Spondilite Anchilosante

Definizione

La spondilite anchilosante è una patologia reumatica notevolmente invalidante, il cui target è la colonna vertebrale ed il sistema muscolo scheletrico in genere: la spondilite è una malattia sistemica, cronica ed autoimmune che, nei casi più gravi, provoca una vera e propria fusione delle articolazioni.
La spondilite anchilosante s'inserisce tra le spondiloartriti e, dopo l'artrite reumatoide, rappresenta la malattia degenerativa più frequente e più grave.
La spondilite anchilosante è una malattia subdola: nello stadio iniziale, il dolore interessa solamente la colonna vertebrale, per poi colpire le estremità inferiori, le ginocchia e le spalle. Nei casi più gravi, la patologia potrebbe provocare invalidità totale al paziente.

Analisi del termine

Spondilite anchilosanteIl termine “spondilite” deriva dal greco spondylos (letteralmente significa “vertebra”), mentre il suffisso –ite (infiammazione) preannuncia la fortissima flogosi alle vertebre ed il dolore atroce a livello delle articolazioni della colonna vertebrale.

Incidenza

La spondilite anchilosante è una malattia prevalentemente maschile: le stime registrano, infatti, un'incidenza della patologia 3 volte maggiore nel "sesso forte" rispetto alle donne. Generalmente, la spondilite anchilosante colpisce i bambini dopo i 10 anni ed i soggetti adulti di età compresa tra i 20 ed i 40 anni; esiste comunque una forma tardiva che colpisce i cinquantenni ed i sessantenni.
In genere, la spondilite anchilosante femminile presenta un decorso meno severo rispetto a quello della controparte maschile.

Cause

La spondilite anchilosante è un disordine genetico, dunque sono stati individuati alcuni geni responsabili della manifestazione patologica: nel 90% dei malati di razza caucasica è stata riscontrata la presenza del gene HLA-B27, mentre sembra che nei soggetti di razza nera affetti da spondilite il gene HLA-B7  sia il maggior responsabile. Inoltre, le statistiche riportano dati sconcertanti: sembra che il 20% delle persone sane con HLA-B27 sia fortemente a rischio di spondilite anchilosante.
Solo recentemente, sono stati scoperti altri due geni implicati nella malattia: ARTS1 e IL23R.
Come abbiamo visto, la predisposizione genetica risulta un fattore assolutamente indispensabile per la manifestazione della spondilite: ad ogni modo, ciò non toglie che alcuni fattori ambientali possano giocare un ruolo rilevante nel suo esordio.

Sintomi

La flogosi a livello articolare è provocata da un'infiltrazione di macrofagi e di elementi del sistema immunitario a livello delle cartilagini: quando l'infiammazione non viene curata tempestivamente, queste sostanze sono le responsabili del “blocco osseo”, dovuto principalmente alla cicatrizzazione ed al successivo irrigidimento articolare.
Negli stadi iniziali, la spondilite potrebbe essere scambiata per un semplice mal di schiena (lombalgia), facilmente reversibile con sport e riposo: in questa fase, in genere, seppur fastidioso, il dolore non è acuto. Proprio a causa di questo “leggero” mal di schiena iniziale ed alla “presunta” reversibilità del dolore, la spondilite anchilosante viene spesso diagnosticata tardivamente, quando ormai è troppo tardi.
Con l'inesorabile evoluzione della malattia, il dolore lombare diviene più acuto e più esteso; il danno si estende in più punti della colonna vertebrale, riportando modificazioni strutturali del rachide. Il paziente malato non è in grado di muoversi correttamente, non riesce a flettersi, né a torcersi, né tantomeno ad estendersi. In caso di spondilite anchilosante, i comuni movimenti sono negati: il semplice gesto di cogliere un oggetto caduto a terra risulta un tentativo pressoché impossibile.
Nell'evoluzione patologica della spondilite, si nota anche un evidente coinvolgimento cervicale nel paziente affetto: il soggetto presenta uno sguardo  laterale, con incapacità di flessione e torsione del collo.
Nei casi molto gravi, la malattia provoca difetti respiratori: sono stati registrati alcuni singolari casi di insufficienza respiratoria (evento patologico raro) causata da spondilite anchilosante.
In altri pazienti affetti da spondilite anchilosante, sono state diagnosticate altre patologie: morbo di Crohn, irite acuta, uveite anteriore, colite ulcerosa talvolta associate a febbricola ed anemia. Rare le concomitanti patologie cardiovascolari.

Diagnosi e terapie

Vedi anche: Spondilite anchilosante - Farmaci per la cura della Spondilite anchilosante


L'indagine delle articolazioni interessate dalla malattia, l'intensità del dolore e la ricerca del gene HLA-B27 rappresentano le tre misure diagnostiche più utilizzate. Inoltre, in un paziente affetto, si devono tener conto anche altri fattori: postura del soggetto e grado di calcificazione ossea.
Nello stadio più avanzato della patologia, il danno è irreversibile e non esiste terapia alcuna che garantisca un miglioramento. Il problema più grave, come già accennato, è rappresentato dalla diagnosi tardiva, poiché il mancato intervento tempestivo rende assai difficile la guarigione del paziente. A tal proposito, è consigliabile la visita medica già dal primo mal di schiena, apparentemente innocuo: la “semplice” lombalgia in questione non dovrebbe mai essere sottovalutata, né intesa come una semplice e transitoria forma benigna, poiché potrebbe essere una spia di malattie ben più gravi.
Quando la spondilite anchilosante viene diagnosticata per tempo, il medico dovrebbe consigliare l'esercizio fisico ed alcuni massaggi fisioterapici mirati, in concomitanza con l'assunzione di FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei). Per le forme patologiche di maggior entità, in genere sono prescritti farmaci antireumatici o corticosteroidi.

Spondilite anchilosante e dieta

Alcuni Autori azzardano un approccio innovativo atto a redimere l'infiammazione articolare: sembra che una dieta ricca di omega 3 possa, in qualche modo, modulare la manifestazione flogistica della spondilite. Recenti studi hanno dimostrato come gli omega 3 riescano e diminuire infiammazione, dolore e rigidità posturale: ovviamente, il regime alimentare “arricchito” di omega 3 non può sostituire la cura farmacologica, ma potrebbe essere un valido aiuto per la diminuzione dei sintomi correlati.
Ad ogni modo, è bene ricordare come un valido approccio nutrizionale sia utile al paziente (anche e soprattutto) per convivere con la spondilite anchilosante, senza mai tralasciare l'assunzione farmacologica.

Riassunto

Per fissare i concetti

 

Malattia

Spondilite anchilosante

Descrizione

La spondilite anchilosante è una malattia sistemica, cronica ed autoimmune, una patologia reumatica notevolmente invalidante il cui target è rappresentato da colonna vertebrale e sistema muscolo scheletrico

Etimologia del termine

“Spondilite” deriva dal greco spondylos (letteralmente, “vertebra”), il suffisso –ite  indica l'infiammazione a livello delle vertebre

Incidenza della spondilite

Malattia prevalentemente maschile (incidenza 3 volte maggiore negli uomini rispetto alle donne): bambini di 10 anni, uomini tra i 20 e i 40 anni

Forma tardiva della spondilite anchilosante

Colpisce cinquantenni e sessantenni

Fattori causali

La spondilite anchilosante è un disordine genetico. Sono implicati più geni:

  • gene HLA-B27 (razza caucasica)
  • gene HLA-B7  (razza nera)

Altri due geni implicati nella malattia: ARTS1 e IL23R

Sintomatologia della spondilite anchilosante
  • "blocco osseo" dovuto a cicatrizzazione ed irrigidimento articolare
  • lombalgia lieve e reversibile (stadio iniziale)
  • dolore lombare più acuto e più esteso (progressione della malattia)
  • estensione del danno in più punti della colonna vertebrale
  • modificazioni strutturali del rachide
  • incapacità di movimento (torsione, flessione, distensione)
  • coinvolgimento cervicale
  • difetti respiratori (insufficienza respiratoria)
  • morbo di Crohn, irite acuta, uveite anteriore, colite ulcerosa talvolta associate a febbricola ed anemia
Diagnosticare la spondilite anchilosante
  • Indagine delle articolazioni interessate dalla malattia
  • Valutazione dell'intensità del dolore
  • Ricerca del gene HLA-B27
  • Analisi della postura del soggetto e del grado di calcificazione ossea
Terapie per migliorare/guarire la spondilite

Sport, esercizio fisico, massaggi fisioterapici mirati, FANS, farmaci antireumatici, corticosteroidi, dieta ricca di omega 3