Orchite: sintomi e terapie

Definizione

Il processo infiammatorio a carico del testicolo, l'orchite per l'appunto, può presentarsi improvvisamente, con dolore acuto e lancinante, oppure può insorgere gradualmente. Nell'articolo introduttivo, l'orchite è stata descritta in modo generale, esaminando le cause scatenanti, i fattori di rischio e la classificazione. In questa breve disquisizione, l'argomento sarà ampliato e studiato attraverso l'analisi dei sintomi tipici dell'orchite: in conclusione, saranno riportate le possibili terapie attuabili e le speranze di guarigione.
Abbiamo visto che la malattia può avere un decorso acuto o cronico; in base a ciò, è palese che i sintomi differiscano in base alla tipologia di orchite.

Sintomi tipici dell'orchite

Per approfondire: Sintomi dell'orchite


Trattamento terapia orchiteQuando i sintomi dell'orchite si manifestano all'improvviso, con ogni probabilità è in corso un'infiammazione testicolare acuta: in simili frangenti, il paziente lamenta generalmente dolore, gonfiore al testicolo (o ad entrambi), tensione o fastidio nell'area compresa tra la coscia e l'addome, sangue nello sperma e nelle urine, e secrezioni uretrali, talvolta visibili a seguito della spremitura del glande.
Il soggetto affetto presenta anche una lieve alterazione della temperatura basale (febbricola) che, spesse volte, degenera in vera e propria febbre, tra l'altro quasi mai superiore ai 38°C.
Tra i sintomi caratteristici dell'orchite cronica, si ricordano: brividi, stranguria (emissione d'urina particolarmente lenta e dolorosa), sensazione costante di nausea, dolore testicolare d'intensità lieve o grave, tensione addominale, ingrossamento dei linfonodi inguinali e vistoso arrossamento scrotale. I sintomi dell'orchite possono ripercuotersi anche durante l'atto sessuale, provocando una tipica eiaculazione dolorosa.
È doveroso ricordare che un paziente affetto da orchite non presenta, in genere, tutti i sintomi appena elencati: di fatto, i disturbi possono essere più o meno gravi in base al soggetto e, ancora, i sintomi possono insorgere in diversi momenti della malattia.

Complicanze

Come tutte le malattie genitali, l'orchite non dev'essere sottovalutata poiché, quando trascurata o non curata, potrebbe aggravarsi e causare danni irreversibili. In particolare, quando il dolore al testicolo è percepito come lancinante ed insopportabile, il parere del medico risulta assolutamente necessario.
L'orchite può essere direttamente o indirettamente correlata alla torsione del testicolo, di conseguenza sarebbe imprudente non rivolgersi al medico. In simili frangenti, la malattia potrebbe infatti evolvere in senso negativo arrecando lesioni irreversibili al testicolo, tali da rendere imprescindibile l'asportazione chirurgica del testicolo malato.
È dimostrato che le orchiti croniche, e tutte le flogosi a decorso cronico del testicolo, compromettano la spermatogenesi, generando alterazioni nella quantità, nella qualità e nella morfologia degli spermatozoi; ancora, le forme croniche - soprattutto conseguenti a parotite - possono causare atrofia testicolare ed inibire la produzione di spermatozoi. È bene ricordare che l'atrofia testicolare è spesso causa di sterilità, purtroppo, irreversibile.
Altra complicazione dell'orchite è la formazione di un ascesso dello scroto, il quale si riempie di pus.
Sono state formulate ipotesi, tra l'altro non ancora dimostrate, riguardanti la relazione tra orchite e alterazione dei parametri seminali: nei pazienti affetti, è ipotizzabile la produzione di anticorpi contro gli spermatozoi stessi, istigata da un danno a livello delle barriere emato-epidimarie ed emato-testicolari. Tale correlazione sembra ancor più credibile quando, in concomitanza dell'orchite, il paziente è affetto anche da epididimite [tratto da Andrologia clinica, di Wolf-Bernhard Schill, Frank H. Comhaire, Timothy B. Hargreave]

Diagnosi

La diagnosi dell'orchite è una tappa fondamentale, utile ad individuare il problema e soprattutto la causa che l'ha generato. In questo modo, è possibile optare per la terapia più adatta, conforme ai sintomi del paziente. In primis, è opportuno un attento esame clinico-anamnestico, utile ad individuare eventuali linfonodi inguinali e l'ingrossamento anomalo di uno od entrambi i testicoli. Anche lo studio ecografico risulta molto importante a fini diagnostici: infatti, l'ecografia genitale permette di individuare un ipotetico potenziamento del flusso sanguigno a livello testicolare e di diagnosticare una possibile torsione del testicolo.
Questi esami di accertamento permettono di evidenziare sia eventuali lesioni strutturali del didimo, sia potenziali o ipotizzati accumuli di trasudato trasparente attorno al testicolo (idrocele). In alcuni casi di orchite sospetta, il medico può richiedere esami clinici più approfonditi, quali l'emocoltura.
Tra le varie opzioni diagnostiche, il medico può consigliare un tampone uretrale, allo scopo di escludere o accertare possibili malattie veneree. In taluni soggetti particolarmente problematici sotto il profilo diagnostico, è consigliata una risonanza magnetica nucleare testicolare.
L'orchite non dev'essere confusa con l'epididimite: a tal proposito, è richiesta la diagnosi differenziale. La torsione del testicolo delinea la diagnosi differenziale più rilevante della forma acuta di orchite, mentre le forme croniche generalmente provocano disturbi relativamente più lievi.

Terapie

Per approfondire: Farmaci utili nella cura dell'Orchite


In generale, al paziente vengono somministrati antibiotici e cortisonici. Nello specifico, contro l'orchite batterica sono particolarmente indicati gli antibiotici, quali ciprofloxacina, azitromicina e ceftriaxone. Quando l'orchite è causata da malattie veneree, anche la partner dovrebbe sottoporsi alle cure mediche antibiotiche.
Per quanto riguarda l'orchite virale, sono consigliati antidolorifici ed antinfiammatori (es. naproxene). Il paziente, inoltre, deve riposare, rimanendo preferibilmente a letto; l'applicazione topica di ghiaccio a livello scrotale è utile per alleggerire il dolore ed attenuare il gonfiore.
Quando al malato viene diagnosticato anche un accumulo di pus (piocele) o comunque di liquido purulento nella sacca scrotale, è quasi sempre necessario intervenire chirurgicamente.

Prognosi

La prognosi è variabile: dipende, infatti, dalla gravità del disturbo e dal modo in cui il paziente risponde alle terapie. In alcuni casi, l'orchite può presentarsi in forma così severa da generare sterilità irreversibile, mentre in altri casi la sterilità potrebbe essere solamente un fenomeno temporaneo. Solitamente, l'orchite parotitica costituisce la forma più pericolosa in termini di sterilità: infatti, le speranze di riacquisire nuovamente la fertilità non sono altissime, soprattutto quando l'inizio della terapia si posticipa oltre il dovuto.

Prevenzione

Se la parotite rappresenta un serio fattore di rischio per l'orchite, è palese che la prima pratica preventiva sia il vaccino contro la parotite. Altra fondamentale misura profilattica consiste nell'evitare rapporti sessuali non protetti, potenzialmente pericolosi per la trasmissione delle malattie veneree.



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Ultima modifica dell'articolo: 03/10/2016