Polmonite

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POLMONITI VIRALI: la maggior parte delle polmoniti virali compare in maniera sfumata, con sintomi similinfluenzali leggeri, perlopiù limitati ad un lieve rialzo febbrile accompagnato a tosse secca e stizzosa. Il più delle volte si ha una risoluzione spontanea della malattia, che può rimanere addirittura misconosciuta. Altre volte, invece, i sintomi di esordio peggiorano nell'arco di 12-36 ore, con difficoltà respiratorie ed aumento di intensità della tosse, che diviene leggermente produttiva. Nei casi più severi le difficoltà respiratorie si fanno particolarmente gravi ed il paziente assume un aspetto cianotico (colorazione bluastra della cute e delle labbra). La polmonite virale, infatti, può spianare la strada all'invasione dei germi, complicandosi nella forma batterica.

I principali patogeni polmonari nella prima e nella seconda infanzia sono i virus. Tra gli agenti infettivi più comunemente responsabili di polmoniti virali ricordiamo il Virus influenzale, gli Adenovirus, il Virus Respiratorio Sinciziale, il metapneumovirus, l'Herpes simplex ed il Cytomegalovirus. Questi agenti possono causare polmoniti anche nell'età matura; tuttavia, i virus comuni negli adulti sani sono solamente l'influenza A, occasionalmente l'influenza B e raramente la varicella-zoster.

 

POLMONITI MICOPLASMATICHE: una delle principali differenze tra virus e batteri è che questi ultimi sono capaci di esistenza autonoma, mentre i virus, per vivere e riprodursi, sono costretti a parassitare le cellule e a sfruttarne intermedi metabolici, enzimi ed organelli. Tra i batteri, i micoplasmi esulano da questa regola, essendo di dimensioni particolarmente ridotte e presentando altre caratteristiche simili ai virus.

Il Mycoplasma pneumoniae è il più comune agente eziologico della polmonite atipica primaria, che si verifica principalmente nella tarda infanzia e nei giovani adulti, tipicamente in primavera. Il sintomo più comune di questa malattia è la tosse, che tende a presentarsi con episodi parossistici (attacchi violenti) e si accompagna a tracce di muco biancastro nell'espettorato. All'esordio, compaiono brividi e febbre, mentre alcuni pazienti lamentano nausea, vomito e debolezza che perdura per svariati giorni.

 

ALTRE FORME DI POLMONITE: la polmonite Pneumocystis carinii (PCP) è provocata dal Pneumocystis jirovecii, un fungo opportunista che determina malattia nelle persone con un sistema immunitario debilitato, come i malati di AIDS.

La polmonite chimica si verifica quando viene inalato o aspirato del materiale con effetto tossico diretto sui polmoni. La forma più comune è la polmonite acida da inalazione di succo gastrico. Il materiale aspirato può anche esercitare un effetto meccanico ostruttivo.

Microorganismi non ancora citati, ma che possono provocare polmoniti potenzialmente letali, sono il bacillo della tubercolosi, i virus H5N1 e H1N1, e quello della SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Severa).

Diagnosi

La diagnosi di polmonite viene posta sulla base dei reperti radiografici del torace, dell'esame clinico (indagine dei sintomi, auscultazione dei polmoni con stetoscopio) e talvolta sui risultati dell'esame colturale dell'escreato. La valenza di quest'ultima indagine diagnostica è limitata dalla possibile contaminazione del campione, da parte della normale flora orofaringea, durante il passaggio lungo le vie aeree superiori. Identificare con precisione il microorganismo responsabile della polmonite, o la sua categoria di appartenenza, consente di attuare un intervento terapeutico mirato ed efficace.

Cura e trattamento

Vedi anche: prenevar, vaccino contro la polmonite da Streptococcus pneumoniae


Il trattamento della polmonite varia in relazione alla severità dei sintomi, al tipo di microrganismo responsabile del processo infiammatorio e allo stato di salute del paziente, che può rendere controindicato l'utilizzo di determinati farmaci.

Le polmoniti batteriche sono generalmente trattate con antibiotici; nel caso il medico prescriva questi farmaci, il paziente deve attenersi rigorosamente a quanto prescritto, portando al termine la terapia anche quando i sintomi scompaiono dopo pochi giorni. Questa precauzione diminuisce il rischio di ricadute e la selezione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Nelle polmoniti virali la strategia di intervento si limita generalmente al riposo e alla generosa assunzione di liquidi. Solo in determinate circostanze vengono prescritti farmaci antivirali.

Le polmoniti causate da Mycoplasma pneumonias vengono trattate con antibiotici. Il recupero, tuttavia, può non essere immediato ed il paziente può lamentare uno stato di stanchezza fisica anche dopo che l'infezione è stata debellata.

Nelle forme più gravi, può rendersi necessaria la terapia respiratoria di supporto ed il drenaggio degli empiemi e dei versamenti pleurici di grandi dimensioni. Per sedare il dolore pleurico e la tosse possono essere somministrati antidolorifici ed antitussivi; questi ultimi devono comunque essere utilizzati alla dose minima necessaria, dal momento che la tosse è comunque utile per allontanare i microbi dai polmoni.

Un individuo giovane ed in salute può tornare alle normali attività quotidiane dopo pochi giorni di recupero. Persone di mezza età possono invece aver bisogno di settimane per riconquistare la forza, il vigore fisico ed il senso di benessere antecedenti la malattia. Come anticipato, alcuni casi di polmonite sostenuta da mycoplasma pneumonia possono lasciare dietro di sé strascichi di debolezza per periodi abbastanza lunghi.

In generale, un riposo adeguato è importantissimo per la guarigione ed il recupero dalla malattia, nonché per prevenire le recidive. In tal senso, per il paziente colpito da polmonite, è quindi importante rispettare le indicazioni mediche, senza forzare il ritorno alle normali attività quotidiane.


 

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