La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS): implicazioni cardiovascolari

A cura di Luigi Ferritto(1), Walter Ferritto(2), Giuseppe Fiorentino(3)

 

1) Dipartimento di Medicina Interna, Clinica Athena Villa dei Pini, Piedimonte Matese (CE);

2) Divisione di Medicina Interna, Ospedale A.G.P. Piedimonte Matese (CE);

3) UOC Fisiopatologia, Malattie e Riabilitazione Respiratoria, AORN Monaldi, Napoli


Terapia

Misure comportamentali
Il primo gradino della terapia è il dimagrimento, infatti una riduzione di anche solo il 10% del peso corporeo sarebbe in grado di migliorare in maniera clinicamente significativa l'indice di apnea-ipopnea.
Anche la posizione del corpo influenza l'insorgere del problema: alcuni soggetti trovano beneficio modificando il decubito dalla posizione supina a quella laterale.
Tra le misure atte a migliorare la sindrome respiratoria riveste importanza anche l'igiene del sonno, intendendo con questo la messa in atto di determinati comportamenti in grado di favorire un riposo notturno. Tra i più importanti: evitare l'assunzione di alcool e sedativi prima di coricarsi, che riducono il tono muscolare delle prime vie aeree e prolungano l'apnea ritardando il risveglio; limitare il fumo o meglio ancora non fumare; coricarsi ed alzarsi in orari quanto più possibile costanti.


Trattamento chirurgico
Il trattamento chirurgico dell'apnea-ipopnea ostruttiva notturna è rivolto alla correzione di eventuali difetti anatomici o di anomalie ostruttive delle vie aeree superiori, generalmente indicato dal chirurgo maxillo facciale o dall'otorino. Gli interventi più frequenti sono a carico del naso e quelli di tonsillectomia, in particolare nei bambini.

Trattamento farmacologico
La terapia farmacologica include la teofillina, amfetamine e anti-narcotici, tuttavia inefficaci nella Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno e comunque gravati dal rischio di effetti collaterali di tipo aritmico.

 

Ventilazione meccanica a pressione positiva
La terapia per la sindrome delle apnee durante il sonno si basa, salvo rari casi, sull'impiego di un dispositivo di ventilazione notturna denominato CPAP. Tale trattamento viene personalizzato in base alla storia cinica, alla visita medica ed ai risultai dell'esame polisonnografico.
La CPAP è considerata il trattamento di prima scelta per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Funziona creando una pressione positiva nelle vie aeree. Un generatore di flusso invia l'aria pressurizzata attraverso un tubo ed una mascherina direttamente nel naso e nelle vie aeree superiori.

Apnee ostruttive
Apertura del tratto faringeo delle vie aeree mediante CPAP
Questa aria presurizzata determina un'apertura “forzata” delle vie aeree ed impedisce il collasso delle strutture molli delle vie aeree superiori alla base della comparsa delle apnee nel sonno.


La CPAP riduce la severità dell'apnea, permette un'adeguata saturazione notturna, contrasta l'ipertono simpatico, riduce il rischio aritmico, e, secondo alcuni studi, potrebbe migliorare la funzione di pompa ventricolare e rallentare la progressione dello scompenso.

L'uso della CPAP migliora la frazione d'eiezione del ventricolo sinistro di quasi 8 punti percentuali nei pazienti con respiro di Cheyne Stokes, portando benefici anche alla funzione diastolica. E' importante osservare che la CPAP, non solo può migliorare la funzione sisto-diastolica, ma anche aumentare la sopravvivenza a 2-4 anni dei pazienti in attesa di trapianto cardiaco. La mortalità dei pazienti con scompenso cardiaco cronico avanzato e apnea notturna, trattati per almeno 3 mesi con CPAP, è risultata significativamente minore rispetto ai pazienti non in trattamento (29% vs 49%).

Fatta diagnosi di Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno, quindi,  il trattamento dipende dalla severità del quadro sindromico e dall'eventuale comorbilità:

  • In presenza di indice apnea-ipopnea (AHI) = 20 o un indice di disturbi respiratori (RDI) = 30 è indicato l'impiego di CPAP;
  • In presenza di indice apnea-ipopnea (AHI) fra 5 e 19 od indice di disturbi respiratori (RDI) fra 5 e 29 ed in presenza di sintomi e/o di concomitanti patologie cardiovascolari associate, vi è l'indicazione al trattamento con CPAP.  
  • In assenza di sintomi e/o fattori di rischio cardiovascolari o di comorbilità. I pazienti con AHI fra 5 e 20 od un RDI fra 5 e 29 non necessitano di trattamento con CPAP ed è, solo, consigliabile una sorveglianza nel tempo con monitoraggi polissonnografici.

Conclusioni

La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno è una condizione comune, frequentemente non diagnosticata, a cui è associata un'importante morbilità e mortalità cardiovascolare. Una rapida diagnosi e una adeguata terapia hanno dimostrato una riduzione della severità delle apnee e un miglioramento della funzione cardiovascolare.

 

Si ringrazia: Prof. Mario Caputi, UOC Fisiopatologia, Malattie e Riabilitazione Respiratoria, AORN Monadi, Napoli.

 

Per Corrispondenza: Dott. Luigi Ferritto

Dipartimento di Medicina Interna Unità di Fisiopatologia Respiratoria Clinica "Athena" Villa dei Pini
Piedimonte Matese (CE) Luigi Ferritto email


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7) Ferritto L. et al., La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno da www.sportmedicina.com, 2010
8) Marchesi S. Le implicazioni cardiovascolari delle apnee del sonno. Una patologia misconosciuta dal cardiologo. Vol 5 Nov.-Dic. 2007 Cardiology Science



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Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016

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