Poliomielite

Cos'è la poliomielite?

Comunissima nell'età pediatrica, la poliomielite delinea una patologia virale acuta ed estremamente contagiosa, il cui target è costituito dai nervi: considerata la delicatezza del sistema nervoso, ben si comprende la gravità della poliomielite, la cui degenerazione può indurre la parziale o la totale paralisi, oltre a portare danni neurologici irreversibili al malcapitato. Virus della PoliomieliteSebbene la poliomielite possa considerarsi pressoché debellata nelle aree sviluppare del globo, nei Paesi poveri non si può certo dire lo stesso: in Afghanistan, in Nigeria, in Pakistan e in India, la poliomielite, purtroppo, è tuttora una minaccia reale. Proprio com'è accaduto per il vaiolo, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sta attuando meritevoli piani di eradicazione della poliomielite, attraverso la vaccinazione di massa.
La vaccinazione è il mezzo più efficace in assoluto per prevenire la poliomielite: gli adulti che si recano in zone povere o in paesi in via di sviluppo dovrebbero sottoporsi ad un'ulteriore vaccinazione, per assicurarsi l'immunità permanente.

Cause

La poliomielite è causata dal poliovirus, microorganismo patogeno appartenente al genere degli enterovirus e alla famiglia dei picornavirus: l'agente infettante viene trasmesso esclusivamente tra gli essere umani, soprattutto per via oro-fecale, tramite l'ingestione di alimenti o bevande precedentemente contaminati.
Ma l'assunzione di cibo od acqua infetti non è l'unica possibilità di contrazione del poliovirus: difatti, si osserva che una modesta percentuale di pazienti contrae la poliomielite per contatto con muco, saliva o catarro infetto.
Il virus, una volta entrato nell'organismo, si replica per 14-21 giorni (tempo di incubazione), mentre viene escreto con le feci per 2-3 settimane e con la saliva per alcuni giorni.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Poliomielite


Malgrado l'estrema pericolosità della poliomielite, si osserva che ben il 95% dei pazienti affetti non osserva sintomi apprezzabili; se presenti, questi malati lamentano sintomi simil-influenzali e altri segni che accomunano moltissime infezioni.
Dalle statistiche mediche sembra che 1 paziente ogni 200 malati di poliomielite riporti lesioni neuronali estremamente gravi, compresa la paralisi permanente ed irreversibile, e la morte (la variante più severa della malattia). Ma vediamo più approfonditamente le due forme poliomielitiche:

  1. La poliomielite lieve, cosiddetta minore o abortiva, può decorrere in modo completamente asintomatico o provocare prodromi lievi, quali affaticamento, diarrea, nausea e vomito, dolore al collo, febbre/febbricola, irritabilità, mal di gola, mal di testa, meningite, problemi di natura gastrointestinale, spasmi muscolari, rigidità al collo e agli arti.
  2. La poliomielite grave, altrimenti nota come paralitica o maggiore, interessa fortunatamente solo una minima parte dei pazienti poliomielitici. Questa variante dell'infezione, si manifesta inizialmente con una sintomatologia confondibile con una normale influenza; tuttavia, dopo circa una o due settimane, i sintomi peggiorano, e il paziente lamenta perdita di riflessi, dolori muscolari importanti, incapacità di deambulazione, perdita temporanea della sensibilità cutanea, spasmi muscolari e paralisi flaccida (spesso improvvisa, gli arti perdono tono muscolare e diventano flaccidi). La poliomielite maggiore coinvolge più comunemente gli arti inferiori, anche se spesso l'addome, il torace, il collo e la gola risultano compromessi. Quando il poliovirus giunge a livello dei nervi del midollo spinale, che controllano i muscoli toracici, il rischio d'insufficienza respiratoria aumenta esponenzialmente.

Sindrome post-polio

Complicazioni della PoliomieliteCon il termine "sindrome post polio" s'intende quell'insieme di segni e sintomi che affliggono alcuni soggetti per molti anni dopo la guarigione dalla poliomielite. I sintomi, spesso altamente invalidanti, possono accompagnare il paziente per 25 o 35 anni dopo la (presunta) guarigione dalla poliomielite; tra i più ricorrenti, non possiamo dimenticare: affaticamento generale, apnee notturne, atrofia muscolare, debolezza articolare, difficoltà dell'addormentamento, difficoltà respiratorie e deglutitorie, scarsa tolleranza al freddo.

Diagnosi

Un medico esperto riconosce un malato di poliomielite dai sintomi, in particolare testando la rigidità del collo, il dolore anomalo alla schiena, le difficoltà respiratorie e deglutitorie, e l'anomalia dei riflessi. Per la conferma diagnostica, è necessario il prelievo di un campione biologico, dunque l'analisi dell'espettorato o del liquido cerebro-spinale. Anche un campione di feci può essere un'indagine diagnostica possibile per il rilevamento del poliovirus.

Cura

Per approfondire: Farmaci per la cura della Poliomielite


Ad oggi, non è stato ancora individuato un farmaco in grado di uccidere completamente il poliovirus: il trattamento è volto ad alleggerire i sintomi, al fine di migliorare, quanto possibile, le condizioni di vita del paziente affetto. I pazienti colpiti dalla forma lieve di poliomielite (o poliomielite minore, la variante non paralitica) dovrebbero rimanere a letto ed assumere farmaci per il controllo della febbre e dei sintomi simil-influenzali.
Discorso più delicato e complesso dev'essere affrontato per la cura della forma paralitica della poliomielite: anzitutto, la terapia fisica minimizza il danno muscolare e rallenta la progressione della paralisi. Quando la poliomielite intacca i muscoli della respirazione, il paziente necessita di un aiuto meccanico, consistente nell'inserimento di un tubo direttamente in trachea (tracheostomia) collegato ad un ventilatore che permetta il passaggio di aria nei polmoni. Spesso i poliomielitici gravi lamentano problemi urinari: difatti, il poliovirus, giunto a livello renale, può ostacolare lo svuotamento completo della vescica, aumentando, di riflesso, il rischio di contrarre infezioni urinarie. Per ovviare a questo problema, si consiglia l'utilizzo di cateteri.

Prevenzione

I vaccini sono indispensabili per assicurare all'organismo uno scudo contro gli attacchi della poliomielite. Per la vaccinoprofilassi, si raccomanda di somministrare il vaccino inattivato, contenente i ceppi 1, 2 e 3 del poliovirus umano (es. Infanrix hexa, infanrix penta, Poliovax-in imsc 1 f 1 ml, Imovax polio 1sir. 0,5ml). In genere, un unico ciclo terapico è sufficiente per conferire l'immunità a vita; ciò nonostante, si raccomanda un ulteriore vaccinazione per tutti quei soggetti che si recano in paesi poveri, dove le scarse condizioni igieniche predispongono al rischio di contrarre la poliomielite.



Ultima modifica dell'articolo: 08/11/2016