TBE - Sintomi, Diagnosi, Terapie

Introduzione

Nonostante in natura esistano moltissime specie di zecche, non tutte sono possibili vettori di TBE: come abbiamo visto nell'articolo precedente, le specie di zecche più pericolose per la diffusione del Tick-Borne Encephalitis Virus appartengono al genere Ixodes (in particolare Iodex ricinus). TBE zeccaIn questa breve trattazione saranno analizzati in dettaglio i sintomi tipici della TBE e la diagnosi; purtroppo, non esiste alcuna terapia completamente risolutiva, e la cura è essenzialmente sintomatologica. Ad ogni modo, fortunatamente, è molto improbabile che la TBE sia fatale.

TBE: sintomi

Per approfondire: Sintomi Encefalite da zecche (TBE)


La TBE è una patologia tipica dell'età adulta; le probabilità che la malattia colpisca anche i bambini e gli adolescenti aumentano durante le escursioni o i campeggi. Malgrado la TBE si manifesti in particolare tra gli adulti, quando il virus infetta i bambini e gli adolescenti tramite il morso della zecca, i sintomi risultano più lievi; inoltre, nei pazienti più giovan, la malattia tende a regredire in tempi ristretti, con guarigione completa.
La diagnosi della TBE si dimostra talvolta problematica, perché la malattia risulta asintomatica nel 65-67% circa dei casi. Il periodo d'incubazione del virus si aggira intorno ai 7/14 giorni.
Nei soggetti sintomatici, la TBE esordisce con febbre alta accompagnata da malessere generale, stanchezza fisica, mal di schiena, mal di testa, dolori articolari e nausea. Il più delle volte, i sintomi che caratterizzano questa fase (chiamata viremica) persistono per una settimana; segue poi un periodo variabile da 1 a 20 giorni durante il quale i pazienti non lamentano febbre. Nel 5-30% dei malati da TBE, il quadro clinico-sintomatologico degenera improvvisamente scatenando meningoencefalite (flogosi delle meningi e del tessuto cerebrale) o meningite (infiammazione a carico delle membrane meningee) associate a mialgia, febbre, mal di testa e fotofobia. Quando la TBE peggiora, i sintomi si aggravano: non è raro che il paziente venga colpito anche da paralisi flaccida. Il più delle volte, i sintomi permangono per due settimane, per poi regredire lentamente. Nelle forme più severe, i soggetti affetti da TBE possono mantenere alterazioni neurologiche, ma solo nell'1-2% dei casi la TBE ne provoca il decesso (in genere, sopraggiunge dopo 5-7 giorni dalla comparsa dei disturbi neurologici).

Diagnosi di TBE

Come accennato, la diagnosi non sempre risulta immediata, poiché buona parte dei soggetti che hanno subìto il morso di una zecca infetta non lamenta sintomi alcuni. TBEAd ogni modo, la diagnosi dev'essere sospettata nei soggetti che ricordano la puntura di una zecca o che ne hanno riscontrato la presenza sulla pelle o sul cuoio capelluto.
La diagnosi di TBE ipotizzata viene accertata tramite l'analisi del siero, raccolto durante la fase acuta della malattia (per la presenza di IgM, anticorpi virus-specifici).
Particolarmente appropriati per la diagnosi di TBE sono PCR e RT-PCR: la prima è una tecnica avanzata di biologia molecolare in grado di amplificare frammenti di acidi nucleici, la seconda - variante della PCR standard - permette di replicare una molecola di DNA a partire da un insieme di RNA isolati da una particolare cellula.

Terapie e prevenzione

Per approfondire: Farmaci per curare la TBE


Al momento attuale non è ancora stata individuata una terapia idonea e completamente risolutiva per la TBE: a tal proposito, si parla di terapia di supporto, una cura basata essenzialmente sulla guarigione dei sintomi. Chiaramente, in caso di meningoencefalite - tipica complicanza della TBE - è richiesta l'ospedalizzazione del paziente, oltre ad un'ulteriore terapia di supporto.
Al fine di evitare la malattia in esame, è consigliabile effettuare una scrupolosa profilassi: a tal proposito, è stato ideato un vaccino contro la TBE, attualmente in commercio dal 2006, sebbene sia stato ideato nel 2000 in Austria (Ticovac). Questo vaccino è raccomandato per tutte le persone che intraprendono un viaggio nelle zone potenzialmente pericolose (in cui la TBE presenta un carattere endemico), soprattutto montane, rurali e boschive. Il vaccino viene somministrato per via intramuscolare, in triplice somministrazione a distanza di alcuni mesi l'uno dall'altro. Si stima che l'efficacia del vaccino contro la TBE si mantenga inalterata per 3 anni. Ciò nonostante, la vaccinazione contro la TBE è tuttora oggetto di studio perché - secondo il pensiero di alcuni esperti - sembra che gli effetti collaterali possano rivelarsi molto spiacevoli, talvolta gravi (affaticamento, nausea, dolore muscolare, febbricola, vomito, rush cutaneo, tumefazione dei linfonodi adiacenti alla zona d'iniezione, ecc).
Sono stati formulati alcuni vaccini contro la TBE utili per la profilassi post-esposizione, efficaci sino a 48 ore dopo il morso di zecca infetta.


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