Vitiligine

Cos'è la vitiligine?

La vitiligine rappresenta una malattia non contagiosa della pelle, in cui i melanociti, cellule addette alla produzione di melanina, subiscono un'alterazione e non sono più in grado di svolgere correttamente la loro funzione: così, la pelle di un soggetto affetto da vitiligine si caratterizza per la presenza di macchie bianche, asimmetriche, con contorni più scuri ed irregolari, che diffondono in tutto il corpo o restano circoscritte in alcune aree. vitiliginePreferenzialmente, la vitiligine colpisce le unghie e le zone del corpo in prossimità di aperture (occhi, ano, genitali), ma può presentarsi anche sulle mani, sul viso e sul collo.
La vitiligine è una condizione di ipopigmentazione chiamata anche leucodermia: le macchie provocate dalla vitiligine sono chiamate “ipocromiche” o “acromiche” perché le aree interessate sono prive - o carenti - di melanina.

Incidenza

La vitiligine è un disturbo abbastanza comune, che colpisce circa l'1% della popolazione mondiale; questa condizione potrebbe presentarsi in ogni età, sebbene si sia registrata una maggior incidenza dopo i vent'anni.

Cause

La vitiligine è un disturbo autoimmune, dal decorso decisamente rapido (in particolar modo nei bambini); le cellule del sistema immunitario attaccano i melanociti alterandone le funzioni, di conseguenza non riescono a produrre melanina e la pelle rimane bianca. Come la maggior parte delle malattie autoimmuni, anche nel caso della vitiligine l'ereditarietà gioca un ruolo importante.
Non ci sono, comunque, fattori scatenanti precisi: l'origine della vitiligine è incerta, sebbene sia stata registrata una predisposizione genetica. Inoltre, anche le disfunzioni a carico della tiroide, lo stress ed il calo delle difese immunitarie concorrono a potenziare il disturbo.
Altre ipotesi circa le possibili cause scatenanti la vitiligine, sono:

  • Ipotesi dello stress ossidativo, secondo la quale la vitiligine potrebbe essere il risultato di un aumento della produzione di specie reattive dell'ossigeno associata ad una predisposizione genetica.
  • Ipotesi del perossido di idrogeno. Secondo questa ipotesi un possibile fattore scatenante, o comunque predisponente alla comparsa della vitiligine, sarebbe da ricercarsi in un'anomala ed eccessiva presenza di perossido di idrogeno nelle cellule che potrebbe essere in grado di influenzare negativamente la normale pigmentazione cutanea. Tutto ciò sarebbe giustificato dal fatto che nei pazienti affetti da vitiligine, sono stati riscontrati livelli molto elevati di superossido dismutasi (un enzima antiossidante che produce perossido di idrogeno a partire dall'anione superossido O2-).

Queste sono solo alcune delel diverse teorie che sono state formulate allo scopo di ricercare la causa scatenante questo disturbo, alcune delle quali, peraltro, devono ancora essere confermate da studi più approfonditi.

Patologie associate

Spesso e volentieri la vitiligine si manifesta in associazione ad altre patologie, generalmente, di origine autoimmune. Fra queste, ricordiamo:

Allo stesso tempo, i pazienti affetti da vitiligine possono manifestare anche altri disturbi di tipo metabolico o endocrino.

Classificazione

In base al tipo di classificazione internazionale più recente, la vitiligine si può manifestare in tre forme, che differiscono per la disposizione delle chiazze: vitiligine bilaterale e vitiligine segmentale. La distinzione tra le due forme è netta poiché l'origine, il decorso e le patologie ad esse correlate, sono molto diverse.

Vitiligine non segmentale o bilaterale

La vitiligine segmentale o bilaterale rappresenta la condizione maggiormente diffusa, considerando che si presenta nel 90% dei soggetti colpiti da vitiligine. L'appellativo “bilaterale” è stato attribuito perché le macchie bianche, tipiche del disturbo, sono distribuite in modo simmetrico in entrambe le metà del corpo, il che significa, per esempio, che se la vitiligine si manifesta nella mano destra, anche la mano sinistra sarà colpita, così come le ginocchia, le gambe, ecc.
Questo tipo di vitiligine è caratterizzata per la comparsa di leucotrichia tardiva e per avere un'evoluzione imprevedibile.
Inoltre, nella vitiligine bilaterale si classificano altre sotto-categorie, in base alla localizzazione delle macchie acromiche:

  • Vitiligine generalizzata (oltre il 70% del corpo è maculato a chiazze prive di melanina);
  • Vitiligine acrofacciale (le macchie si presentano solo su mani, piedi e viso);
  • Vitiligine focale (pochissime macchioline sparse ma permanenti);
  • Vitiligine mucosale.

Vitiligine segmentale

La vitiligine segmentale rappresenta la forma meno frequente (5-16% dei casi). In questo caso, le macchie bianche sono asimmetriche e sono presenti solamente in una metà del corpo. La vitiligine segmentale ha un esordio molto precoce, manifestandosi soprattutto negli infanti; in un breve periodo, di circa due anni, le macchie acromiche progrediscono, per poi stabilizzarsi. In questa forma di vitiligine, la leucotrichia non è tardiva, ma si manifesta nel giro di breve tempo.
vitiligineÈ una manifestazione che differisce dalla comune vitiligine, poiché l'influenza genetica e lo stress non costituiscono le cause scatenanti: alcuni studiosi ritengono che, considerata la strana disposizione “a percorso” delle macchioline, il decorso dei nervi sottocutanei potrebbe in qualche modo favorire la vitiligine segmentale, ma si dovranno attendere studi futuri più approfonditi per far luce sull'eziologia del disturbo.

Vitiligine mista

La vitiligine mista è una forma che si caratterizza per un esordio di tipo segmentale che, in seguito, si evolve verso la forma non segmentale o bilaterale.

Segni e Sintomi

Per approfondire: Sintomi Vitiligine


Naturalmente, i segni tipici della vitiligine sono rappresentati dalle macchie acromiche che compaiono sul corpo dei pazienti. Tali macchie, generalmente, non provocano alcun tipo di problema da un punto di vista patologico. Tuttavia, è possibile che i pazienti manifestino prurito. Tale sintomo - che si presenta in un terzo dei soggetti colpiti - rappresenta un campanello d'allarme, poiché è indice di un possibile (e probabile) peggioramento della malattia.
Detto ciò, la vitiligine non rappresenta una malattia contagiosa e non comporta alcun danno a livello dell'organismo; ciò nonostante, la pelle di un soggetto affetto da vitiligine, essendo priva del pigmento melanico, appare più sensibile alle radiazioni solari, poiché le macchie bianche non possono essere protette dall'abbronzatura. I soggetti affetti da vitiligine sono quindi maggiormente esposti ad eritemi solari e scottature, a causa della scarsità di melanina prodotta, che non riesce ad assicurare una sufficiente protezione alla pelle (fotoprotezione naturale). In presenza di vitiligine è buona regola, quindi, utilizzare filtri solari per evitare eritemi e scottature.
Ad ogni modo, alla luce di quanto finora detto, si può affermare che il danno subìto dai pazienti affetti da vitiligine è di natura prettamente estetica, poiché non sono previste ripercussioni patologiche di alcun tipo. Nonostante ciò, la vitiligine potrebbe provocare disturbi a livello psicologico ed emotivo, creando imbarazzo, stress e vergogna ai soggetti colpiti; molti di questi, infatti, vivono la vitiligine come una patologia a tutti gli effetti, che li costringe a rimanere isolati dalle persone “normali”. Infatti, la vitiligine può deturpare l'immagine della persona e soprattutto la percezione soggettiva della propria immagine, provocando conseguenze in ambito sociale e lavorativo.

Cure

Per approfondire: Farmaci per la Cura della Vitiligine »


La vitiligine è una malattia autoimmune, perciò molto difficile da debellare definitivamente. Ad ogni modo, sono differenti le strategie terapeutiche attualmente disponibili per tenere sotto controllo il disturbo e contrastarne - per quanto possibile - le tipiche manifestazioni cliniche.
Di seguito, gli approcci terapeutici solitamente impiegati in quest'ambito verranno brevemente descritti.

Terapia PUVA

La terapia PUVA - acronimo di Psoraleni e UVA - prevede l'applicazione di sostanze fotosensibilizzanti (gli psoraleni, appunto) associata alla somministrazione ambulatoriale di raggi UV a determinate lunghezze d'onda. Lo scopo di questa terapia è quello di riattivare la corretta funzionalità dei melanociti.
Gli psoraleni sono sostanze foto sensibilizzanti naturali che si ritrovano in alcune piante e che possono essere applicati per via topica, oppure somministrati per via orale.
Gli psoraleni vengono applicati per via topica quando le macchie non interessano aree eccessivamente estese del corpo. In questi casi, si applicano apposite creme a base di questi principi attivi direttamente sulle chiazze acromiche che verranno poi irradiate con i raggi UVA.
Per i soggetti che, invece, presentano una vitiligine che colpisce più del 20% del corpo, la terapia PUVA orale prevede la somministrazione di psoraleni per via orale: dopo circa due ore, il soggetto dovrà sottoporsi all'irradiazione con lampade UVA.
Come tutti i trattamenti, anche le terapie PUVA possono comportare effetti collaterali, quali nausea, scottature, diarrea ed iperpigmentazione imprevista delle aree colpite.

Raggi UVB

Anche i raggi UVB sono utili nel trattamento della vitiligine; rispetto alla terapia PUVA, i raggi UVB permettono la risoluzione - generalmente parziale - del disturbo in tempi molto più brevi, senza ripercussioni nel lungo termine. Tra i possibili effetti collaterali, a breve termine, spicca l'eczema, il prurito e l'herpes.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica della vitiligine prevede la somministrazione di corticosteroidi per via topica che possono essere utili per favorire la ripigmentazione della pelle. Tuttavia, tali farmaci sono in genere utilizzati come supporto ad altre terapie.
In qualsiasi caso, l'utilizzo dei corticosteroidi dev'essere controllato e prescritto dal medico. L'uso indiscriminato può comportare conseguenze gravi, tra cui l'assottigliamento delle cute, smagliature e acne.
Oltre ai corticosteroidi, è possibile ricorrere all'uso di immunosoppressori - capaci di modulare la risposta immunitaria - e da somministrarsi sempre per via topica.

Trapianto di melanociti

In alcuni casi, è possibile anche il trapianto di melanociti per la risoluzione della vitiligine: questo trattamento è consigliato per piccole macchie e nel caso in cui le altre terapie non abbiano portato grossi risultati.

Supporto psicologico

Se la vitiligine rappresenta un grave problema per il soggetto affetto, l'esperto non solo deve indirizzare il paziente al trattamento più idoneo per la ripigmentazione delle macchie, ma dovrebbe caldeggiare la persona ad una terapia psicologica di supporto, per permettere di riacquisire l'autostima perduta e poter condurre una vita sociale tranquilla.
Ovviamente esistono le eccezioni, che considerano la vitiligine non come un disturbo, ma come una fortuna.