Trichinella

Parassita nematode

La Trichinella è un parassita nematode protagonista d'infezioni note come trichinosi o trichinellosi: stiamo parlando di un verme cilindrico onnipresente in natura, trasmesso all'uomo mediante ingestione di carni infette, crude o poco cotte. Le infezioni da Trichinella richiedono una terapia farmacologica immediata: il ritardo terapico può essere fatale per il malcapitato. Le Trichinelle possono infatti indurre la morte dell'ospite per infarto, complicanze renali o grave compromissione dell'apparato respiratorio.

Descrizione microbiologica

Chiamati anche Trichine, i parassiti pluricellulari Trichinella appartengono al phylum dei Nematodi e all'ordine dei Trichurida. Trichinella spiralisLe Trichinelle presentano un corpo cilindrico e fusiforme; sono dotate di un tratto alimentare tubulare che si estende dall'estremità anteriore (bocca) a quella opposta (ano).
La porzione anteriore delle Trichinelle è tipicamente affusolata, mentre quella posteriore, rigonfia e rotondeggiante, contiene le ghiandole genitali.
La Trichinella maschio è più piccola della femmina, ed è provvista di un testicolo e di due spicole coniche. Si stima che la Trichinella femmina sia in grado di produrre fino a 1.500-2.000 larve nell'arco della propria vita.

Dal punto di vista patologico, le specie più interessanti appartenenti al genere "Trichinella" sono:

  • Trichinella spiralis: probabilmente la specie più importante del genere Trichinella. Si riscontra in moltissimi animali carnivori ed onnivori di tutto il mondo
  • Trichinella britovi: riscontrata nei carnivori di Europa ed Asia occidentale
  • Trichinella nelsoni: specie di Trichinella rilevata nei predatori dell'Africa (es. iene e leoni)
  • Trichinella pseudospiralis: il parassita è stato isolato in mammiferi ed uccelli di ogni dove
  • Trichinella murrelli: parassita rilevato negli animali selvatici degli USA
  • Trichinella nativa: parassita tipico di animali artici come orsi e volpi

Sono state individuate altre due specie di Trichinella (T. papuae e T. zimbabwensis, rispettivamente in Nuova Guinea ed in Tanzania) che non sembrano veicolare trichinellosi nell'uomo.

Ciclo biologico

Il ciclo biologico della Trichinella risulta piuttosto inusuale: i piccoli parassiti del genere Trichinella maturano nel tratto intestinale di un ospite intermedio (es. maiali, volpi, gatti, orsi). Le femmine adulte di Trichinella producono gruppetti di larve vive: attraversando la parete intestinale dell'ospite, le larve di Trichinella, ghiotte di sangue, entrano dapprima nel circolo ematico, successivamente in quello linfatico. Entro breve tempo, le Trichinelle giungono nel tessuto muscolare striato, dove s'incistano e si racchiudono in una capsula.
L'uomo può contrarre l'infezione cibandosi di carni crude o malcotte infettate da Trichinella. Nell'uomo, le cisti di Trichinella vengono digerite nello stomaco; successivamente, le larve migrano nel tratto intestinale del malcapitato, dove iniziano un nuovo ciclo vitale. Nell'arco di sei settimane, le femmine di Trichinella rilasciano le larve che successivamente s'incistano, causando dolore, febbre e, nei casi più gravi, morte.

Trichinella - Ciclo Vitale La trichinellosi è causata dall'ingestione di carne cruda o poco cotta contenente larve incistate (ad eccezione di T. pseudospiralise T. papuae che non incistano) delle varie specie di Trichinella. Trichinella Stadio 5. Dopo l'esposizione all'acido gastrico e alla pepsina, le larve sono rilasciate dalle cisti Trichinella Stadio 2 ed invadono la mucosa dell'intestino tenue dove si sviluppano in vermi adulti Trichinella Stadio 3. Le femmine misurano 2.2 mm di lunghezza; i maschi 1.2 mm. Questi vermi vivono circa quattro settimane nell'intestino tenue. Dopo una settimana le femmine rilasciano le uova Trichinella Stadio 4 che migrano nei muscoli striati dove si incistano Trichinella Stadio 1.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Trichinosi


I sintomi caratteristici delle infezioni da Trichinella dipendono essenzialmente dalla carica infettante, dal ceppo di Trichinella coinvolto e dalla reattività dell'ospite.
La Trichinella è un parassita subdolo: dopo 2-4 giorni dall'assunzione di carni crude/poco cotte infette da Trichinella, l'uomo lamenta sintomi prettamente gastrointestinali. Dopo 1-3 settimane, il quadro clinico del malcapitato precipita in dolori muscolari intensi, edema, febbre ed eruzioni cutanee. Me vediamo in dettaglio i sintomi più ricorrenti che contraddistinguono i differenti stadi evolutivi della patologia.

  1. Fase gastroenterica (dopo 24-48 ore dall'infezione): il paziente lamenta diarrea, dolori addominali, vomito e febbre.
  2. Fase muscolare (dopo 7 giorni dall'infezione): giunte nei tessuti muscolari dell'ospite (uomo), le larve di Trichinella provocano dolori articolari, edema periorbitale e facciale, mal di testa, petecchie e prurito. L'incistamento larvale nei muscoli provoca debolezza e mialgia. Anche la congiuntivite è un sintomo piuttosto ricorrente in questa fase della trichinellosi.
  3. Fase critica: le funzioni vitali del paziente possono essere pesantemente compromesse quando l'infezione da Trichinella si diffonde nei vari distretti dell'organismo. Tra le possibili complicanze ricordiamo: coinvolgimento del sistema nervoso centrale (atassia, confusione, convulsioni, delirio, depressione, paralisi respiratoria, vertigini), insufficienza surrenalica, miocardite, ostruzione dei vasi sanguigni e danno polmonare (emorragia polmonare, fiato corto, polmonite, tosse). Nei casi più gravi - seppur rari - la morte sopraggiunge nell'arco di 2-8 settimane: in assenza di cure, il paziente muore a seguito di polmonite, embolia polmonare, encefalite, aritmia od insufficienza cardiaca.

Ricordiamo brevemente che le infezioni più lievi da Trichinella possono essere completamente asintomatiche, dunque il paziente non si rende conto dell'infezione. Si stima che il 90-95% dei pazienti affetti da Trichinellosi lamenti sintomi di lieve entità: in tal caso, l'infezione tende a risolversi senza complicanze.

Diagnosi e terapie

Per il riconoscimento della Trichinella nelle carni sono necessarie indagini di laboratorio: la biopsia molecolare accerta la presenza di questi parassiti (test diagnostico di prima linea). Sono attualmente disponibili anche numerosi test immunologici. Possono essere richiesti altri esami diagnostici in caso di sospetto coinvolgimento del SNC: ECG (elettrocardiogramma), rachicentesi (puntura lombare), elettromiografia.
Il trattamento d'elezione per la cura delle trichinellosi di lieve entità è prettamente sintomatologico, dunque volto ad allontanare i sintomi: in tal senso, i farmaci più indicati sono gli analgesici ed i corticosteroidi (es. prednisone). Per le forme più severe, il tiabendazolo può essere efficace per eliminare i parassiti adulti di Trichinella dal tratto gastrointestinale dell'uomo. Anche l'Albendazolo risulta piuttosto indicato a tale scopo, mentre il mebendazolo (associato a farmaci steroidei) è utile per le forme invasive.

Prevenzione

La prevenzione delle infezioni da Trichinella risulta piuttosto semplice e scontata: la cottura (>62°C) o il congelamento di carni - specie di suino e di altri animali selvatici - abbatte il rischio d'infezione. Nonostante quanto affermato, il congelamento non costituisce un metodo del tutto efficace per uccidere le larve di Trichinella.