Calvizie e bodybuilding

CALVIZIE ANDROGENETICA

La predisposizione alla calvizie è determinata da fattori genetici. I principali imputati nella perdita dei capelli sono infatti gli ormoni maschili ad effetto mascolinizzante, gli androgeni.

Già Aristotele (IV secolo a.C) osservò che gli eunuchi non diventavano mai calvi e i successivi studi di Hamilton (1940) dimostrarono il ruolo fondamentale degli androgeni nella comparsa delle calvizie.

Il testosterone è il capostipite di questa famiglia. Esso viene secreto dalle cellule di Leydig dei testicoli, sotto l'influenza dell'ormone luteinizzante (LH) liberato dall'iisi anteriore (vedi: Il testosterone )

Come tutti gli ormoni steroidei, il testosterone circola legato ad una proteina plasmatica, la SHBG (sex hormon binding globulin), mentre solo una minima quota (2%) si trova nella forma libera.

Per espletare la loro funzione gli androgeni hanno bisogno di specifici recettori intracellulari. Legandosi a questi recettori sono in grado di regolare il messaggio genetico contenuto nel DNA e di modulare la sintesi proteica.

L'azione androgena del testosterone in diversi organi, è dipendente dalla sua conversione in diidrotestosterone (DHT) per opera dell'enzima 5-alpha reduttasi. Il DHT (diidrotestosterone), è l'androgeno più potente e attivo a livello recettoriale.

Ciò che in realtà risulta importante non è la quantità di testosterone presente nel sangue ma la quantità di diidrotestosterone e dei rispettivi recettori. La presenza di eccessiva peluria associata alla calvizie, da sempre sinonimo di virilità, non indica necessariamente un aumento dei livelli plasmatici di testosterone.

Come abbiamo detto l'enzima chiave che regola la conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT) è il 5-ALFA REDUTTASI. Esistono due isoforme di questo enzima: il tipo 1 ed il tipo 2. Non è ancora stato completamente chiarito il ruolo di queste due forme nella comparsa della calvizie genetica anche se sembra che il tipo 2 abbia un ruolo più importante. La finasteride, il farmaco più efficace per il trattamento della calvizie maschile, blocca proprio l'azione dell'enzima 5alfa-reduttasi di tipo II.

Vi sono alcune aree dello scalpo maggiormente sensibili all'effetto degli androgeni. Queste zone prendono il nome di aree androgeno-dipendenti. Il DHT è infatti tossico solo per alcuni follicoli piliferi geneticamente predisposti. La sua presenza porta al rimpicciolimento del capello che appare sempre più piccolo e fragile. Il capello che in questa fase, si presenta anche depigmentato, viene definito capello vellus, molto simile a quello dei nenonati. Se non si interviene con appositi trattamenti la progressiva atrofizzazione procede fino alla morte del capello.

Solitamente la calvizie androgenetica colpisce in primo luogo la parte alta delle tempie, manifestandosi nella cosiddetta recessione bitemporale; successivamente il diradamento colpisce anche la porzione superiore della testa ed avanza sino ad interessare tutto il capo. Le zone meno sensibili all'azione degli androgeni sono la nuca e la parte bassa delle tempie; queste aree vengono solitamente risparmiate dall'avanzare della calvizie.

BODY BUILDING E PERDITA DEI CAPELLI

Come abbiamo visto il testosterone ha un ruolo determinante nella comparsa della calvizie in quanto rappresenta il precursore del DHT o diidrotestosterone, un potente androgeno che può provocare l'atrofia follicolare in alcune aree del capo geneticamente predisposte.

Come sappiamo i livelli di testosterone aumentano in seguito all'allenamento intenso con i pesi.  La dieta iperproteica e l'uso di specifici  integratori alimentari e/o di steroidi anabolizzanti aumentano ulteriormente la quantità di testosterone prodotto. Anche le lampade abbronzanti e l'eccessiva esposizione alle radiazione solari possono indebolire progressivamente i capelli e favorirne la caduta.

Tuttavia, non è raro incontrare body builder professionisti dotati di una folta capigliatura, questo dato è un ulteriore conferma di quanto la calvizie non è determinata dalla quantità di testosterone ematico, ma dalla contemporanea presenza di fattori genetici e ormonali.


La vita di un capello



Ultima modifica dell'articolo: 20/07/2016

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