Cardiopatia Ischemica in Breve

A cura del Dott. Stefano Casali

Definizione

Spettro di malattie a diversa eziologia, in cui il fattore fisiopatologico unificante è rappresentato da uno squilibrio tra la richiesta metabolica e l'apporto di ossigeno al miocardio.

Questo squilibrio causa un'alterazione dell'attività elettrica e della capacità contrattile delle zone colpite.

Elementi peculiari:

  • Il carattere ischemico della lesione
  • La segmentarietà delle alterazioni
  • L'espressività clinica del danno miocardio

Manifestazioni Cliniche

  • Arresto cardiaco primario: esso evolve rapidamente verso la morte improvvisa, in assenza di manovre rianimatorie o quando la rianimazione è inefficace.
  • Angina pectoris: essa è legata a uno squilibrio transitorio tra domanda e apporto metabolico al miocardio. L'ischemia è reversibile e non provoca danno anatomico permanente. Nel caso non infrequente in cui l'ischemia miocardica non si associ a sintomi, si parla di ischemia silente.
  • Infarto miocardico: consegue a un'ischemia miocardica protratta, che porta a danno cellulare irreversibile o necrosi miocardica.
  • Scompenso cardiaco: esso può manifestarsi come complicanza di un infarto acuto o pregresso, oppure può essere precipitato da episodi di ischemia miocardica transitoria o da aritmie. Nei casi senza segni clinici e/o elettrocardiografici di cardiopatia ischemica, la diagnosi è sempre presuntiva.
  • Aritmie: esse possono essere l'unico segno di una cardiopatia ischemica. In questo caso la diagnosi è solo presuntiva, a meno che con esami strumentali non si dimostri una sicura ischemia miocardica oppure una coronarografia non evidenzi una coronaropatia ostruttiva.

Epidemiologia

  • In Italia le malattie cardiovascolari sono causa del 45-50% della mortalità globale.
  • La cardiopatia ischemica da sola è a sua volta responsabile del 35% dei decessi dovuti a malattie cardiovascolari.
  • Si stima che la mortalità annuale per le forme tipiche della cardiopatia ischemica (angina, infarto e morte improvvisa) sia tra 70.000 e 80.000 casi.
  • In Italia, quindi, vivono circa un milione di soggetti affetti da cardiopatia ischemica nelle sue forme più tipiche.

Cause

L'aterosclerosi coronarica è di gran lunga la causa più frequente di cardiopatia ischemica e, da un punto di vista pratico, essa può esserne considerata la causa esclusiva.

Numerosi studi epidemiologici, condotti negli ultimi venticinque anni, hanno consentito di individuare alcune variabili individuali che si associano a un maggior rischio di malattia; queste variabili sono state definite fattori di rischio coronarico.

Fattori di rischio coronario:

Fattori di rischio non modificabili:

  • Età.
  • Sesso.
  • Fattori genetici e familiarità per C.I.
  • Storia personale di malattie cardiovascolari.

Fattori di rischio parzialmente modificabili:

Fattori di rischio modificabili:

Metabolismo miocardio

In condizioni basali il cuore consuma circa 6,5-10 ml/min di ossigeno per 100 g di tessuto. Tale dispendio serve:

  • 3-5% per l'attività elettrica.
  • 20% per il mantenimento dell'integrità cellulare.
  • 72-75% per l'attività contrattile.

A livello miocardico, per l'elevata estrazione di O2 (circa il 70%), l'unico meccanismo di compenso in caso di aumentato fabbisogno di ossigeno è rappresentato da un proporzionale aumento del flusso coronarico, determinato da una vasodilatazione del distretto coronarico arteriolare (vasi di resistenza).
La capacità massima di vasodilatazione secondaria a uno stimolo metabolico è definita Riserva Coronaria.

Fattori che regolano il circolo coronario

  • Anatomici: (origine dei seni di Valsalva, spessore parietale del ventricolo sinistro, presenza di circoli collaterali).
  • Meccanici: (portata sistemica, resistenze vascolari, compressione sistolica, riflesso miogeno, viscosità ematica).
  • Neurogeni: (Alfa recettori, Beta2 recettori, azione vagale).
  • Metabolici: (pO2, pH, K+, adenosina, prostaglandine).
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Ultima modifica dell'articolo: 17/06/2016