A cura di Luigi Ferritto(1)
1) Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Athena Villa dei Pini, Piedimonte Matese (CE); |
Il ciclista impegna significativamente e costantemente l'apparato respiratorio, nella funzione peculiare di maggior apporto di ossigeno e di allontanamento di anidride carbonica prodotta dall'incremento dell'attività muscolare.
Le patologie dell'apparato respiratorio che con più frequenza si osservano nei ciclisti sono le infezioni, acute e croniche, di origine virale o batterica, e l'asma bronchiale da esercizio fisico.
Un ruolo determinante per l'insorgenza delle infezioni delle vie respiratorie è ricoperto dalla diminuzione delle difese immunitarie.
E' noto da oltre un secolo che i linfociti vengono attivati nel sangue prima e dopo l'esercizio fisico; tuttavia, la concentrazione di linfociti si riduce notevolmente al termine dello sforzo. Nella fase post esercizio si assiste quindi ad un calo generalizzato dell'attività del sistema immunitario; questo fenomeno, definito “open window”, è rilevabile in diverse condizioni di stress fisico, quale può essere una seduta di allenamento intenso od una competizione.
Durante la fase “open window” il soggetto si trova particolarmente esposto al rischio di infezioni.
Per un ciclista è facile immaginare come questa fase corrisponda ad un momento in cui la possibilità di contatto con patogeni è particolarmente elevata: immediatamente dopo una gara, infatti, l'abbraccio dei tifosi, la permanenza nelle hospitality insieme ad altre persone, il vapore acqueo delle docce e l'aria condizionata degli ambienti o dei mezzi di trasporto, rappresentano un veicolo ottimale di trasmissione degli agenti infettivi.
Un deficit transitorio della funzionalità immunitaria aumenta il rischio di contrarre infezioni respiratorie, soprattutto di origine virale.
Le manifestazioni sono generalmente costituite da sintomi locali, come congestione nasale, faringodinia, rinorrea, e da sintomi sistemici, come temperatura febbrile, cefalea, astenia e mioartralgie. Tali infezioni, in genere limitate alle strutture sovralaringee, possono interessare anche la struttura polmonare, con comparsa di tracheite e/o tracheo-bronchite.
La diagnosi è data dall'esame clinico: la tracheite presenta raramente segni obiettivi, mentre la bronchite può essere caratterizzata da espettorato mucopurulento e da rumori patologici diffusi all'ascultazione, quali ronchi, rantoli e sibili.
La terapia è sintomatica, con ricorso al trattamento antibiotico solo in caso di bronchite con espettorato purulento. Allo scopo di prevenire complicanze, è consigliabile una breve pausa dell'attività sportiva per 2 o 3 giorni.
L'asma bronchiale, considerata un'infiammazione ostruttiva reversibile delle vie aeree, è una patologia caratterizzata da iper-reattività bronchiale, che può essere indotta o peggiorata dall'attività fisica.
L'esercizio fisico d'endurance, come la bicicletta, può provocare un aumento più o meno marcato della resistenza delle vie aeree, con conseguente difficoltà respiratoria di intensità e durata variabile. Negli atleti predisposti, l'aumentata frequenza degli atti respiratori (iperpnea) durante l'esercizio fisico è il fattore scatenante per l'insorgenza del broncospasmo (riduzione di volume dei bronchioli respiratori). L'iperpnea induce un raffreddamento della mucosa bronchiale, che a sua volta determina un'iniziale vasocostrizione dei capillari peribronchiali; durante la pausa, invece, si registra un iperafflusso ematico in questi vasi, con iperemia ed edema della mucosa, e conseguente restringimento del lume bronchiale.
Per quanto detto,
più elevato è il livello ventilatorio richiesto dall'attività sportiva, maggiore è il rischio di broncospasmo; come fattore essenziale, ovviamente, c'è sempre l'iperreattività bronchiale indotta dall'infiammazione cronica.
Fattori favorenti sono le condizioni climatiche ed ambientali; ad esempio, più fredda e secca è l'aria inalata, maggiore è il rischio di broncospasmo. Anche la presenza di inquinanti o allergeni può favorire la costrizione bronchiale.
Oggi i ciclisti e gli atleti in genere tendono a sottovalutare alcuni sintomi, invece meritevoli di attenzione per il rischio di cronicizzazione della patologia respiratoria.
Molto spesso, ad esempio, una banale influenza accompagnata da mal di gola e febbricola viene trascurata dall'atleta, che torna in sella con le difese immunitarie ancora impegnate a combattere l'infezione virale, esponendosi di fatto al rischio di sovrapposizione di un'infezione batterica.
Prevenire le patologie dell'apparato respiratorio è semplice, basta seguire alcuni semplici accorgimenti:
Prevenire è meglio che curare, quindi i ciclisti e gli atleti in genere devono sapere a cosa vanno incontro se oltrepassano il limite chiedendo troppo al proprio fisico.
La macchina umana vive in perfetto equilibrio; se pretendiamo di più il sistema immunitario diminuisce la sua funzione protettiva, rendendo l'organismo più vulnerabile alle infezioni.
Per Corrispondenza: Dott. Luigi Ferritto
Dipartimento di Medicina Interna
Unità di Fisiopatologia Respiratoria
Clinica "Athena" Villa dei Pini
Piedimonte Matese (CE) ![]()
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