Vaccino Anti-Meningococco

Premessa importante

In Italia, la vaccinazione contro il meningococco non è obbligatoria, nonostante sia consigliata per gli operatori sanitari e caldamente raccomandata per i militari di leva, per i pellegrini che si recano alla Mecca e per tutti coloro che viaggiano in aree ad alto rischio, quali l'Africa sub-sahariana.


Un passo indietro...


Come sappiamo, il meningococco - scientificamente noto come Neisseria meningitidis - è un patogeno coinvolto in patologie gravi, potenzialmente fatali, come la meningite e la sepsi meningococcica; tutti i soggetti esposti ad un elevato rischio d'infezione da meningococco, come i familiari di un malato, dovrebbero sottoporsi alla chemioprofilassi *, dal momento che il rischio di contagio è estremamente elevato nei giorni in cui i sintomi della malattia si manifestano.

Perché vaccinarsi

La vaccinazione costituisce per l'organismo un'efficace arma di difesa contro i microorganismi patogeni, il cui contagio potrebbe scatenare reazioni esagerate e mortali. Da sottolineare, tuttavia, che la vaccinazione non rappresenta semplicemente una misura profilattica verso se stessi, ma anche verso gli altri: il vaccino antimeningococco (in questo specifico caso) limita la diffusione di Neisseria meningitidis, riducendo al massimo il numero delle vittime.
Altra premessa fondamentale è la collaborazione della popolazione: quando si sospetta un'infezione da meningococco, è dovere morale del paziente fare immediata segnalazione al dipartimento di sanità pubblica, nel rispetto delle modalità attualmente in uso per la rapida segnalazione dell'infezione da meningococco.
La vaccinazione antimeningococcica ha dato esiti sorprendenti: è infatti stata osservata una netta riduzione del numero dei ragazzi portatori sani di meningococco di tipo C e, nel contempo, una marcata diminuzione della frequenza di meningite nei soggetti NON vaccinati, evidente espressione che il vaccino è in grado di limitare la diffusione del microorganismo patogeno.

Vaccino coniugato per il meningococco di gruppo C

Dalle statistiche mediche si evince che i pazienti più a rischio di meningite meningococcica hanno un'età inferiore ai 25 anni; oltre questo periodo, infatti, il rischio di contrarre la malattia diminuisce.
Si raccomanda il vaccino coniugato per il meningococco di tipo C al compimento del terzo e quarto mese di vita del bambino, con un richiamo ad un anno d'età (specie in combinazione con il vaccino anti- Haemophilus influenzae di tipo B).

In genere, per i pazienti di età superiore agli 11 anni sottoposti per la prima volta a vaccinazione, è sufficiente una sola dose di vaccino per garantire l'immunità per tutta la vita; non sono quindi previsti richiami.
Il farmaco "Menveo" - ottenibile esclusivamente previa prescrizione medica - è un vaccino formulato con polvere + soluzione: mescolando, si ottiene una soluzione iniettabile. Il vaccino è costituito da parti del batterio Neisseria meningitidis, ed è attivo contro i gruppi A, C, W135 e Y del meningococco.
Più precisamente, il vaccino è costituito da oligosaccaridi estratti dai 4 gruppi del meningococco; dopo aver purificato (prima) e coniugato questi zuccheri ad una proteina dal batterio Corynebacterium diphtheria (dopo), il vaccino è pronto per essere iniettato.


Approfondimento: come agisce il vaccino


Il farmaco stimola il sistema immunitario a sviluppare anticorpi contro le particelle del batterio, inoculate tramite iniezione. A seguito di un'eventuale esposizione al meningococco, gli anticorpi e altri componenti del sistema immunitario distruggono le particelle batteriche, proteggendo l'individuo dall'infezione.


Tra i vaccini disponibili per la profilassi della meningite si ricorda anche Menjugate (principio attivo: vaccino meningococcico gruppo C coniugato con Corynebacterium diphteriae CRM 197).

Vaccinazione ed effetti collaterali

Non è raro che il paziente, dopo la vaccinazione, osservi effetti collaterali, quasi sempre di lieve entità e risolvibili in pochissimo tempo; l'indurimento della pelle nel sito d'iniezione, il dolore, l'eritema, il mal di testa e la nausea sono alcuni tra i sintomi più ricorrenti. Anche la febbre alta o la febbricola sono sintomi collaterali piuttosto comuni a seguito della vaccinazione, specie nei bambini piccoli.

Vaccinoprofilassi e chemioprofilassi

I termini "vaccinoprofilassi" e "chemioprofilassi" non devono essere confusi: chiariamo i due concetti differenti.
La VACCINOPROFILASSI viene eseguita mediante la somministrazione di un vaccino al fine di sviluppare uno stato immunitario verso il meningococco (in questo specifico caso). Oltre alle reclute, a chi viaggia in aree ad alto rischio d'infezione e al personale sanitario, la vaccinazione antimeningococcica è raccomandata anche per gli asplenici, per i pazienti che presentano deficit dei componenti terminali del complemento, del fattore D o di properdina (proteina plasmatica coinvolta nell'attivazione del fattore 3 del complemento).
La vaccinazione anti meningococco NON è raccomandata ai pazienti allergici al vaccino (o ad alcuni dei suoi componenti).
* La CHEMIOPROFILASSI viene presa in considerazione nell'evenienza di una presunta (e non ancora accertata) infezione batterica: questa pratica medica consiste nella somministrazione di farmaci antibiotici in grado di agire attivamente contro il meningococco. In genere, i farmaci più utilizzati sono la rifampicina, il ceftriaxone e la ciprofloxacina.
Ad esempio, nella categoria di soggetti a cui è consigliato sottoporsi alla chemioprofilassi rientrano: familiari e compagni di stanza del malato, persone esposte a secrezioni orali del paziente, compagni di asilo/classe del malato, pazienti che hanno soggiornato per lungo tempo con il malato entro 7 giorni prima della manifestazione dei sintomi.

Vaccinazione e AIDS

I pazienti gravemente immunocompromessi, quali i malati di AIDS, sono chiaramente più esposti al rischio d'infezioni, comprese quelle sostenute dal meningococco. In presenza di focolai endemici, la vaccinazione antimeningococcica è caldamente raccomandata per i pazienti HIV-positivi: difatti, è ragionevole presumere che l'immunogenicità resa da questo vaccino sia pressoché equivalente a quella assicurata da vaccini di tipologia analoga (anti-Heamophilus influenzae ecc.).

Attese future

Recentemente, è stato messo a punto un nuovo vaccino antimeningococco: si tratta di un vaccino tetravalente coniugato, contenente meningococco di tipo C, A Y e W-135, indicato per i bambini di età superiore agli 11 anni, fino agli adulti entro i 55 anni. Gli attuali studi sono indirizzati a studiare l'efficacia del vaccino anche per i bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni.
Un problema da non sottovalutare è costituito dall'incognita sulla durata dell'immunità conferita dal vaccino antimeningococo coniugato, parametro indispensabile per la compilazione delle cosiddette schedule vaccinali.
Purtroppo, soprattutto le aree povere abitate del Mondo occidentale si trovano di fronte ad un nuovo ostacolo, il meningococco N. meningitis di tipo B; ad ogni modo, i Ricercatori stanno già sperimentando vaccini innovativi contro questo nuovo sierogruppo.


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