Broncoscopia

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Prima di iniziare la broncoscopia viene generalmente chiesto di rimuovere eventuali occhiali, lenti a contatto, apparecchi dentari mobili, parrucche, trucco, gioielli ed apparecchi acustici. La preparazione alla broncoscopia prevede il digiuno assoluto (non è permesso né mangiare né bere) nelle 6-8 ore antecedenti. In vista dell'esame, il medico andrà preventivamente informato su eventuali terapie farmacologiche, in modo da aggiustare le dosi terapeutiche (come quelle di insulina), sospenderne l'assunzione (aspirina, coumadin, Persantin, Bufferin, Tiklid ecc.) od utilizzare farmaci alternativi. Se e al mattino bisogna assumere i medicinali prescritti, è importante prenderli con pochissima acqua (salvo diversa indicazione). Prima dell'inizio della broncoscopia è opportuno segnalare al medico eventuali allergie a farmaci e anestetici.

Durante la broncoscopia il paziente viene invitato a rimanere steso o seduto su un lettino, in posizione supina (a pancia in su). Il broncoscopio verrà quindi introdotto delicatamente in una narice (in alternativa nella cavità orale) e incanalato nella laringe, per poi proseguire nella sua discesa verso trachea e bronchi. Broncoscopia: esecuzione e rischiDurante l'esame il paziente sarà costantemente assistito dal medico e dal personale sanitario; potrà parlare e respirare quasi normalmente (nelle prime fasi dell'esame la funzionalità delle corde vocali verrà esaminata nel corso della fonazione). Nel caso dovesse presentarsi un intenso e fastidioso bisogno di tossire, potrà rendersi necessaria un'ulteriore applicazione di anestetico locale. Allo scopo di controllare lo stimolo della tosse e tollerare meglio l'esame, è comunque importante mantenere un atteggiamento rilassato e respirare lentamente e profondamente.

Nel corso dell'esame, possono essere introdotti circa 200 ml di soluzione fisiologica nelle vie aeree, successivamente aspirati e analizzati per eventuali approfondimenti immunologici (conta e tipizzazione dei leucociti recuperati) e/o microbiologici (ricerca di batteri, virus, funghi).

Oltre al broncoscopio flessibile trova ancora un piccolo spazio lo strumento rigido. In questo caso l'operazione si esegue tendenzialmente in anestesia generale, ad esempio nel caso in cui si vogliano prelevare grossi campioni bioptici, rimuovere corpi estranei o effettuare altre operazioni non eseguibili con il broncoscopio flessibile. Considerato il maggior diametro, le finalità diagnostiche e terapeutiche del broncoscopio rigido sono ovviamente limitate al campo di osservazione della trachea e dei grossi bronchi.

Cosa fare dopo l'esame? Possibili rischi della broncoscopia

Al termine dell'esame il paziente viene mantenuto in osservazione per un paio d'ore, durante le quali perdurerà la sensazione di anestesia alla gola. Ad intervalli regolari verranno monitorati parametri vitali come frequenza cardiaca e pressione sanguigna; il paziente potrà bere o mangiare solo quando l'effetto dell'anestesia locale sarà svanito .

Normalmente, dopo questa breve degenza il paziente viene riaccompagnato a casa da un parente o da un conoscente. Poiché i farmaci usati per rendere l'esame meno fastidioso possono provocare sonnolenza e un rallentamento dei riflessi, non è permesso guidare nelle 24 ore successive alla broncoscopia. Per lo stesso motivo è bene evitare, nel corso della giornata, di prendere decisioni importanti o usare macchinari che richiedano un elevato livello di attenzione.

Nei giorni immediatamente successivi all'esame il paziente può lamentare un leggero mal di gola, notare piccole quantità di sangue nell'espettorato, o subire un rialzo della temperatura (febbre): sono fenomeni comuni che non devono destare alcuna preoccupazione. Se nelle ore successive all'esame si dovesse avvertire dolore acuto al torace o tosse insistente con emissione cospicua di sangue, è importante mettersi subito in contatto con il presidio dove è stata eseguita la broncoscopia.

Come tutti gli esami invasivi, la broncoscopia non è immune da rischi. I pericoli sono comunque contenuti e le gravi complicanze, piuttosto rare, dipendono spesso da malattie già in atto. Broncocostrizione e dispnea (fame d'aria), aritmie cardiache ed infezioni (bronchite, polmonite) e raucedine persistente sono tra le complicanze più comuni, a cui i possono sommarsi quelle relative ai prelievi bioptici (sanguinamenti, infezioni e rischio di lesioni del tessuto polmonare con circolazione di aria nello spazio pleurico). Possibili anche le reazioni da allergie o intolleranza verso i farmaci somministrati.

Il paziente può contribuire a ridurre il pericolo di complicanze e a facilitare l'esecuzione dell'esame, attenendosi alle raccomandazioni citate in merito alla preparazione.

Varianti

Broncoscopia virtuale: permette la ricostruzione di immagini virtuali dell'albero tracheobronchiale, sfruttando una strumentazione chiamata tomografia spirale con apposito software elaborativo. Al pari della colonscopia virtuale, il suo utilizzo è limitato dall'impossibilità di prelevare campioni tissutali, che nel caso si rendessero necessari dovranno per forza di cose essere ottenuti mediante broncoscopia tradizionale.

Broncoscopia con autofluorescenza: utilizza luce fluorescente per scoprire nelle vie aeree zone potenzialmente cancerose. Dal momento che i tumori e le altre cellule anomale risplendono naturalmente quando sono illuminati da una particolare luce brillante, la broncoscopia con autofluorescenza aiuta i medici ad identificare zone sospette da campionare mediante biopsia.