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Salute
Ultima modifica: 14/05/2012

Torsione testicolare: diagnosi, terapie e rischi

Nell'articolo precedente abbiamo definito la torsione testicolare come un'anomalia anatomica che consiste nella rotazione del funicolo spermatico attorno al proprio asse. In questa trattazione conclusiva punteremo l'attenzione sulla diagnosi, sulle terapie e sui possibili rischi che incorre il paziente quando posticipa diagnosi e cure.

Torsione testicolare: come può essere effettuata la diagnosi?

Data la gravità del disturbo, è opportuno ribadire ancora una volta che l'intervento tempestivo ed immediato rappresenta l'unica soluzione per assicurare la guarigione completa della torsione testicolare. Chiaramente, prima di intervenire, è necessaria una scrupolosa diagnosi.
Il bambino affetto lamenta spesso un dolore genitale impreciso: nei piccoli pazienti, la torsione testicolare è quasi sempre accompagnata da dolore addominale. A tal proposito, è necessario esaminare attentamente il bambino, in particolare quando recrimina dolore genitale anomalo accompagnato da dolore a livello del basso ventre.
In primis, il medico procede con l'esame obiettivo, basato essenzialmente sull'osservazione dell'anomalia anatomica e sulla palpazione.
Utile anche l'esame delle urine: in caso di infezione accertata, la diagnosi potrebbe deporre in favore dell'orchite (flogosi testicolare).
L'ecografia testicolare Eco-Doppler evidenzia l'eventuale assenza di flusso ematico nel didimo, oltre a verificare la spirale sul cordone spermatico: questa strategia diagnostica presenta una specificità pari al 90% ed una sensibilità che raggiunge l'88%.
Sostanziale anche la diagnosi differenziale con: traumi, varicocele, orchite, orchi-epididimite, edema scrotale idiopatico, torsione dell'appendice testicolare (potenziale causa della torsione testicolare) ed ernia incarcerata.

Torsione testicolare: quali sono le terapie disponibili?

Il trattamento si rivela urgente e chirurgico nella maggior parte dei casi: ad ogni modo, la detorsione manuale, rapida e non invasiva, chiaramente praticata da esperti, ha successo nel 26% dei pazienti.
In caso di severità, il paziente, anestetizzato completamente, viene sottoposto ad un'operazione di chirurgia medica che consiste nell'incisione della sacca scrotale, seguita da una contro-torsione (detorsione) e dal riposizionamento del testicolo nella posizione normale. Quando l'intervento non viene eseguito immediatamente, il testicolo potrebbe assumere una colorazione anomala, blu-nerastra (indice del mancato flusso ematico): in simili frangenti, si procede con l'ablazione, quindi con la rimozione del didimo, seguita dalla sostituzione con una protesi.
L'osservazione urologica immediata è assolutamente imprescindibile: titubare ed indugiare nella visita specialistica, così come esitare o rinunciare al trattamento chirurgico, rappresentano comportamenti del tutto inopportuni, responsabili dell'inevitabile “castrazione da negligenza”. [tratto da Segni e sintomi della medicina d'urgenza, di S. R. Votey, M. A. Davis]

Torsione testicolare: quali sono i rischi più gravi?

Quando il problema non viene curato tempestivamente, il danno è tale da atrofizzare permanentemente la struttura del testicolo. Il rischio è rappresentato dalla necrosi tissutale locale, con conseguente ed inevitabile distruzione del testicolo stesso. [tratto da www.androweb.it/]
In caso di severità, i tubuli seminiferi possono subire lesioni permanenti già dopo pochissime ore dall'esordio dei sintomi: talvolta, il danno parenchimale insorge appena 4 ore dopo la manifestazione dei sintomi e, 2 ore più tardi, il testicolo non è vitale.
In caso di presunta torsione del testicolo, si consiglia la visita medica nel più breve tempo possibile, cercando di non temporeggiare per più di 20-24 ore: si è osservato, infatti, che la probabilità di guarigione completa aumenta notevolmente quando s'interviene entro questo lasso di tempo.
Più precisamente, si stima che la probabilità di preservare il testicolo si aggiri intorno al 90% quando la detorsione testicolare avviene entro 6 ore dall'esordio dei sintomi, al 50% dopo 12 ore e al 10% dopo le 24 ore. A tal proposito, si parla di probabilità di recupero testicolare tempo dipendente.


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