I lisosomi sono vescicole di circa un micron di diametro ripiene di enzimi litici per varie sostanze organiche (lisozima, ribonucleasi, proteasi, etc.).I lisosomi hanno la funzione di isolare questi enzimi dal resto della cellula, che, altrimenti, verrebbe attaccata e demolita.
I lisosomi servono quindi alla cellula per digerire particelle estranee. A seconda della natura e delle dimensioni delle sostanze inglobate dalla cellula, il processo viene chiamato pinocìtosi (quando si tratta di goccioline), o fagocitosi (quando si tratta di particelle più o meno grandi). Dopo che le frazioni utilizzabili sono state riassorbite dalla cellula, il residuo da eliminare viene trasportato verso la superficie esterna alla cellula. I lisosomi possono essere considerati come il sistema digestivo interno della cellula, e possono avere due principali modalità d'azione. In primo luogo, negli organismi unicellulari come i parameci, digeriscono i batteri e le altre particelle di cibo assunte dalla cellula. Nelle cellule specializzate del corpo umano, come in certi globuli bianchi, la digestione dei batteri e degli altri organismi che provocano malattie, rappresentano la prima linea di difesa del corpo contro l'infezione.
In secondo luogo, i lisosomi sono coinvolti nella demolizione degli organelli cellulari logori in un processo noto come autofagia. Nelle cellule vegetali, i lisosomi possono essere implicati nella demolizione dei protoplasmi, che si verifica in certi tipi cellulari man mano che essi maturano. I prodotti della digestione lisosomale sono piccole molecole (aminoacidi, zuccheri, nucleotidi ecc.) che dal luogo dove è avvenuta la digestione diffondono nel citoplasma dove vengono riutilizzati. Difetti della funzione lisosomiale sono ritenuti responsabili di molte malattie degenerative, in particolare di quelle cardiache e cerebrali.
Altra formazione membranosa nella cellula è quella del reticolo endoplasmatico o ergastoplasmatico. Le membrane del R.E. riprendono la struttura tridimensionale della membrana citoplasmatica; esse sono sempre doppie, in modo da determinare delle cavità più o meno grandi (cisterne, tubuli).
Il reticolo ergastoplasmatico può essere ricoperto da ribosomi (ed allora si chiama rugoso o granulare), oppure liscio (o agranulare). Nel primo caso il reticolo è legato soprattutto alla sintesi proteica.
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Immagine tratta da www.progettogea.com
A cura di: Lorenzo Boscariol
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Ho iniziato da poco una dieta e ad allenarmi in palestra in modo da perdere qualche chilo. Premetto che ho una conformazione di...
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