Il termine scientifico “parafilia” (dal greco παρά - oltre - φιλία - amore) definisce l'insieme dei comportamenti sessuali che non hanno nulla a che vedere con l'atto canonico sessuale della riproduzione: le persone malate di parafilia che si sottopongono a psicoterapie per curare tale disturbo, usano espressioni come “fantasie”, “impulsi ”, “perversioni” o “deviazioni sessuali”, terminologia che dà un'idea immediata sulla gravità e sull'anormalità del disturbo.
I malati di parafilia sono soggetti che dipendono da un impulso sessuale difficilmente accettato dalle persone “sane”; il fatto sconcertante è che la parafilia, spesse volte, non è tollerata nemmeno dalla persona stessa in cui si manifesta.
La parafilia è una malattia quasi esclusivamente maschile, ma anche alcune donne hanno manifestato i medesimi sintomi.
I soggetti malati di parafilia estrema potrebbero essere chiamati in causa anche dalla Giustizia: come vedremo successivamente, le parafilie sono spesso correlate ad altri disturbi di natura psico-sessuale, che possono arrecare danno anche ad altre persone (la pedofilia è l'esempio più evidente).
Fattori come il piacere, l'appagamento sessuale e l'eccitamento, portati all'estremo, si riscontrano in tutti i soggetti affetti da parafilia, nonostante ognuno manifesti la malattia in modalità personali, soggettive, senza seguire schemi precisi. Nei casi più gravi di parafilia, il piacere sessuale sembra essere l'unica ragione per cui valga la pena di vivere.
Gli uomini parafiliaci (ed alcune donne affette) utilizzano anche oggetti per soddisfare l'appagamento sessuale, anche in situazioni che si mostrano pericolose per sé e per gli altri.
La parafilia può manifestarsi anche in altre forme: in alcuni casi, i soggetti affetti da parafilia presentano disturbi di tipo ossessivo-compulsivo associati a perdita del controllo e/o depressione, indipendentemente dall'eccitazione/desiderio sessuale.
La parafilia non è un disturbo che si manifesta in modo univoco: i parafiliaci adorano portare all'estremo ogni possibile situazione legata al sesso, per provare nuove sensazioni. Data la natura multifattoriale della parafilia, il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders ha suddiviso la parafilia in otto comportamenti esagerati che frequentemente si manifestano nelle persone malate: feticismo (utilizzo di oggetti extra-sessuali), esibizionismo (esposizione degli attributi sessuali a persone non consenzienti), sadismo (eccitazione sessuale che consiste nel provare e/o provocare forme di dolore ad altre persone), frotteurismo (forma di parafilia che consiste nel “toccare” una persona in modo compulsivo), pedofilia (eccitazione sessuale verso adolescenti), scopofilia (necessità sessuale di osservare persone impegnate in attività sessuali), feticismo di travestimento (desiderio ed eccitazione nello sfoggiare abiti dell'altro sesso) e masochismo (forma di parafilia in cui l'eccitazione si raggiunge attraverso l'umiliazione o il dolore).
Enigmatica rimane l'omosessualità che, sino a poco tempo fa, era considerata una pratica parafiliaca; in seguito alle opposizioni pressanti da parte delle Associazioni Omosessuali, la tendenza all'amare soggetti dello stesso sesso è stata esclusa dall'elenco delle forme di parafilia.
Sigmund Freud definiva le perversioni “attività sessuali finalizzate su regioni del corpo non genitali”. Nei giorni Nostri, questa definizione è stata rivalutata, poiché se considerassimo ancora la “perversione” Freudiana, i comportamenti sessuali della stragrande maggioranza della popolazione mondiale dovrebbero essere considerati “malati”. Ma non è così: forse, una piccola parte, in ognuno di noi, ha una natura "perversa", nascosta che si manifesta in maniera più o meno accentuata in base alla persona, al carattere e all'ambiente. Non si può certo affermare che la naturale propensione alla perversione “fisiologica” sia collegata alla parafilia: solamente quando tali impulsi esplodono in maniera eccessiva, impropria, talvolta violenta, si può parlare correttamente di disturbo parafiliaco. Le forme ossessive compulsive che si protraggono per lunghi periodi (oltre 6 mesi), associate a fantasie estreme (realizzate) su persone ignare, possono ritrarre un quadro patologico, perciò considerarsi “parafilia”.
Come abbiamo visto, la parafilia è una malattia a tutti gli effetti, che origina nella mente della persona e che potrebbe creare serie conseguenze: a tal proposito, lo psicologo deve definire un corretto quadro diagnostico allo scopo di trovare la cura più adatta per far guarire il paziente dalla parafilia.
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