Pitiriasi Rosea di Gibert: Diagnosi e Terapie

Pitiriasi rosea di Gibert

La pitiriasi rosea di Gibert è una nota dermatosi benigna piuttosto frequente, a risoluzione generalmente spontanea e di presunta natura infettiva; si tratta di una condizione morbosa eruttiva di tipo acuto, la cui eziologia, come già ampliamente discusso nella trattazione precedente, risulta tuttora incerta.

Nella maggior parte dei soggetti affetti, la diagnosi si rivela pressoché semplice e consta del semplice esame obiettivo. Ad ogni modo, in alcuni casi, il semplice esame obiettivo potrebbe risultare più complicato, di conseguenza è necessaria la diagnosi differenziale; a tal proposito, è doverosa un'attenta classificazione delle varie forme di pitiriasi rosea di Gibert. PitiriasiSolo dopo aver individuato il tipo di pitiriasi rosea che affligge il paziente, è possibile redigere un'attenta diagnosi, quindi indirizzare il soggetto verso la terapia più adatta.

Diagnosi differenziale

È necessaria la differenziazione diagnostica della pitiriasi rosea: questa non dev'essere confusa con Pityriasis versicolor, pitiriasi lichenoide cronica, lichen planus, psoriasi guttata, tassidermie (dermatiti allergiche iatrogene), Tinea Corporis (micosi delle pelle), dermatite seborroica e sifilide secondaria.
Quando la - presunta - pitiriasi rosea di Gibert interessa anche la pianta dei piedi ed il palmo delle mani, è indispensabile un esame sierologico approfondito per escludere la sifilide (es. VDRL quantitativa) e, quando necessaria, l'indagine microscopica per l'isolamento dei miceti. La diagnosi dev'essere ancor più scrupolosa quando la chiazza madre non s'identifica: molto spesso, in simili frangenti, la diagnosi di pitiriasi rosea di Gibert può risultare erronea, poiché la macchia madre tende a presentarsi quasi sempre nelle forme classiche di pitiriasi. Ad ogni modo, le eccezioni non mancano, poiché talvolta nei pazienti la macchia madre potrebbe essere assente oppure, in altri, essere presente in più copie.

Classificazione

Tra le forme atipiche della pitiriasi di Gibert, chiaramente più rare rispetto alla forma classica della dermatosi, si ricordano:

  • Pitiriasi rosea gigante: dermatosi che colpisce il cuoio capelluto, i genitali, la mucosa orale e le unghie (tipico aspetto a ditale da cucito). Il quadro sintomatologico è pressoché lo stesso della pitiriasi rosea di Gibert.
  • Pitiriasi rosea invertita o inversa: pur essendo una dermatosi inconsueta, è tipica delle persone con pelle scura-olivastra. Le macule si diffondono in aree anatomiche insolite quali, ad esempio, arti inferiori e superiori, e volto; le zone tipiche della pitiriasi (tronco, in particolare) rimangono indenni.
  • Pitiriasi rosea circinata e marginata di Vidal: questa forma atipica di dermatosi tende a perdurare per alcuni mesi, malgrado i trattamenti mirati alla sua guarigione. Generalmente, le macchie rosee sono isolate le une dalle altre, ma le dimensioni risultano più ampie.
  • Pitiriasi rosea vescicolare: dermatosi pitiriasica molto frequente tra la razza nera, in particolare tra i giovani ed i giovanissimi.
  • Pitiriasi rosea urticata: come preannuncia il termine stesso, tale forma di pitiriasi è accompagnata anche da orticaria.

Tra le altre forme meno conosciute e più infrequenti si ricordano anche la pitiriasi purpurico- emorragica, la pitiriasi lichenoide e la pitiriasi pustolosa.
Quando l'ipotetica pitiriasi rosea di Gibert non si risolve entro le 10 settimane è necessario un ulteriore controllo medico allo scopo di escludere la parapsoriasi a placche, talvolta precorritrice di linfoma cutaneo.

Terapie

Come già analizzato, quando si tratta della forma classica di pitiriasi rosea di Gibert, non sono necessarie terapie mirate, poiché la dermatosi tende a regredire spontaneamente in circa 4-5 settimane dall'esordio. Quando alla dermatosi pitiriasica si associa anche una forma feroce di prurito, il medico, generalmente, prescrive la somministrazione di antistaminici per os. Le terapie cortisoniche per via sistemica sono sconsigliate poiché potrebbero aggravare la condizione preesistente, acutizzando il danno.
Tuttavia, l'applicazione topica di pomate a base di cortisone (di lieve – media intensità) può alleggerire il prurito ed eventualmente l'eritema creatosi. Talvolta, l'impiego di creme a base di mentolo placa la sensazione di calore locale; quando il prurito è incessante e il soggetto affetto da pitiriasi rosea continua a graffiarsi la zona colpita, è consigliabile l'applicazione di creme contenenti anestetici locali (es. pramoxina).
Utili anche le creme e le pomate ad azione emolliente, pratico aiuto contro la pelle secca generata dalla dermatosi; è consigliata anche l'applicazione di detergenti a pH leggermente acido e molto idratanti, poiché la cute lesa risulta particolarmente sensibile e delicata.
È sconsigliata l'esposizione al sole ed alle lampade artificiali UVB in caso di pitiriasi rosea di Gibert, poiché tale abitudine potrebbe esacerbare la dermatosi.

Curiosità

Curiosità: caratteristiche della pitiriasi rosea di Gibert

Donne in gravidanza

Lattanti/infanti

Soggetti con pelle scura-olivastra

La probabilità d'insorgenza della pitiriasi rosea nelle donne in gravidanza è lievemente più alta rispetto alle altre donne.
Quando si tratta di pitiriasi rosea di Gibert, non si verificano danni al feto: ad ogni modo, è necessario escludere l'assenza di sifilide secondaria (i cui sintomi potrebbero essere confusi con la pitiriasi), assai più pericolosa per il nascituro.

La pitiriasi rosea di Gibert nei lattanti e negli infanti tende ad essere più aggressiva ed a degenerare in orticaria

Dopo aver curato la pitiriasi rosea in soggetti con carnagione scura, è molto probabile la comparsa di macule ipocromiche (macchie bianche sulla pelle o chiare) o ipercromiche (chiazze scure). Il fenomeno risulta transitorio nella maggior parte dei casi.


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