Vite ed Uva

Uva nella storia

Anticamente, l'uva era consigliata come potente antidoto contro lo stress psicofisico associato ad ansie, preoccupazioni ed astenia, efficace soprattutto quando il succo d'uva veniva mescolato a rametti di rosmarino. Attualmente, l'uva è stata rivalutata in chiave positiva: si è osservato che questo frutto è una vera e propria risorsa a tutti gli effetti, il cui utilizzo spazia dall'ambito cosmetico al fitoterapico, dall'alimentare al medico.
ViteSimbolo dell'autunno e del dio Bacco, la pianta di vite, con i suoi grappoli d'uva, è da sempre gradita ed apprezzata per merito della dolcezza dei suoi frutti, delle qualità organolettiche uniche, del buon apporto energetico-nutrizionale e, soprattutto, delle virtù medicamentose legate alle preziose sostanze racchiuse negli acini e nelle foglie.

Origine, diffusione e varietà

È possibile scorgere la vite spontanea in numerose aree dell'Europa del Sud e dell'Asia occidentale; globalmente, si annoverano numerosissime varietà di uva, oltre 8.000, di cui circa 1.600 sono coltivate nelle fasce climatiche tipicamente temperate. Ad ogni modo, nonostante le innumerevoli varietà, una nota di merito spetta senza dubbio a Vitis vinifera, dalla quale derivano tutti i vitigni italiani per uve da tavola ed uve da vino. Altra specie degna di esser menzionata è la Vitis labrusca, tipicamente americana, coltivata in Italia - seppur marginalmente - come uva da tavola.
Poniamo l'attenzione sulla specie più importante: Vitis vinifera viene suddivisa in due grandi sottospecie, V. vinifera subsp. Vinifera (a sua volta catalogata in numerosissime cultivar) e V. vinifera subsp. Sylvestris (sottospecie spontanea assai diffusa, anche se priva d'interesse agronomico).

Descrizione botanica

L'uva è il frutto di Vitis vinifera, una pianta fruticosa appartenente alla famiglia delle Vitacee: più precisamente, stiamo parlando di un arbusto rampicante, a portamento naturale piuttosto irregolare, con poche ramificazioni; i rami sono grigiastri o marroni, in base all'età della pianta. La forza e la resistenza di fusto e rami è fortemente condizionata dal portainnesto.
In termini botanici, le foglie della vite sono pampini: si tratta di foglie picciolate, presentanti lembo intero, trilobato o penta-lobato (solo di rado, le foglie presentano 7-9 lobi). Lo sviluppo delle foglie è strettamente legato al portainnesto; la superficie della foglie è generalmente glabra, nonostante alcune di queste possano presentare un sottile strato di peluria, mentre il margine è irregolare e dentato. Le foglie sono colorate di verde brillante durante la primavera; il loro colorito vira dal giallo al rossastro in autunno, come conseguenza della perdita di clorofilla.
I fiori di vite - raggruppati in infiorescenze a pannocchia, dapprima erette e solo successivamente pendule - sono verdi e piccoli, poco appariscenti e si dispongono attorno ad un rachide ramificato in assi laterali.
L'elemento più interessante che contraddistingue la vite è sicuramente il frutto: l'uva. L'acino è una bacca di colorito variabile dal giallo paglierino al verdastro, dal rosa al rosso, dal viola al nero, in funzione della specie considerata. È bene evidenziare che il colore dell'uva non dipende solamente dalla varietà: è infatti influenzato anche dalle condizioni ambientali e dall'esposizione solare (non a caso si dice che la vite sia una pianta eliofila, che ama il sole).
Quella che comunemente viene chiamata buccia dell'uva, in botanica è la cuticola, glabra, fragile e sottile. Gli acini, raggruppati in grappoli dalle dimensioni mutevoli (il più delle volte, presentano una forma conica, piramidale o cilindrica), sono generalmente tondeggianti od ellittici. UvaLa lunghezza dei grappoli d'uva (10-40cm), come peraltro il peso (150-300 g per le uve da vino, 200-500 grammi per quelle da tavola), varia in base alla qualità; ad ogni modo, ancora una volta, la crescita del grappolo viene influenzata pesantemente dalle condizioni climatiche.
L'asse centrale del grappolo d'uva viene definito rachide o raspo, che si ramifica in molteplici racimoli e pedicelli.
Gli acini possono contenere alcuni semi incastonati nella polpa (potenzialmente tossici in quantità elevate per la presenza di acido cianidrico): in alcune varietà (es. uva sultanina) l'assenza di semi è una caratteristica distintiva. Si parla, tuttavia, di anomalia quando i semi, generalmente presenti, non si ritrovano all'interno degli acini di una data specie.

Uva: varietà

Come abbiamo visto, esistono numerosissime varietà di uva; anzitutto è bene distinguere l'uva da tavola e quella da vino. L'uva da tavola presenta acini dalla buccia sottile e dalla polpa soda: tra queste si ricordano i vitigni Baresana, Cardinal, Isabella, Moscato d'Adda Regina, Zibibbo, ecc. [tratto da www.agraria.org]
La varietà d'uva impiegata per il vino differisce dalla precedente per la scorza più spessa e coriacea, e la polpa tenera e succulenta.
L'uva bianca presenta un colore dorato, reso tale dai flavoni presenti (quercitrina e quercetina). L'uva nera si presenta  scura perché nella sua composizione chimica rientrano antociani ed antocianosidi, tra cui delfinidina, petunidina e malvidina: questa varietà è probabilmente la meglio conosciuta per le spiccate proprietà antiossidanti.
Anche la vite rossa mostra grappoli coloratissimi: il rosso dipende, ancora una volta, dai pigmenti (antocianosidi) presente negli acini d'uva.


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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015