata sono alterati nella loro funzione o nella loro struttura anatomica. L' insufficienza della microcircolazione (deputata agli scambi nutritivi con i tessuti) porta ad un'alterazione nel metabolismo del tessuto connettivo e alla compromissione della permeabilità vasale. Dai vasi sanguigni, infatti, passa per fini nutritivi una certa quantità di liquido, ossigeno e cellule del sistema immunitario. Contemporaneamente, attraverso il sistema linfatico, il liquido fuoriuscito dev'essere riassorbito, portando con sé i cataboliti. Il primo evento che porta alla formazione della cellulite è la perdita dell'equilibrio tra queste due fasi: maggiore permeabilità e fuoriuscita di liquido nell'interstizio con riassorbimento estremamente difficoltoso. L'eccesso di liquido interstiziale, oltre a provocare una sofferenza diretta del tessuto, instaura un vero e proprio meccanismo “reattivo”, che consiste nell'eccessiva produzione, da parte dei fibroblasti, di nuove fibre connettivali che si dispongono “delimitando” la zona interessata: da un lato tale fenomeno peggiora ulteriormente il funzionamento del circolo sanguigno, “comprimendo” i vasi, e dall'altro porta al sequestro delle cellule adipose entro tralci fibrosi. Il tessuto adiposo viene così racchiuso in lobuli e tende a degenerare, perché si riducono gli scambi con il circolo ematico.


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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016