Colite: sintomi e diagnosi

Sintomi colite

Il termine sindrome viene utilizzato per descrivere l'ampio gruppo di sintomi che caratterizza questa malattia. Pur essendo estremamente fastidiosa e compromissiva per quanto riguarda la qualità di vita di chi ne è affetto, la sindrome del colon irritabile è una condizione assolutamente reversibile e soprattutto non è minimamente responsabile di complicazioni gravi come il cancro al colon. Oltre il 20% dei pazienti affetti da colite lamenta disturbi dell'evacuazione per lo più di tipo stitico che, insieme al  dolore, tendono ad interferire con le normali attività, fino a compromettere saltuariamente la capacità lavorativa e la vita sociale.

La maggioranza dei pazienti colpiti da colite soffre di sintomi come:

In genere, il colon irritabile non dà dolore alla notte; qualora fosse presente si consiglia di eseguire indagini diagnostiche più approfondite. Tali indagini si rendono necessarie anche se c'è un cambiamento completo del funzionamento intestinale, come il passaggio da un periodo di stitichezza ad una fase caratterizzata da numerose scariche liquide.

Se compaiono sintomi come anemia, sanguinamento di colore rosso vivo con le feci, febbre o perdita di peso, il paziente deve rivolgersi tempestivamente ad un gastroenterologo.

Diagnosi colite

Il problema principale nella diagnosi di colite è la profonda similitudine tra i sintomi del colon irritabile e quelli di altre malattie. Il medico dovrà quindi indagare in modo da escludere la presenza di altri quadri morbosi.

La diagnosi di colite o sindrome del colon irritabile richiede un'approfondita analisi preliminare da parte del medico (almeno trenta minuti). Fondamentale è dunque il dialogo tra medico e paziente, dal quale dovranno scaturire elementi utili sulla sfera psichica del soggetto (ansia, collera, ira, stress ecc.). Il medico eseguirà poi ulteriori accertamenti per escludere la presenza di altre malattie come ulcere gastriche, intolleranze alimentari, calcoli nella colecisti, o malattie specifiche del colon. Nelle donne esiste inoltre una provata relazione tra endometriosi e sindrome del colon irritabile.

Per favorire la diagnosi del medico è importante che il paziente riferisca esattamente con quale ritmicità insorgono i dolori tipici della colite ed il loro rapporto con il funzionamento intestinale.

Piuttosto diffusa è per esempio l'intolleranza al lattosio. Tale disturbo è causato dalla scarsa efficienza del corpo nello scindere, attraverso un enzima chiamato lattasi, il legame tra glucosio e galattosio (i due monosaccaridi alla base dello zucchero tipico del latte). A causa di una riduzione del numero o della funzionalità di questi enzimi il lattosio prosegue inalterato fino al colon, dove viene fortemente fermentato dalla flora batterica locale. Questi processi fermentativi causano un'aumentata produzione di gas, associato a dolori addominali e diarrea (sintomi tipici della colite). Un semplice test, conosciuto come test del respiro, può confermare o meno la diagnosi di intolleranza al lattosio.

Per alcuni individui esiste invece una vera e propria allergia alle proteine del latte (caseine). In questi casi l'assunzione dell'alimento provoca sintomi simili ma generalmente più intensi di quelli scatenati da un attacco di colite.

Prima di diagnosticare la malattia, il medico dovrà escludere anche la presenza di celiachia (intolleranza al glutine).

Nei casi più dubbi o qualora i sintomi siano particolarmente intensi, si può ricorre alla radiografia del colon o alla colonscopia. Proprio quest'ultimo esame è caldamente consigliato a chi ha superato i cinquant'anni o a chi, pur essendo più giovane, ha un'eredità famigliare di tumori del colon

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