Onfalite - Infezione dell'Ombelico

Punti chiave

L'onfalite è un'infiammazione cronica dell'ombelico, dal quale fuoriesce un'abbondante secrezione purulenta e maleodorante.


Onfalite: cause
La CAUSA dell'onfalite risiede in infezioni polimicrobiche. I patogeni maggiormente coinvolti sono: Staphylococcus aureus, Streptococcus pyogenes, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Proteus mirabilis.


Onfalite: sintomi
I SINTOMI ricorrenti sono: secrezione maleodorante di pus dall'ombelico, eritema, edema, dolorabilità alla pressione e dolore circoscritto. I neonati affetti manifestano spesso febbre, ipotensione, tachicardia ed ittero. Tra le COMPLICANZE rare non vanno dimenticate sepsi, embolizzazione settica e morte.


Onfalite: farmaci
Il TRATTAMENTO d'elezione è costituito dalla somministrazione di antibiotici; eventualmente associare una terapia di supporto per far fronte ai sintomi secondari.



Onfalite: definizione

Detta anche granuloma o fungo ombelicale, l'onfalite è un'infiammazione cronica dell'ombelico (onfalo), dal quale fuoriesce materiale purulento, spesso maleodorante. OnfaliteLe onfaliti ricorrenti sono documentate soprattutto tra neonati e bambini; ciò nonostante, le infiammazioni ombelicali possono occasionalmente colpire anche gli adulti. L'onfalite è una condizione patologica piuttosto rara nei Paesi industrializzati; tuttavia, nelle aree meno sviluppate dove l'accesso ai farmaci non è garantito, l'onfalite rimane una comune causa di mortalità neonatale.
Dalle analisi statistiche mediche americane, si evince che l'onfalite si manifesta in 5 pazienti ogni 1.000 soggetti sani.
L'onfalite esordisce con sintomi molto simili a quelli della cellulite infettiva (arrossamento, dolore circoscritto, tumefazione), pertanto non è raro che le due affezioni vengano confuse.
La causa dell'onfalite risiede spesso in un'infezione batterica, pertanto la terapia antibiotica costituisce il trattamento d'elezione.

Cause

Si stima che il 70-75% delle onfaliti sia dovuto ad infezioni polimicrobiche. I patogeni maggiormente coinvolti nell'eziopatogenisi sono:

  • Staphylococcus aureus (Gram +)
  • Streptococco beta emolitico di gruppo A, come Streptococcus pyogenes (Gram +)
  • Escherichia coli (Gram -)
  • Klebsiella pneumoniae (Gram -)
  • Proteus mirabilis (Gram -)

L'onfalite è spesso frutto di un mix d'infezioni sostenute da batteri gram positivi e gram negativi: meno frequentemente, l'onfalite è causata da una sola specie di patogeni.
I pazienti più a rischio di onfalite sono i neonati (specie prematuri), i pazienti ospedalizzati sottoposti a procedure invasive, e gli immunocompromessi. Anche la sepsi e la polmonite costituiscono fattori predisponenti le onfaliti.


Nel neonato, la caduta del moncone ombelicale determina una piccola ferita granuleggiante: questa piaga costituisce una possibile porta d'ingresso per i batteri (onfalite).

Sintomi

SINTOMI COMUNI


Nella maggior parte dei casi, l'onfalite si rivela una banale infiammazione ombelicale, presto risolvibile con l'applicazione topica e/o la somministrazione parenterale di antibiotici specifici.
I sintomi più ricorrenti sono di seguito elencati:

  • Secrezione purulenta e maleodorante dall'ombelico (sempre presente)
  • Eritema periombelicale
  • Edema
  • Dolorabilità alla pressione
  • Dolore circoscritto/bruciore

Oltre ai sintomi appena elencati, i neonati prematuri affetti da onfalite manifestano spesso ipotensione, febbre, tachicardia, ittero e difficoltà ad alimentarsi.


COMPLICANZE (RARE)


Quando non adeguatamente curata, il quadro sintomatologico dell'onfalite può complicarsi: in tal caso, il paziente può osservare ecchimosi, petecchie, lesioni cutanee bollose ed aspetto a buccia d'arancia in prossimità dell'ombelico. I sintomi appena riportati sono predittori di complicanze, e suggeriscono il coinvolgimento di più patogeni nell'infezione.
In alcuni sporadici casi, il quadro clinico del paziente può precipitare: l'infezione ombelicale può diffondere fino a coinvolgere l'intera parete addominale. In simili frangenti, è pensabile l'evoluzione dell'onfalite in fascite necrotizzante, la sua complicanza più temibile.
Tra le altre complicazioni ricordiamo anche myonecrosis (o mionecrosi), sepsi, embolizzazione settica e morte. In caso di complicanze da onfalite, nel paziente affetto si osserva spesso la concomitanza di più sintomi:


Onfalite: epidemiologia


Dalle statistiche riportate nella rivista scientifica JOURNAL OF PEDIATRICS sono emersi interessanti risultati:

  1. L'incidenza complessiva dell'onfalite nei Paesi industrializzati varia dallo 0,2 allo 0,7%
  2. L'incidenza di onfalite è superiore allo 0,7% nei neonati pretermine rispetto quelli nati entro il termine stabilito
  3. Il tasso di mortalità tra tutti i neonati affetti da onfalite (compresi quelli che manifestano complicanze gravi) varia dal 7 al 15%
  4. La degenerazione dell'onfalite in fascite necrotizzante dà prognosi infausta nel 38-87%
  5. L'onfalite può colpire indistintamente maschi e femmine; ciò nonostante, si ritiene che i maschi siano più esposti al rischio di complicanze (inclusa la morte)

Diagnosi e terapie

La diagnosi di onfalite è clinica e consiste nell'osservazione medica del moncone ombelicale (nel neonato). L'accertamento diagnostico è ottenuto mediante le analisi del sangue e la biopsia di un campione.
In caso di sospetta onfalite, dev'essere posta una diagnosi differenziale con le fistole congenite ombelicali, anch'esse associate ad una secrezione purulenta dall'ombelico.
Il trattamento terapico per l'onfalite NON complicata è piuttosto semplice: il paziente viene sottoposto ad una terapia antibiotica specifica. Le penicilline si rivelano particolarmente indicate per il trattamento delle onfaliti lievi sostenute da Staphylococcus aureus, mentre gli aminoglicosidi costituiscono la terapia d'elezione per le infezioni da gram negativi. Per le infezioni invasive, specie da anaerobi, si consiglia di associare più antibiotici, tra cui il metronidazolo. Il trattamento antibiotico dell'onfalite nel neonato deve protrarsi all'incirca per 10-15 giorni, in base alla natura ed alla gravità dell'infezione.
L'onfalite complicata da fascite necrotizzante richiede un approccio terapico più aggressivo.
In caso di complicanze derivate dall'onfalite stessa (es. ipotensione o difficoltà respiratorie), è necessario provvedere ad una mirata terapia di supporto.

Prevenzione

Per la prevenzione delle onfaliti nel neonato, si consiglia di applicare direttamente sul moncone ombelicale sostanze antisettiche-antibiotiche a base di bacitracina o sulfadiazina d'argento. Alcuni autori disapprovano questa pratica preventiva, convinti che l'applicazione topica di sostanze antisettiche non possa del tutto prevenire l'onfalite.



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