Contro il mal di schiena: un'adeguata prevenzione

A cura di Fabio Grossi e Michela Verardo


Le alterazioni che gravano sulla colonna vertebrale rappresentano alcuni tra i principali problemi sanitari della nostra società e interessano fino all'80% della popolazione europea. Negli ultimi anni molte ricerche  hanno evidenziato il ruolo negativo per la colonna vertebrale delle posture statiche prolungate, delle frequenti flessioni e rotazioni del tronco, del sollevamento  di carichi, dei movimenti quotidiani poco corretti.
Contro il mal di schienaAlla luce di tali studi sembra essere poco efficace l'intervento terapeutico tradizionale (massaggi, terapie fisiche) per la maggior parte dei problemi di mal di schiena, se mirato esclusivamente a trattare il sintomo mentre la vera causa del disturbo non viene riconosciuta.
Un approccio piuttosto innovativo per alcune patologie (cervicalgìe, lombalgìe posturali, ecc.) può venire dallo studio posturale del soggetto affetto da questi problemi. Lo scopo di un'osservazione posturale è stimolare il soggetto affetto da mal di schiena a non sottovalutare il problema e ad intraprendere -insieme al proprio medico curante- un vero e proprio percorso terapeutico, che nella maggior parte dei casi può portare alla soluzione del problema.
La struttura della colonna vertebrale che più di ogni altra subisce un'alterazione, a causa di posizioni scorrette, è il disco intervertebrale. Nelle varie posizioni del nostro organismo (in piedi, supino, da seduto) i dischi intervertebrali subiscono una pressione diversa che si distribuisce su tutta la loro superficie, grazie al liquido in essi contenuto.
Il ricercatore  svedese Alf Nachemson  ha svolto importanti e approfonditi studi  per conoscere i valori di pressione che si verificano in particolare sul terzo disco lombare, nelle diverse posizioni che assumiamo e nei movimenti che eseguiamo nella quotidianità. Il terzo disco lombare, alla luce di questi studi, sembra subire un carico pari a 30 kg quando il corpo umano è in posizione supina, 70 kg quando è in posizione seduta, 210 kg quando l'organismo solleva 20 kg con schiena flessa e ginocchia dritte.
Queste valutazioni scientifiche, insieme alla costante necessità di mantenere le curve fisiologiche della colonna vertebrale, suggeriscono come indirizzo utile per mantenere efficiente la colonna vertebrale  -nell'intento di  evitare l'usura dei dischi intervertebrali e prevenire l'insorgenza del dolore- un'adeguata e personalizzataattività sportiva; bisognerebbe scegliere le posizioni e i movimenti che provocano minore pressione sui dischi intervertebrali e (se le condizioni lavorative non permettono tale scelta)  eseguire dei movimenti di compenso.
Per permettere ai dischi intervertebrali di riacquistare il loro originario spessore e mantenere la loro efficienza ed elasticità sarebbe necessario dormire un numero sufficiente di ore su un letto valido costituito da un materasso -preferibilmente in lattice naturale ad elevata elasticità e traspirabilità- e da un supporto personalizzabile in doghe.
Le cause più frequenti di mal di schiena sono da ricercare in attività lavorative considerate a rischio (operai, imbianchini, piastrellisti, parrucchiere, camionisti), in attività sportive non adeguate, nelle posture scorrette durante le attività domestiche, nella tensione emotiva, nei traumi in genere.
Il mal di schiena su base posturale altro non è che la conseguenza di movimenti errati, di sforzi fisici, di posture scorrette ricorrenti durante le attività quotidiane.
Alcuni suggerimenti sull'uso delle calzature riguardano la suola - che dev'essere in cuoio - e la punta della scarpa, che dovrebbe essere ampia. Con tacchi piuttosto alti si può arrivare ad una pressione del peso pari all'80-90% a livello dei metatarsi.
In particolare alcuni studi su lavoratori addetti a videoterminali hanno evidenziato la presenza di disturbi alla colonna vertebrale in percentuale superiore rispetto a un gruppo di controllo e a quello che si riscontra nei facchini o nei manovali, dimostrando così di fatto il ruolo negativo della fissità di fronte ad un videoterminale.
La colonna cervico-dorsale durante la giornata è chiaramente sottoposta ad uno stress maggiore in quanto soggetta a continui movimenti di flesso-estensione. Le attività lavorative più a rischio per questa parte del corpo sono quelle di precisione -sarte, grafologhe, orologiai- oppure gli imbianchini, gli addetti alle pulizie, i contadini, nonchè comportamenti  come guardare la televisione a letto o utilizzare cuscini non idonei.
Il tratto lombo-sacrale della colonna è stimolato soprattutto dalle posture fisse prolungate in posizione statica eretta (le casalinghe quando stirano, i commercianti che lavorano al banco, gli odontoiatri, ecc.).
Alcuni suggerimenti utili per ridurre il dolore lombare causato dalle posture fisse potrebbero essere:

  • fare delle lunghe passeggiate, quando possibile;  
  • praticare semplici esercizi di estensione e flessione;
  • dormire su un fianco con le ginocchia piegate oppure in posizione supina con un cuscino sotto le ginocchia;
  • durante la posizione statica eretta utilizzare un pacchetto d'appoggio per gli arti inferiori sui quali scaricare il peso del tronco, alternativamente;
  • adattare i posti di lavoro secondo criteri ergonomici.

Altri soggetti a rischio per la zona lombosacrale sono i camionisti, gli agenti di commercio, i tassisti, e chiunque utilizzi l'automobile come strumento di lavoro.
E' da sottolineare che un riposo notturno confortevole è importante al fine di alleggerire il carico di lavoro che i dischi intervertebrali subiscono nell'arco della giornata. Da evitare il cuscino alto, in quanto costringe il tratto cervicale della colonna in posizione di flessione e può essere dunque causa di dolori cervicali e mal di testa.
Lo spostamento di pesi rappresenta un momento piuttosto critico per la colonna lombosacrale, per cui sarebbe necessario insegnare le corrette modalità di movimento ai soggetti che compiono per lavoro tali funzioni.
La gravidanza, soprattutto dopo il sesto mese, porta ad una iperlordosi lombare e pertanto rappresenta un fattore di rischio per la lombare; ma è soprattutto il periodo del puerperio quello più pericoloso, per il maggior impegno della madre nell'accudire il neonato:  anche il gesto di sollevare un bambino può rappresentare un rischio rilevante per la colonna vertebrale.
L'eccesso ponderale (sovrappeso o nei casi peggiori l'obesità ) provoca un'incidenza significativa delle lombalgie, visto che determina un importante aumento di pressione sui dischi intervertebrali, e sembra ormai certa la correlazione di dolori lombari per la ridotta ossigenazione delle strutture muscolo-articolari della colonna vertebrale causata dal fumo di sigaretta.
Le attività fisiche agonistiche spesso risultano dannose perché la colonna vertebrale viene sottoposta a carichi di lavoro notevoli; ciò contrasta con l'opinione diffusa che l'attività sportiva migliori le condizioni di salute e possa prevenire la comparsa del mal di schiena. Discorso diverso per le attività a scopo ricreativo (sci, nuoto, bici, ecc.) e l'esercizio fisico in palestra che possono prevenire -se eseguite in modo personalizzato, fisiologico, con intensità e volume adeguati- l'insorgere di episodi vertebrali dolorosi.

 

BIBLIOGRAFIA

G. Waddell, A. Nachemson, "The Back Pain Revolution", Churchill Livingstone, 1998
A. Nachemson, "Neck and Back Pain", E. Jonsson, 2000
S. Busin et Al., "Fitness, La guida completa", ed. Leonardo Da Vinci, Milano, 2004

EMEROGRAFIA ON-LINE

www.dica33.it/argomenti/ortopedia/mal_di_schiena
www.gss.it/consigli.htm
www.paginemediche.it, "Sicurezza al videoterminale"
www.sportmedicina.com/maldischiena.htm
www.sportraining.net/prevdolorelombare.htm
www.wikipedia.org



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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016