Tumore al Polmone

Cos'è e quanto è frequente?

Il tumore al polmone è una malattia molto grave che colpisce un organo vitale per il nostro organismo.

Epidemiologia

Tumore polmoneIn Italia il tumore maligno del polmone rappresenta la seconda neoplasia più frequentemente diagnosticata nel  sesso maschile (dopo il tumore alla prostata), e la terza in quello femminile (dopo il tumore al seno e al colon retto).

Complessivamente rappresenta l'11% dei tumori complessivamente diagnosticati.

Solo nel nostro Paese si registrano circa 33.000 decessi per tumore al polmone/bronchi e trachea all'anno, di cui circa 25.000 casi coinvolgono individui di sesso maschile.

Fattori di Rischio

Fumo di Sigaretta

Il principale responsabile è il fumo, colpevole dell'85-90% di tutti i nuovi casi di tumore al polmone osservati nei Paesi occidentali.

Il rischio si incrementa con la quantità delle sigarette fumate e con la durata dell’abitudine al fumo.

  • Il rischio relativo dei fumatori rispetto ai non fumatori è aumentato di circa 14 volte e si incrementa ulteriormente fino a 20 volte nei forti fumatori (oltre le 20 sigarette al giorno).
  • La sospensione del fumo di sigarette produce una forte riduzione del rischio.

 

L'abitudine tabagica è in costante aumento tra le donne, mentre a partire dalla fine degli anni '80 si è assistito ad una lenta regressione del numero di maschi fumatori. Attualmente circa 1/3 degli uomini fuma mentre tra le donne il numero di fumatrici si aggira intorno al 20%, una percentuale nettamente superiore rispetto ai decenni passati.

Questo dato è in netta relazione con il continuo aumento dei casi di tumore al polmone registrati nel gentil sesso. Alla base di questo incremento potrebbe esserci anche una maggior predisposizione dell'organismo femminile all'effetto cancerogeno del fumo di sigaretta.

La riduzione del numero di fumatori maschi nell'ultimo ventennio si è invece accompagnata ad una chiara inversione di tendenza, facendo registrare una diminuzione del numero di uomini colpiti da carcinoma polmonare.

Studi epidemiologici hanno inoltre dimostrato una maggiore incidenza del tumore al polmone tra le cassi sociali disagiate. La bassa condizione socioeconomica si correla infatti ad una maggiore esposizione al fumo di tabacco e, in minor misura, ad inquinanti ambientali ed agenti infettivi (es: tubercolosi).

Il principale responsabile rimane comunque il fumo, a causa del quale muore circa 1/3 dei fumatori. Di questi poco più della metà muore per tumore al polmone. Il rischio relativo è strettamente correlato al numero di sigarette fumate, alla durata in anni dell'abitudine tabagica, al contenuto in catrame delle sigarette fumate e alla presenza o meno del filtro.

  • Per un fumatore le probabilità di ammalarsi di cancro al polmone sono 14 volte superiori rispetto a un non fumatore. Per i fumatori incalliti (> 20 sigarette/die) tale probabilità sale fino ad essere 20 volte superiore. Il rischio è quindi dose dipendente (aumenta "solo" di tre volte se si fumano 5 sigarette al giorno)
  • Quanto più precocemente si comincia a fumare e tanto maggiore è il rischio di sviluppare il tumore al polmone ed altre malattie respiratorie. Al contrario, quanto prima si smette e tanto minori saranno tali probabilità.
  • La funzionalità respiratoria migliora piuttosto rapidamente dopo aver smesso di fumare. Il rischio cardiovascolare acquisito si annulla in circa un paio di anni dalla cessazione.
    Tuttavia negli ex fumatori l'aumentato rischio di sviluppare un tumore al polmone si annulla solo dopo 10-15 anni dalla cessazione del fumo (rischio cumulativo). Solo dopo questo periodo di tempo le possibilità di ammalarsi sono identiche a quelle di una persona che non ha mai fumato. Pur avendo tempi di riduzione così lunghi il rischio oncologico inizia ad attenuarsi, seppur di poco, immediatamente dopo la cessazione.
  • Per gli ex fumatori il rischio di ammalarsi di tumore al polmone è in media 11.2 volte superiore rispetto ai non fumatori.

ALCUNI DATI

Il numero di morti dovute al tumore del polmone è passato dall'1% dei decessi all'inizio del secolo scorso, all'attuale 10%. Similmente, la frequenza relativa rispetto ad altri tumori, è passata dal 3-5% di prima della seconda guerra mondiale all'attuale 11%. Si calcola che attualmente, nel corso della vita:

  • 1 uomo su 9 ed una donna su 37 possano sviluppare un tumore del polmone;
  • un uomo ogni 10 ed una donna ogni 47 correrebbero il rischio di morire per tumore del polmone
  • Il tumore del polmone rappresenta la prima causa di morte per tumore nei maschi (il 27% del totale delle morti) e la terza causa nelle donne, dopo mammella e colon-retto (11% del totale delle morti).

SOPRAVVIVENZA

Negli ultimi 20 anni la sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro al polmone è aumentata, ma in misura trascurabile.

  • La percentuale di sopravviventi a 5 anni fra i malati di tumore del polmone è moderatamente aumentata tra i primi anni '90 e la fine del primo decennio del 2000, passando dal 10 al 14% nei maschi e dal 12 al 18% nelle femmine.

Nonostante le tecniche terapeutiche abbiano subìto notevoli miglioramenti nella maggioranza dei casi la malattia viene ancora diagnosticata in uno stadio avanzato, lasciando poche possibilità al paziente.


NOTA: nonostante diminuisca l'incidenza del tumore al polmone negli uomini, il numero totale di casi aumenta per effetto dell'invecchiamento della popolazione, dell'aumentato numero di donne fumatrici e del miglioramento della sopravvivenza dei pazienti.


Sintomi

Per approfondire: Sintomi tumore al polmone


Il tumore al polmone è una una malattia subdola che in molti casi non dà segni di sé fino a quando non raggiunge uno stadio avanzato. In presenza di questi sintomi, fortunatamente non sempre indicativi di un tumore polmonare, non esitare a rivolgersi al medico per l'esecuzione di accertamenti, anche molto semplici come una radiografia al torace:

  • tosse cronica che diventa particolarmente insistente o modifica le proprie caratteristiche (intensità, durata e consistenza dell'espettorato)
  • difficoltà respiratorie (dispnea) anche per sforzi non particolarmente intensi (camminare a passo spedito, fare le scale)
  • dolore al torace
  • tracce di sangue nell'espettorato (emoftoe)
  • emissione di una cospicua quantità di sangue dalla bocca (emottisi)

Tali sintomi variano comunque in relazione al tipo e alla sede di sviluppo del tumore al polmone. Nel 6% dei casi il carcinoma è del tutto asintomatico. Altre volte a tali sintomi si associano: febbre, astenia (debolezza), perdita di peso corporeo, dolore alla spalla o all'arto superiore, polmoniti a lenta risoluzione o polmoniti ricorrenti, disfonia e disfagia (degluttizione dolorosa).

Fattori di Rischio

Il ruolo dell'INQUINAMENTO AMBIENTALE nello sviluppo del tumore è tutto sommato trascurabile. Si calcola infatti che l'impatto dei fattori ambientali sull'insorgenza del tumore al polmone si aggiri soltanto intorno all'1-1,5% di tutti i casi.

In Lombardia per esempio si ammalano di tumore al polmone più uomini che vivono al di fuori dei grandi centri urbani e più donne che vivono all'interno.

L'inquinamento ambientale può invece causare altre malattie all'apparato respiratorio come asma e bronchite cronica.

Maggiore attenzione va invece posta all'esposizione professionale:

  • l'incidenza di tumore al polmone aumenta di ben 8 volte nei lavoratori a stretto contatto con catrame, peci, fuliggini, paraffine grezze, oli lubrificanti
  • Nei fumatori esposti all'amianto l'incidenza di cancro al polmone è 80-90 volte superiore a quella dei non fumatori non esposti
  • Particolarmente a rischio sono i lavoratori che lavorano a stretto contatto con materiali radioattivi
  • Altri agenti chimici pericolosi sono l'arsenico, il cromo, il nichel, il cadmio, la silice, il radon ed i combustibili fossili

Il fumo tende in molti casi ad aumentare la potenzialità cancerogena di questi elementi dimostrandosi ancora una volta il nemico numero uno dei nostri polmoni. La netta diminuzione dei casi di tumore al polmone nei giovani maschi conferma l'importanza delle campagne di prevenzione contro il fumo nel nostro Paese.

Dieta e tumore al polmone

Una dieta ricca di frutta e verdura fornisce all'organismo tutte le vitamine, le fibre ed i minerali di cui ha bisogno.

Secondo uno studio autorevole i fumatori tendono a consumare quantità di vitamina C inferiori rispetto ai non fumatori. Ad aggravare la situazione si aggiunge anche la riduzione dei livelli di vitamina C causata dal fumo indipendentemente dalle quantità assunte con la dieta.

Per prevenire il tumore al polmone è dunque molto importante assumere le giuste dosi di vitamina C (almeno 60 mg/die, anche se per apprezzarne a pieno gli effetti antiossidanti si consigliano dosi nettamente superiori, nell'ordine dei 200 mg/die).

Altri antiossidanti naturali necessari per contrastare i radicali liberi prodotti dal fumo di tabacco sono: vitamina A, C, E, selenio, carotenoidi, licopene, coenzima Q-10 ed acido lipoico. Tutte queste sostanze sono naturalmente contenute in gran parte degli alimenti di origine vegetale (frutta e verdura). Purtroppo la somministrazione di queste sostanze ad alti dosi tramite specifici integratori non ha dimostrato benefici apprezzabili nel ridurre l'incidenza del tumore al polmone nei fumatori; anzi, in un alcuni casi (vedi il caso della vitamina A), sempre tra i fumatori, sembra addirittura aumentare il rischio.

Per un fumatore è inoltre importante non abusare di integratori di acidi grassi polinsaturi, che tendono a produrre radicali liberi aggravando gli effetti negativi del fumo. Bisogna comunque considerare che gran parte di questi effetti nocivi viene neutralizzata dalla presenza di tocoferolo, una vitamina contenuta naturalmente negli oli vegetali e addizionata a molti integratori di acidi grassi polinsaturi. Inoltre a questi effetti potenzialmente dannosi se ne aggiungono altri particolarmente benefici in quanto utili nel prevenire le patologie cardiovascolari.

Prevenzione e diagnosi

L'unica azione di prevenzione primaria efficace per ridurre l'incidenza del tumore al polmone è l'abolizione del fumo di tabacco.

Dato che i soggetti con età superiore ai 55 anni che smettono di fumare presentano un persistente aumento del rischio di ammalarsi di tumore al polmone, è molto importante attuare le giuste norme di prevenzione secondaria.

Prevenzione e diagnosi precoce possono infatti fare la differenza consentendo un trattamento tempestivo del cancro al polmone.

La perfetta guarigione dal tumore al polmone è tanto più probabile quanto più precocemente si riesce ad attuare la terapia antitumorale

Radiografia e TAC

Per quanto riguarda lo screening o la diagnosi precoce di tumore al polmone l'esame più utile é la radiografia, che dev'essere comunque completata con una TAC. La radiografia potrebbe infatti non riuscire ad identificare noduli di dimensioni ridotte o posizionati in zone polmonari difficilmente esplorabili. La TAC può invece mostrare anche noduli polmonari di piccole dimensioni (superiori ai 5-6 mm) arrivando dove la tradizionale radiografia non può arrivare.

Uno sviluppo di questa tecnica diagnostica ha consentito la messa a punto della TAC spirale o elicoidale che permette l'acquisizione veloce di immagini piuttosto nitide e poco sensibili ai movimenti cardiaci e respiratori. Non richiede inoltre iniezione di contrasto in vena ed espone il paziente ad un basso dosaggio di radiazioni.

 

Particolarmente utile nella diagnosi di tumore al polmone risulta il confronto con eventuali radiogrammi precedentemente effettuati.

Broncoscopia

La broncoscopia permette di visionare direttamente lo stato di salute dei bronchi grazie all'ausilio delle fibre ottiche. Nel caso si presentino alterazioni tali da far sospettare la presenza di un tumore al polmone durante l'esame, può essere prelevato un piccolo campione di tessuto sul quale eseguire l'esame istologico.

A queste indagini diagnostiche viene spesso aggiunto l'esame dell'espettorato in cui si ricerca la presenza di eventuali markers tumorali.

Altri esami strumentali

ALTRI ESAMI utili per la diagnosi di tumore al polmone sono: la tomografia ad emissione di positroni (PET), l'agobiopsia con ago sottile per via transtoracica, la mediastinoscopia, la risonanza magnetica.

Attualmente sono in corso diversi studi anche nel nostro Paese per stabilire l'effettiva efficacia preventiva dei programmi di screening che, seppur con qualche neo, si sono già dimostrati particolarmente utili nel ridurre l'incidenza di altre forme tumorali come il cancro alla mammella o del collo dell'utero.

Gli ostacoli maggiori all'attuazione di un simile programma su larga scala derivano dall'aggressività del tumore al polmone e dai grossissimi costi che dovrebbero essere sostenuti per esaminare il milione e mezzo di Italiani a rischio.


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