Treponema pallidum

Introduzione

Il termine "Treponema" indica un genere di batteri a cui appartengono due specie patogene differenti, Treponema pallidum e Treponema carateum, microorganismi coinvolti rispettivamente nell'insorgenza della sifilide e della pinta. Nonostante la maggior parte delle specie appartenenti al genere Treponema instauri una forma di commensalismo con l'ospite (risultando non patogena), il Treponema pallidum si distingue per la caratteristica virulenza.
Vediamo più in dettaglio i caratteri distintivi del Treponema pallidum.

Analisi microbiologica di Treponema pallidum

Esponente del phylum Spirochaetes e della famiglia Spirochaetaceae, il Treponema pallidum è un batterio gram negativo, vettore di malattie chiamate trepomatosi tra cui spicca la lue o sifilide.
Treponema pallidumOsservato mediante microscopia a campo oscuro o a fluorescenza, il batterio si presenta come un microorganismo sottile, elicoidale e spiraliforme. Ha un diametro di 0,1-0,5 micron ed una lunghezza variabile da 5 a 20 micron.

Treponema pallidum è un batterio sensibile al calore e alle temperature secche. In riferimento alla scarsissima capacità di sopravvivere in ambiente ricco di ossigeno, viene definito un batterio "microaerofilo".
Sebbene sia dotato di flagelli, il Treponema pallidum si distingue dagli altri microorganismi flagellati: infatti, queste appendici cellulari adibite alla motilità e chiamate endoflagelli, sono localizzate all'interno della cellula batterica (NON all'esterno, come la maggior parte dei patogeni). La presenza degli endoflagelli conferisce al Treponema pallidum una spiccata capacità di movimento cosiddetto "a molla"; per merito di queste particolari appendici, il microorganismo è in grado di compiere contrazioni, rotazioni, movimenti circolari o a "cavatappi". Anche la parete batterica che lo riveste risulta particolarmente elastica.
Il Treponema pallidum NON può essere coltivato su terreni liquidi o solidi: solo test sierologici specifici possono accertare o meno la presenza del batterio.
Tra i fattori di virulenza associati al Treponema pallidum ricordiamo:

  • ialuronidasi (enzima idrolitico): favorisce la penetrazione del batterio nell'ospite
  • fibronectina (glicoproteina dimerica): protegge lo stesso Treponema pallidum dalla fagocitosi.
  • emolisine: sostanze tossiche prodotte dal batterio

Trasmissione delle infezioni

Essendo sensibili alle temperature esterne, i batteri della specie Treponema pallidum possono essere trasmessi esclusivamente per contatto diretto.
Come sopraccennato, il Treponema pallidum è l'agente eziologico della sifilide, una diffusissima malattia venerea. Oltre alla trasmissione sessuale, il Treponema pallidum può infettare il feto per via placentare durante le ultime fasi della gravidanza: in questo caso, la malattia trasmessa dalla madre ed acquisita dal nascituro prende il nome di "sifilide congenita".

La particolare struttura elicoidale del Treponema gli permette di muoversi anche in un mezzo vischioso come il muco. Giunto successivamente nel sangue e nella linfa, il batterio infetta tessuti e mucose.
In alcuni casi, il Treponema pallidum viene trasmesso per trasfusione di sangue infetto.
Il periodo d'incubazione della sifilide varia da 2 a 10 settimane.


Approfondimento: stadi clinici della sifilide

  1. fase primaria: si caratterizza per la presenza del sifiloma, lesione altamente contagiosa che si manifesta nel sito d'inoculazione, spesso a livello dei genitali esterni. La papula evolve presto in ulcera rigida e dolorosa. Questi segni clinici si evidenziano dopo 3-4 settimane dall'infezione
  2. fase secondaria (sifilide disseminata): dopo 6-12 settimane dalla scomparsa del sifiloma primario, inizia la seconda fase della sifilide. In questo stadio, il Treponema pallidum si è diffuso e replicato in fegato, linfonodi, articolazioni, muscoli, pelle e mucose. I segni caratteristici di questa fase sono: papule diffuse su tronco, braccia e gambe, e piaghe cutanee (erosioni, placche eritematose). Il paziente colpito lamenta spesso febbre, alopecia, diradamento delle sopracciglia, mal di testa, inappetenza. Questa fase dura circa 8 settimane, al termine delle quali il paziente può entrare nella fase latente (asintomatica) o nello stadio tardivo (terziario).
  3. fase terziaria: compare a molti anni di distanza dall'infezione, con lesioni a livello del sistema cardiovascolare e del SNC, associate a piaghe sulla pelle o negli organi interni.

L'infezione da Treponema pallidum viene accertata mediante un campione di fluido estratto da un'ulcera sospetta. Il liquido sarà successivamente valutato al microscopio.
Il medico può anche sottoporre il paziente alle analisi del sangue, ricercando eventuali anticorpi specifici (presenti in tutti i soggetti colpiti dalla sifilide).
Dalle statistiche mediche si evince che una buona parte dei malati di sifilide presenta un elevato rischio di contrarre l'HIV: per questo, i sifilitici sono invitati a sottoporsi a tutti gli accertamenti utili per testare l'eventuale concomitante infezione da HIV.

Prevenzione e cura delle infezioni

Dal momento che non esiste alcun vaccino per la sifilide, è bene astenersi dai rapporti sessuali non protetti con soggetti a rischio; in caso contrario, effettuare regolarmente le analisi del sangue, oltre ad avvisare tutte le persone con cui si sono consumati rapporti a rischio, fino ad un anno prima dall'esordio dei sintomi della sifilide.
Le infezioni da Treponema pallidum possono essere curate con antibiotici come penicillina (farmaco d'elezione), procaina, eritromicina, doxiciclina e tetracicline. La prevenzione è l'arma migliore per fuggire dalle infezioni da Treponema pallidum.