Ipertrofia ventricolare sinistra

Il termine ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) descrive l'aumento della massa muscolare a carico del ventricolo sinistro. In molti casi, l'IVS insorge come meccanismo compensatorio a lungo termine, in risposta ad un sovraccarico di pressione (come succede negli ipertesi e in chi pratica sport di potenza, quali il sollevamento pesi) o di volume (come accade negli sportivi di endurance, quali ciclisti, maratoneti, nuotatori e sciatori di fondo). Il cuore, infatti, è un muscolo e come tale può subire delle modificazioni strutturali (ipertrofia, ipotrofia, accorciamento e allungamento delle proprie fibre) in relazione al lavoro e agli stimoli biochimici (ormoni, come il GH, le catecolamine, l'insulina, ed enzimi, quali l'angiotensina II) a cui viene sottoposto.

In altri casi, l'ipertrofia ventricolare sinistra è causata da fattori intrinseci, come la miocardiopatia ipertrofico ostruttiva.

La causa più comune di ipertrofia ventricolare sinistra è rappresentata dalla prolungata ipertensione arteriosa. Se le resistenze periferiche aumentano il ventricolo sinistro deve contrarsi con maggiore intensità per vincerle, svuotarsi completamente e spingere il sangue in periferia. Questo fenomeno, a lungo andare, provoca delle modificazioni cardiache che, sommate a quelle coronariche indotte dall'ipertensione, aumentano fortemente il rischio cardiovascolare (sino a triplicarlo rispetto ai soggetti ipertesi ma senza IVS).

Ulteriori cause emodinamiche di ipertrofia ventricolare sinistra sono rappresentate dalla stenosi della valvola aortica (un lembo che separa il ventricolo sinistro dall'aorta, il grande vaso sanguigno che trasporta il sangue ricco di ossigeno alle varie parti dell'organismo) e dal suo rigurgito. La parziale ostruzione (stenosi) della valvola aortica o semilunare richiede una contrazione più vigorosa del ventricolo sinistro, necessaria per superare la resistenza offerta al suo svuotamento. Quando è presente un rigurgito, invece, la valvola aortica non si chiude correttamente ed il ventricolo sinistro si riempie più del dovuto, richiedendo uno sforzo maggiore per pompare il sangue in periferia.

Nei pazienti con pregresso infarto cardiaco, l'ipertrofia ventricolare sinistra è il risultato di una risposta adattativa del cuore, messa in atto per compensare la funzione di quelle aree muscolari prive di capacità contrattile.

Dal punto di vista morfologico, si è soliti distinguere l'ipertrofia ventricolare sinistra in concentrica, eccentrica ed asimmetrica.

L'ipertrofia concentrica è la conseguenza di un prolungato sovraccarico di pressione, che porta ad un aumento dello spessore parietale, alla riduzione della capacità di distensione ventricolare e alla riduzione del diametro intraventricolare. Può essere fisiologica, in risposta ad allenamenti di potenza prevalentemente isometrici, o patologica, a causa, per esempio, dell'ipertensione arteriosa.
L'ipertrofia eccentrica è la conseguenza di un prolungato sovraccarico di volume che porta ad un aumento dello spessore parietale e del diametro intraventricolare (il rapporto spessore/raggio non aumenta come nel caso precedente ma si mantiene entro il range di normalità). L'ipertrofia eccentrica riconosce cause non patologiche, come succede nell'allenamento di resistenza prevalentemente isotonico, o patologiche, per esempio nelle insufficienze valvolari, nell'obesità e nella fase tardiva della cardiopatia ipertensiva.

L'ipertrofia asimmetrica è caratterizzata da un'ipertrofia asimmetrica del setto e si riscontra, per motivi non ancora chiari, in una piccola percentuale di pazienti ipertesi.

SINTOMI. Tendenzialmente, l'ipertrofia ventricolare sinistra si sviluppa gradualmente, ed è più comune tra le persone anziane ed ipertese. Soprattutto in fase precoce, non causa segni o sintomi particolari; quando questi compaiono possono includere dolore toracico, palpitazioni, vertigini, svenimento, fiato corto e ridotta resistenza allo sforzo fisico.

Cura e terapia

Vedi anche: Farmaci per la cura dell'Ipertrofia Ventricolare


Proprio come succede per i nostri muscoli, il fenomeno dell'ipertrofia ventricolare sinistra, secondario a ipertensione o ad allenamenti di durata è, almeno parzialmente, reversibile (non sempre in maniera completa perché la componente fibrotica, tipica dell'IVS di origine ipertensiva, regredisce con difficoltà). E' quindi essenziale che la terapia medica dell'ipertensione venga iniziata in epoca precoce; meglio ancora intervenire in ambito preventivo, controllando l'alimentazione, il livello di stress, abolendo il fumo ed aumentando il livello di attività fisica. Infatti, se da un lato la regressione dell'ipertrofia ventricolare sinistra riduce il rischio cardiovascolare in pazienti ipertesi, dall'altro lo mantiene a livelli comunque superiori rispetto a chi, pur avendo pressione alta, non ha mai sofferto di IVS. Non bisogna inoltre trascurare il fatto che la regressione dell'IVS di origine ipertensiva non è quasi mai completa, proprio a causa della scarsa reversibilità della componente fibrotica.

In presenza di ipertensione conclamata, dunque, si interverrà con strategie dietetiche adeguate (riduzione del sale nella dieta) e farmacologiche (ACE-inibitori, Antagonisti del recettore dell'Angiotensina II, B-bloccanti ecc.).

Se l'ipertrofia ventricolare sinistra è causata da stenosi della valvola aortica, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, in modo da rimuoverla e sostituirla con una di origine artificiale, animale o umana. Anche in presenza di rigurgito della valvola aortica, va preso in considerazione l'intervento di riparazione o sostituzione chirurgica.

Ipertrofia ventricolare sinistra e sport

Per quanto riguarda l'idoneità alla pratica sportiva in presenza di ipertrofia ventricolare sinistra, occorre valutare prima di tutto l'origine benigna della malattia, distinguendola dalla miocardiopatia ipertrofica (CMI), che rappresenta una delle più comuni cause di morte improvvisa nei giovani atleti. La distinzione tra le due condizioni viene operata dal medico sulla base di vari elementi raccolti durante l'anamnesi (tipo di sport praticato, famigliarità per la patologia) e gli esami diagnostici di accertamento. Tanto per citare qualche esempio, un cuore d'atleta può distinguersi da un cuore affetto da miocardiopatia ipertrofica per l'aumento della cavità ventricolare (che può risultare normale o diminuita in presenza di CMI) e per uno spessore parietale inferiore ai 16 mm (può essere superiore in presenza di CMI). Per confermare la propria diagnosi il medico potrebbe richiedere la sospensione dell'attività allenante per qualche mese, al fine di valutare il grado di reversibilità dell'ipertrofia ventricolare sinistra (se basso è indice di probabile CMI e viceversa).