Numerosi sono i sinonimi attribuiti al rafano, utilizzati comunemente nella lingua parlata, così come molteplici sono i nomi scientifici ascrittigli: il rafano viene volgarmente chiamato cren o barbaforte, ed in botanica è catalogato come Armoracia rusticana, Cochlearia armoracia, Raphanus magna, Radicula armoracia e Nasturtium amoracia.
Il rafano è coltivato per le radici fittonanti, utilizzate nella preparazione della nota salsa cren, ottenuta semplicemente grattugiando la radice, con l'aggiunta di aceto e pangrattato: si tratta di una salsa acre, non apprezzata da tutti proprio per il sapore particolarmente forte, acre ed acidulo.
Il rafano è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere, la stessa dei ravanelli, della senape e del cavolo): data la sua rigogliosità, il rafano viene talvolta considerato addirittura una pianta infestante. Le foglie sono molto grandi, ruvide, allungate, dal colore verde scuro o brillante, in grado d'innalzarsi sino ad un metro d'altezza; i fiori, piccoli e bianchi, sono raggruppati in racemi e si distinguono per la particolare disposizione a croce dei petali.
Abbiamo visto che il rafano viene ampliamente coltivato per la radice: si tratta di una radice fittonante, dal colore biancastro-giallo, polposa ed allungata.
Il rafano presenta un sapore acre, pungente, paragonabile a quello della senape; le radici vengono raccolte a fine estate-inizio autunno.
Il rafano predilige terreni fertili, con un alto grado di umidità, e viene preferibilmente coltivato in ambienti poco ombreggiati.
Si ritiene che il rafano abbia avuto origine nella Penisola Balcanica ma, più in generale, il rafano è oriundo dell'Europa centro-meridionale.
Come accennato, il rafano è sfruttato ad uso alimentare per preparare salse acidule e pungenti: alcuni definiscono il rafano come una sorta di wasabi, ma estremamente meno piccante. Il sapore, infatti, seppur acre, non risulta piccante o, per meglio dire, la radice è dolce ma fortemente balsamica ed aromatica: in dosi eccessive può indurre lacrimazione.
In genere, la salsa cren è preparata con la radice di rafano grattugiata, a cui viene aggiunto aceto e pane grattato; tuttavia, esistono molte varianti di salsa cren.
Nonostante in Italia il rafano sia apprezzato nelle regioni del Nord, in Basilicata si prepara una variante interessante di questa salsa: il cren grattugiato viene mescolato a uova, prezzemolo, pepe nero e formaggi forti (es. pecorino), per preparare gustose frittate. In altre regioni, invece, il rafano viene grattugiato direttamente nel piatto e mescolato a formaggio.
La salsa cren è magistralmente adatta per accompagnare bolliti, pesce affumicato, uova e formaggi: per chi ama i sapori forti e decisi, il cren si adatta perfettamente ad insaporire tutti i piatti.
Ogni regione è caratterizzata per le proprie pietanze tipiche: in Basilicata, per fare un esempio, del rafano non si utilizza solamente la radice, ma anche le foglie, che si prestano eccellentemente per cucinare minestre e zuppe di verza.
La radice di rafano è ricca di composti glucosinati (es. glucoclearina, singroside, gluconasturtiina): attraverso l'idrolisi di questi composti, si ottengono ulteriori sostanze quali isotiocianati ed isocianati. [tratto da Dizionario ragionato di erboristeria e di fitoterapia, di A. Bruni] da ricordare anche la modesta quantità di cumarine, fenoli e resine.
Inoltre, nel rafano si ritrovano anche considerevoli quantità di vitamina B1 e C, oltre ad una modesta quantità di olio essenziale (variabile dallo 0,5 all'1%). Si stima che 100 g di rafano apportino circa 48 Kcal.
Nonostante sia noto per i suoi impieghi in ambito culinario, è doveroso puntualizzare che il rafano, proprio per la particolare composizione chimica, viene ampliamente sfruttato come rimedio terapico naturale.
Il rafano trova impiego nel trattamento contro reumatismi, bronchiti e difficoltà respiratorie in genere. Inoltre, sembra che il rafano sia adatto per stimolare la diuresi, trattare infezioni a carico delle vie urinarie e favorire la digestione.
Sconsigliato tuttavia per chi soffre di problemi gastrici, disturbi renali, bruciore di stomaco e ulcera. Le donne in gravidanza dovrebbero astenersi dal consumo del rafano.
Nell'ambito della medicina popolare, il rafano trova impiego anche per uso topico: a tal proposito, viene sfruttato contro alopecia (essendo caratterizzato da sostanze rubefacenti) e dermatosi dell'herpes.
Rafano: per fissare i concetti...
| Rafano | Sinonimi nella lingua parlata: cren, barbaforte Nomi botanici: Armoracia rusticana, Cochlearia armoracia, Raphanus magna, Radicula armoracia e Nasturtium amoracia |
| Rafano: importanza commerciale | Viene coltivato per la radice |
| Rafano: origine | Si ritiene che il rafano abbia avuto origine nella Penisola Balcanica ma, più in generale, il rafano è oriundo dell'Europa centro-meridionale |
| Rafano: descrizione botanica | Famiglia: Brassicaceae Descrizione: pianta molto rigogliosa, quasi infestante Foglie: molto grandi, ruvide, allungate dal colore verde scuro o brillante Fiori: piccoli, bianchi, raggruppati in racemi Petali: particolare disposizione a croce Radice: fittonante, polposa ed allungata Colore radice: bianco-giallastro Terreno: fertile, con alto grado di umidità |
| Rafano: salsa cren e varianti | Salsa cren classica: rafano grattugiato, aceto, pangrattato Salsa cren della Basilicata: cren grattugiato mescolato a uova, prezzemolo, pepe nero e formaggi forti (es. pecorino) Altra variante della salsa: il rafano viene grattugiato direttamente nel piatto e mescolato a formaggio |
| Rafano: salsa cren e caratteristiche | Sapore: leggermente piccante, ma dolce, intenso e balsamico Ottima per accompagnare carni, uova, pesci affumicati, formaggi, bolliti |
| Rafano: componenti chimici |
|
| Rafano: impieghi terapeutici | Rimedio terapico naturale:
|
Articoli Correlati
FRUTTA SECCA: ma da quel poco che so io quando ero piccolo, sopratt sotto il periodo di natale, chE arachidi, noci, noccioline, ecc si mangiano spesso, mia nonna mi diceva sempre di mangiarne poche perchè se no nn andavo piu in bagno e in piu fanno venire l'appendicite. ahahha pero prendila con le pinze sta cosa,...
Dietista, Personal Trainer: DR.Riccardo BorgacciDefinizione:cosa mangio?: Salve, non è così semplice... le do' un paio di link per informarsi in maniera sufficientemente esaustiva ed alla fine dei quali potrà ripostare la domanda in maniera meno generica: http://www.my-personaltrainer.it/allenamento-definizione.html http://riccardoborgacci.com/?p=1039 Dott. Riccardo Borgacci...
![]() |
Ferro ed Endurance |
| Nella lezione di oggi Vi parlerò dell'elemento ferro e della sua importanza negli sports agonistici di endurance (ciclismo, maratona ecc.) e - perché no? - nelle attività fisiche amatoriali cardio fitness |
Dal blog
Varicocele, Deficit di Testsosterone, Sessualità
Ultimi articoli
Cortisolo: come controllarne la produzione