Vestibolite Vulvare

Generalità

La vestibolite vulvare è un'infiammazione dei tessuti che circondano l'accesso alla vagina (vestibolo).
vestibolite vulvareLe cause possono essere numerose e, spesso, interagenti fra loro, soprattutto quando il disturbo persiste nel tempo e non viene adeguatamente trattato.

All'origine della vestibolite vulvare vi è spesso un'iperattività di alcune cellule del sistema immunitario, chiamate mastociti, che inducono uno stato infiammatorio prolungato. Al disturbo possono concorrere anche la contrazione riflessa dei muscoli pelvici e l'iperstimolazione delle terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore. Tra i fattori che aggravano o mantengono le manifestazioni rientrano anche le infezioni croniche o recidivanti, i microtraumi associati alla secchezza vaginale e l'uso di prodotti per l'igiene intima non appropriati.
La vestibolite vulvare si manifesta tipicamente con arrossamento della mucosa del vestibolo vulvare, dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia) e forte bruciore localizzato. Ciò comporta una serie di fastidi più o meno limitanti; se non viene gestita tempestivamente, questa problematica può persistere per anni e, in genere, le manifestazioni tendono a estendersi anche alla regione perianale o ad altre zone genitali inizialmente non coinvolte.
Il trattamento permette di alleviare le manifestazioni connesse alla vestibolite vulvare e può comprendere misure sul piano medico, riabilitativo e psicosessuale.


Cos'è il vestibolo vulvare?

Il vestibolo vulvare è l'area dei genitali esterni femminili compresa tra le piccole labbra, delimitata anteriormente dalla clitoride, al quale seguono inferiormente il meato dell'uretra e l'orifizio della vagina.

A livello inferiore, questa regione vulvare è delimitata dalla commessura labiale posteriore (o fossa navicolare). Nell'immagine seguente (tratta da wikipedia.org), il vestibolo vulvare è deliminato da una linea punteggiata.
Vestibolo VulvareUna delle principali caratteristiche di quest'area è rappresentata dalla presenza di una ricca ramificazione di terminazioni libere del nervo pudendo. Subito al di sotto della mucosa, queste terminazioni nervose formano un intreccio di reti sensitive, pronte a trasmettere uno stimolo sia tattile, che dolorifico, in corrispondenza del midollo spinale.

Cause

La vestibolite è un'infiammazione che può coinvolgere la mucosa del vestibolo della vagina e della regione vulvare posta all'interno delle piccole labbra e intorno al bordo esterno dell'imene.
Il disturbo può essere determinato da molte cause, le quali spesso interagiscono tra loro o contribuiscono peggiorare la sintomatologia. L'eziologia può coinvolgere diversi sistemi (immunitario, muscolare, vascolare e nervoso, incluse le fibre e i centri del dolore).

Iperattività del mastocita

La vestibolite vulvare può essere indotta dall'iperattivazione di alcune cellule deputate alla difesa immunitaria (mastociti); questa reazione è causata da un'esposizione prolungata e/o elevata a un fattore infettivo o irritativo, responsabile di una risposta immunitaria locale eccessiva.
I mastociti non producono solamente le sostanze flogistiche responsabili di eritema e irritazione, ma sono responsabili anche dell'attivazione del nerve growth factor (NGF, fattore di crescita nervoso), che promuove la proliferazione delle terminazioni deputate alla percezione del dolore.
L'iperattivazione mastocitaria può essere favorita da:

Ipertono del pavimento pelvico

La vestibolite vulvare può essere favorita da una reazione difensiva della zona vaginale, che provoca uno spasmo muscolare permanente.
Il restringimento riflesso della vagina può essere pregresso alla vestibolite (come succede nei casi di vaginismo) o può essere determinata dalla dispareunia correlata al disturbo. Questa contrazione può diventare essa stessa motivo di dolore.

Iperstimolazione del sistema del dolore

L'eccessiva sensibilità agli stimoli algici correlata alla vestibolite vulvare riconosce cause periferiche (per la proliferazione delle terminazioni nervose) o centrali (secondarie all'abbassamento della soglia del dolore). Ciò si traduce in iperalgesia (risposta dolorosa   amplificata e/o esageratamente prolungata ad un modesto stimolo doloroso) e/o allodinia (cioè l'evocazione di dolore da parte di uno stimolo comunemente non dolorifico o, addirittura, non esistente).

Altri fattori scatenanti

La vestibolite vulvare può essere aggravata dalla contemporanea presenza di disturbi urinari e ginecologici, specialmente di tipo infiammatorio (es. cistiti ricorrenti), che possono accompagnarsi all'ipertono muscolare. All'insorgere del disturbo possono contribuire anche disordini immunitari (allergie, lichen scleroso, eczema ecc.), neuropatie e fattori psicosessuali o relazionali.

Come si manifesta

I sintomi principali della vestibolite vulvare sono tre:

  • Rossore: l'eritema può essere di grado variabile, ma è sempre localizzato in punti vestibolari molto specifici. All'osservazione con uno specchio, è possibile notare un arrossamento più intenso a livello dei tessuti nella regione della vulva che va dalla base del clitoride al bordo mediale delle labbra, fino all'ingresso della vagina.
  • Bruciore: immaginando il vestibolo vaginale come il quadrante di un orologio, la sensazione urente è localizzata soprattutto nella zona “oraria” posta fra le cinque e le sette.
  • Dolore durante rapporti sessuali: nella vestibolite vulvare, la pressione introitale, la penetrazione dell'orifizio vaginale e il contenimento del pene durante il coito provoca, in genere, una dispaurenia immediata; in genere, il dolore si interrompe quando il movimento penieno del partner sessuale si ferma e riprende con la prosecuzione del coito.

La vestibolite vulvare può causare, inoltre, bruciore vulvare dopo i rapporti sessuali e disuria (in assenza di segni di laboratorio relativi ad un'infezione urinaria). Le manifestazioni cliniche possono essere esacerbate da tutte quelle situazioni che esercitano una pressione sull'area vulvare, come andare in bicicletta o inserire un tampone vaginale.
Se non viene diagnosticato in tempo e trattato adeguatamente, il disturbo tende a cronicizzare: quando il dolore vulvare spontaneo o provocato diventa persistente e si mantiene anche dopo la risoluzione del quadro infiammatorio, si parla di vulvodinia. In tal caso, la problematica persiste indipendentemente dal rapporto sessuale o da altri fattori scatenanti, e può diventare invalidante a livello di vita quotidiana.

Diagnosi

La vestibolite vulvare viene diagnosticata sulla base della sintomatologia emersa durante la raccolta dei dati anamnestici e della visita ginecologica. All'ispezione della vulva non si mette in evidenza alcuna anomalia riconducibile ad altre patologie, locali o sistemiche: l'esame obiettivo consente di evidenziare un arrossamento localizzato, che può indicare la presenza di un'infiammazione, ma altri riscontri fisici risultano normali.
La visita ginecologica deve escludere le anomalie che causano dolore, come ad esempio quelle responsabili di dispareunia, tra cui vaginite atrofica, lichen scleroso, distrofie vulvari, malformazioni congenite, herpes genitale e restringimento introitale post-chirurgico.
Il vaginismo provoca un dolore simile con la pressione introitale e il movimento del pene del partner sessuale. Tuttavia, a differenza della vestibolite vulvare, non c'è allodinia. Inoltre, il dolore dovuto al vaginismo continua anche dopo l'interruzione del movimento penieno, ma può progressivamente diminuire durante il rapporto sessuale.
La diagnosi di vestibolite vulvare è confermata dall'aumento della sensibilità alla pressione sulla vulva e dalla positività per il Q-tip test per l'allodinia. Quest'ultimo prevede il contatto di un cotton-fioc sull'area vestibolare e consente di delineare le aree in cui le sensazioni sgradevoli risultano più intense o violentemente dolorose.

Trattamento

Il trattamento della vestibolite vulvare può prevedere diversi approcci, che consentono di rendere le sensazioni dolorose meno frequenti e invalidanti.

La combinazione terapeutica più efficace viene sempre personalizzata dal medico in base ai fattori predisponenti, alla gravità e alla durata dei sintomi.

Per alleviare le manifestazioni della vestibolite vulvare, innanzitutto, è indicato evitare le sostanze irritanti (es. saponi aggressivi per l'igiene intima) e cambiare degli stili di vita inappropriati.
La modulazione del dolore è possibile applicando sul vestibolo vaginale, con un leggero massaggio, dei farmaci topici, come la lidocaina (anestetico locale) o il sodio cromoglicato (stabilizza le membrane dei globuli bianchi, comprese quelle dei mastociti, interrompendo l'infiammazione neurogena alla base della problematica). All'inizio del trattamento, la supervisione di un medico e l'utilizzo di uno specchio possono rivelarsi molto utili.
La terapia farmacologica può prevedere anche l'impiego di analgesici specifici, come l'amiptriptilina o il gabapentin. Talvolta, per interrompere i circuiti del dolore cronico, viene indicata l'assunzione di farmaci sistemici (es. antidepressivi triciclici, anticonvulsivanti ecc.)
Alcune donne con vestibolite vulvare possono trarre giovamento anche da interventi psicologici, comprese la psicoterapia cognitivo-comportamentale e la terapia sessuologica, per ritrovare il piacere dell'intimità. Attualmente, le misure utilizzate comprendono anche la gestione dello stress e le reazioni emotive ai fastidi connessi al problema, come nella gestione delle sindromi da dolore cronico.
Le donne con ipertonia dei muscoli vaginali possono trarre beneficio dalla fisioterapia (allenamento del pavimento pelvico) e dal biofeedback elettromiografico della muscolatura pelvica (tecnica di auto-rilassamento che insegna a controllare meglio le contrazioni dei muscoli e il dolore che provocano).
In qualche caso, sono indicati degli interventi chirurgici per rimuovere le terminazioni nervose proliferate, come l'escissione dell'imene, del margine prossimale della vagina inferiore e della parte più interna delle piccole labbra. Tuttavia, il dolore può ripresentarsi quando i nervi si rigenerano.
Un trattamento sperimentale prevede l'iniezione locale di tossina botulinica di tipo A per il blocco antalgico delle terminazioni nervose iperattive e l'inibizione contemporanea della contrazione muscolare locale, portando un rilassamento benefico per un periodo anche sino a sei mesi.
Accanto agli approcci terapeutici diretti alla gestione della vestibolite vulvare è anche opportuno:

  • Prevenire le infezioni, osservando una corretta igiene intima;
  • Utilizzare prodotti a pH delicato;
  • Curare l'alimentazione favorendo cibi poveri di zuccheri e bevendo molta acqua;
  • Astenersi dai rapporti sessuali durante i periodi in cui è presente l'infiammazione vestibolare.

Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016