Il morbo (o sindrome) di Kaposi inquadra una forma neoplastica maligna multifocale, non molto frequente, che coinvolge principalmente la cute, i visceri e le mucose. Il mordo di Kaposi ha origine vascolare e si presenta con tipiche eruzioni (papule e/o noduli) o macule dal colore viola-rossastro, spesse volte a carattere emorragico.
La malattia prende il nome dal dermatologo che, alla fine dell'Ottocento, la descrisse per la prima volta: Móric Kohn Kaposi.
Sino agli anni Ottanta del Novecento si riteneva che il morbo di Kaposi fosse una neoplasia assai rara che colpiva soprattutto gli anziani di razza africana ed i soggetti sottoposti a trapianto d'organo.
Proprio in quegli anni, però, questa sindrome cominciò a diffondersi più velocemente: alla luce di recenti studi, si arrivò alla conclusione che il boom di malati con sindrome di Kaposi subì un impennata a causa dell'epidemia del virus dell'HIV (non a caso, si stima che il morbo si manifesti nel 34% dei malati di AIDS).
Ancora, il morbo di Kaposi epidemico tende a creare danno negli adulti di 30-40 anni, soprattutto maschi (rapporto 3 maschi : 1 femmina); nonostante si ritenga che la sindrome si manifesti in particolar modo tra i maschi, sembra che nelle femmine la prognosi sia più spesso infausta.
Quando si considera che la forma endemica del morbo di Kaposi costituisce il 10% dei casi di cancro nei paesi Africani, la malattia non può certo essere definita rara.
In conclusione, dalle statistiche si evince che gli africani e gli uomini omosessuali affetti da AIDS rappresentano le due categorie maggiormente predisposte al morbo di Kaposi.
La sindrome, idealmente, potrebbe manifestarsi in ogni parte del corpo, poiché potrebbe colpire la cute, le mucose anali ed oro-nasali, ed i visceri (soprattutto stomaco, intestino, milza, rene, apparato genitale e polmonare). Tuttavia, la forma meno grave sembra essere limitata alla cute. Generalmente, il morbo di Kaposi cutaneo esordisce a livello degli arti inferiori, ma progressivamente potrebbe coprire l'intera superficie corporea: in simili frangenti, la pelle si copre di macule che sfumano dal blu, al viola ed al rosso, spesso associate a vere e proprie eruzioni cutanee quali papule, placche e noduli, spesso asintomatici. Le lesioni in rilievo presentano contorni precisi, regolari; appaiono angiomatose e distribuite a carta geografica. Con l'evoluzione della malattia, le lesioni si espandono, in termini di numero e di dimensioni; tendono ad ispessire e possono persino erodere e deformare le dita di mani o piedi, coinvolgendo progressivamente anche tendini e muscoli.
La sindrome di Kaposi può generare edema, sino a creare una vera e propria elefantiasi dell'arto.
Le forme più severe del morbo di Kaposi, interessano soprattutto i visceri del tratto gastrointestinale, oltre ai linfonodi: questa forma grave, generalmente, colpisce i pazienti immuno-depressi o affetti da AIDS. Non è raro che i malati di morbo di Kaposi siano colpiti anche da linfoma di Burkitt.
La malattia presenta un decorso cronico e, quando non curata, è spesso fatale.
Molto probabilmente, il fattore causale responsabile della patogenesi del morbo è un virus noto come HHV-8 (Herpes virus di tipo 8) o KSHV (acronimo anglosassone di Kaposi Sarcoma-associated Herpes Virus); nonostante non sia stata del tutto dimostrata la correlazione diretta con questo virus, i dati parlano chiaro: nel 95% dei malati con morbo di Kaposi è stata riscontrata la presenza dell' Herpes virus di tipo 8, perciò ritenuto un cofattore importantissimo non solo nella patogenesi della malattia, ma anche e soprattutto nella conservazione e nell'evoluzione della sindrome stessa.
Con ogni probabilità, il morbo di Kaposi è causato da una replicazione anomala delle cellule endoteliali, dette fusate; si tratta di una malattia multifocale che potrebbe metastatizzare, dunque è di competenza assolutamente oncologica [tratto da www.ildermatologorisponde.it/].
Sono stati individuati alcuni fattori di rischio per il morbo di Kaposi: depressione immunitaria cronica, liberazione di sostanze angio-proliferative, infezioni virali.
La complessità della sindrome di Kaposi è data anche dall'eterogeneità delle forme in cui si manifesta. Il morbo si distingue in:
Vedi anche: Sarcoma di Kaposi - Farmaci per la cura del sarcoma di Kaposi
La terapia è indispensabile non solo per la guarigione dal tumore, ma anche e soprattutto per la sopravvivenza del paziente: è doveroso puntualizzare che il morbo di Kaposi, quando non curato o trattato troppo tardi, è letale.
Il paziente dovrà sottoporsi ad una visita medica: lo specialista, dopo un attento esame diagnostico, generalmente indirizza il paziente affetto da un oncologo. Esistono quattro diversi trattamenti terapici:
È dovere dell'oncologo indirizzare il paziente affetto dal morbo di Kaposi verso l'opzione terapeutica più adeguata, in base alla gravità della condizione, all'età ed allo stato di salute dello stesso.
Morbo di Kaposi: in breve
Malattia |
Morbo di kaposi |
Descrizione |
Forma neoplastica maligna multifocale non molto frequente, che coinvolge principalmente la cute, i visceri e le mucose |
Incidenza del morbo di kaposi |
Malattia fino agli anni Ottanta:
Dopo gli anni Ottanta: boom della malattia
Attualmente: gli africani e gli uomini omosessuali affetti da AIDS rappresentano le due categorie più a rischio |
Evidenze cliniche del morbo di Kaposi |
Il morbo potrebbe idealmente manifestarsi in ogni parte del corpo: cute, mucose (anali ed oro-nasali), visceri (soprattutto stomaco, intestino, milza, rene, apparato genitale e polmonare)
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Decorso della malattia |
Decorso cronico |
Quadro eziologico |
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Classificazione del morbo di Kaposi |
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Possibili trattamenti contro il morbo di Kaposi |
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