Streptococco Beta Emolitico di gruppo A

Premessa

Nel vasto gruppo degli streptococchi, il beta emolitico riveste sicuramente un ruolo di prestigio in termini di patogenicità e virulenza. Prima di procedere con la trattazione precisa di questo batterio, facciamo un passo indietro, ricordando brevemente come sono classificati gli streptococchi.


La classificazione dei batteri streptococchi si basa su due criteri importanti:
  1. Capacità emolitica → streptococchi alfa/beta/gamma emolitici
  2. Struttura antigenica in funzione dell'antigene polisaccaridico C di parete cellulare: classificazione di Lancefield → identificazione degli streptococchi distinta dalle lettere dell'alfabeto, dalla A alla V (fatta eccezione per le lettere J ed I)

Per la straordinaria importanza nell'ambito della medicina, allo streptococco beta emolitico è dedicato un articolo intero: in questa disquisizione, l'attenzione sarà focalizzata esclusivamente su un siero-gruppo di streptococco, il beta emolitico di gruppo A .
Streptococcus pyogenesLo streptococco beta emolitico di gruppo B sarà analizzato nella prossima trattazione.

Streptococco beta emolitico di gruppo A

Il protagonista della categoria degli streptococchi beta emolitici di gruppo A è Streptococcus pyogenes, batterio che in condizioni normali si comporta come un commensale delle vie aeree superiori, in particolare lungo il tessuto adenoideo, tonsillare e naso-faringeo. Lo S. pyogenes assume una certa patogenicità quando i normali meccanismi di difesa dell'ospite vengono compromessi, pertanto il batterio crea danno.
Mediatore di una serie di manifestazioni infiammatorie, lo S. pyogenes può scatenare reazioni acute come fascite necrotizzante, febbre reumatica acuta, glomerulo nefrite acuta, infezioni primarie alla gola e scarlattina. Il patogeno, quando diffonde nei diversi distretti dell'organismo, può indurre setticemia grave.
A distanza di 1-3 settimane dal primo episodio acuto, è assai probabile che il paziente infettato dallo streptococco beta emolitico di gruppo A lamenti lesioni cosiddette "non-suppurative".


Per capire...

Piaghe non suppurative: lesioni solo indirettamente correlate alla reazione infiammatoria acuta sostenuta dal patogeno. Dal punto di vista istologico, in simili lesioni mancano tutti quei segni riconducibili ad una vivace risposta flogistica; le alterazione locali possono essere circondate da emorragia, essudazione, iperemia e nercrosi tessutale.

Infezioni trasmesse

Le infezioni da streptococco beta emolitico di gruppo A vengono trasmesse mediante inalazione di microgoccioline di saliva infette; semplicemente attraverso starnuti, colpi di tosse o parlando, il patogeno può essere trasmesso da un malato ad un soggetto sano.
Si stima che S. pyogenes sia la seconda causa d'infezione streptococcica dopo lo pneumococco.


Danni mediati da Streptococco beta emolitico di gruppo A Complicanze possibili
Angina streptococcica + esantema (scarlattina) Ascesso peritonsillare, endocardite ulcerativa, mastoidite, meningite, otite media, polmonite
Batteriemia Localizzazione dello streptococco beta-emolitico a livello cardiaco → endocardite acuta ulcerativa
Edema nodoso (lesione non suppurativa) -
Febbre puerperale Infezioni post partum dell'endometrio (attualmente scomparsa)
Febbre reumatica acuta* (danno non suppurativo) Cardiopatia reumatica
Glomerulonefrite da streptococco (lesione non suppurativa) -
Infiammazione e necrosi dei tessuti sottocutanei Fascite necrotizzante e shock tossico**
Infezioni cutanee: erisipela, impetigine, altre piodermiti Batteriemia e complicanze suppurative metastiche

* La febbre reumatica è una patologia che colpisce le articolazioni, i reni e le valvole cardiache, conseguenza di un'infezione da streptococco NON accuratamente trattata. Paradossalmente, questa patologia non è causata direttamente dal batterio, piuttosto dagli anticorpi sviluppati dal sistema immunitario per combattere l'infezione. Si parla, in questo caso, di cross reattività tra i componenti della proteina M del batterio e gli auto-antigeni localizzati nella membrana sarcolemmatica (membrana delle fibre del tessuto muscolare striato) → il danno tessutale è indotto da una serie di meccanismi autoimmuni.


** Alcune complicanze sono diretta espressione della produzione di tossine dette "eritrogeniche", prodotte esclusivamente da Streptococchi di gruppo A. Tali tossine, codificate da particolari batteriofagi o da plasmidi, si comportano da superantigene e creano danno. Le tossine sintetizzate da S. pyogenes possono ad esempio scatenare shock tossico.

Diagnosi

Le infezioni da streptococco beta emolitico di gruppo A possono essere diagnosticate tramite il cosiddetto Rapid Strep test (Streptex) o con l'analisi colturale. Il metodo Streptex consiste nella ricerca di antigeni mediante anticorpi monoclonali, mentre l'analisi colturale prevede la semina su agar sangue.


Lo streptococco viene ricercato in campioni prelevati dall'essudato faringeo o dalla cute; per essere isolato, il patogeno viene seminato in piastre agar sangue. Durante l'analisi, è possibile valutare anche la sensibilità del patogeno alla bacitracina: lo S. pyogenes è infatti più sensibile a questa sostanza rispetto agli altri streptococchi.

Per un miglior accertamento dell'infezione da streptococco, è possibile ricercare gli anticorpi antistreptolisina: tutti gli streptococchi piogene sintetizzano infatti questa tossina.

Terapia

Gli streptococchi beta emolitici di gruppo A in generale, e gli S. pyogenes in particolare, sono sensibili ad alcuni antibiotici, soprattutto alle penicilline. Nel caso il paziente fosse allergico, è consigliata una terapia con eritromicina e cefalosporina, da proseguire per almeno 10 giorni, al fine di evitare la comparsa tardiva di lesioni non suppurative. Anche i sulfamidici possono essere utilizzati in terapia per la cura delle infezioni da S. pyogenes. Le tetracicline non sono invece indicate, dato che gli streptococchi possono sviluppare resistenza anche contro questi antibiotici.
Quando lo streptococco beta emolitico infetta la cute, è necessario il drenaggio e l'accurata igiene della ferita.
Attualmente, non esistono vaccini che assicurino l'immunità dalle infezioni sostenute dagli streptococchi beta emolitici. La formulazione di un vaccino simile è ostacolata dall'elevato numero di sierotipi identificati, dalle possibili reazioni immunologiche crociate con i tessuti umani e dalle difficoltà di isolamento dello streptococco beta emolitico.


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