Meningite e Sepsi da Meningococco

Meningococco

Il meningococco (Neisseria meningitidis) è l'agente eziopatologico coinvolto nella meningite e nella sepsi meningococcica; nell'articolo precedente abbiamo presentato il patogeno dal punto di vista microbiologico, soffermandoci anche sull'eziopatogenesi, dunque sulla modalità di contagio. In questo articolo l'attenzione sarà indirizzata alla descrizione delle malattie mediate dal meningococco, nonché all'analisi di sintomi e possibili strategie terapiche.

Meningite meningococcica

L'aracnoide e la pia madre sono i target preferenziali del meningococco: a livello delle leptomeningi, il batterio scatena un processo infiammatorio purulento severo, acuto ed improvviso, che solo in alcuni casi si risolve positivamente.

Sintomi della meningite

Negli infanti, la meningite da meningococco si manifesta come un'infezione a carico delle vie aeree superiori che, solo in apparenza, risulta di semplice risoluzione: i sintomi possono trarre in inganno, facendo confondere la meningite con una lieve influenza, il che può creare un ritardo diagnostico, complicando la prognosi.Sintomi Meningite
Il tempo d'incubazione del meningococco si aggira tra le 24 e le 48 ore; dopo un paio di giorni dal contagio, i sintomi esordiscono improvvisamente, e il malcapitato è colpito da agitazione psicomotoria, alterazione del ciclo mestruale (nella donna in età fertile), calo della pressione arteriosa, dolore cervicale, dolore alla nuca, febbre elevata, fotofobia, inappetenza, mal di testa (che nel bambino è riconosciuta tramite il cosiddetto "grido meningeo"), rigidità dei muscoli del collo e vomito.
Si osserva che i bambini affetti da infezioni da meningococco sviluppano spesso confusione mentale marcata e convulsioni, fino al coma.
Nei casi di severità, il paziente può sviluppare improvvisamente lesioni cutanee di tipo emorragico, variabili da semplici petecchie a vere e proprie ecchimosi (tipica meningite meningococcica con degenerazione in sepsi fulminante).
I sintomi tendono a manifestarsi in poche ore, massimo alcuni giorni; non tutti i segni caratteristici, tuttavia, possono svilupparsi a seguito dell'infezione da meningococco. Consultare immediatamente il medico in caso di sintomi simil-influenzali che peggiorano nel corso di alcune ore o pochi giorni.

Cure della meningite

Gli antibiotici ed i corticosteroidi costituiscono la terapia farmacologica d'elezione per la cura della meningite: gli antibiotici allontanano il patogeno, mentre i derivati steroidei esercitano la propria azione terapeutica attraverso un marcato meccanismo antinfiammatorio. I farmaci antibiotici più utilizzati sono la Benzilpenicillina, la Cefotaxima, la Rifampicina e Cloramfenicolo, mentre il corticosteroide di prima scelta è il Desametasone. Per alleggerire i sintomi, il paziente può assumere, quando necessario, farmaci ad azione anticonvulsivante ed ipertensivi (in caso di calo pressorio).
La prognosi dipende dal momento in cui si inizia la terapia antibiotica: ovviamente, più si ritarda l'inizio della cura, più aumentano le probabilità di prognosi infausta. Quando la terapia viene iniziata tardivamente, ma il paziente riesce a sopravvivere, il rischio di danno cerebrale permanente o di sordità aumenta esageratamente. IN ASSENZA DI TERAPIA FARMACOLOGICA, IL MENINGOCOCCO UCCIDE L'OSPITE.

Sepsi e shock settico

Si parla di sepsi meningococcica quando il meningococco diffonde nei vari distretti anatomici attraverso il sangue: si stima che questa complicanza della meningite colpisca la decima parte dei pazienti infettati dal meningococco (anche se a volte si manifesta senza associarsi all'infiammazione delle meningi).

Sintomi

La sepsi grave da meningococco può essere fulminante per alcuni pazienti, ma può progredire anche con pochissimi e vaghi segni di alterazione meningea. La stragrande maggioranza degli assistiti affetti da sepsi meningococcica, lamenta febbre elevata (oltre i 39°C), associata ad eruzione cutanea con o senza emorragie: come sopraccennato, le sepsi meningococcica può sviluppare papule o petecchie lievi, fino a creare ecchimosi severa, shock e coagulazione intravasale disseminata. Oltre a questi sintomi caratteristici, un paziente colpito da sepsi da meningococco può lamentare anche acidosi lattica, cefalea, ipoperfusione (significativa riduzione dell'irrorazione ematica in uno o più organi), ipotensione, mialgia, oliguria e vomito.
L'evoluzione della sepsi meningococcica è nota anche come Sindrome di Waterhouse-Friderichsen o, più semplicemente, porpora fulminante. La mortalità, in simili circostanze, sfiora l'80%, anche in caso di diagnosi precoce.

Cura della sepsi

Quando possibile, il paziente viene trattato con antibiotici: la cura farmacologica, tuttavia, non sempre garantisce una buona prognosi. I pazienti giunti nella fase grave della sepsi meningococcica necessitano di un monitoraggio medico nel reparto di terapia intensiva, associato a ventilazione assistita ed intubazione per facilitare, quanto possibile, i movimenti respiratori. Anche i farmaci steroidei, talvolta, possono alleviare l'infiammazione. Per approfondimenti: leggi l'articolo sui farmaci per la cura della sepsi.

Prevenzione

I Servizi di Prevenzione devono rispondere con urgenza immediata in caso di segnalazione di un sospetto clinico di meningite da meningococco: in simili circostanze, dev'essere prontamente attuato un piano per la profilassi. Tutti coloro che sono esposti (o lo sono stati) ad elevato rischio d'infezione meningococcica (ad esempio, i familiari di un malato affetto) devono essere sottoposti ad una chemioprofilassi; si ricorda che il rischio di contagio è estremamente alto nei primissimi giorni dall'esordio dei sintomi dell'infezione.
La chemioprofilassi, effettuata entro le 48 ore dal contatto con la persona infetta, consiste nella somministrazione di Rifampicina, ceftriazone e ciprofloxacina.
Per quanto riguarda la vaccinazione a finalità preventive, in commercio è disponibile il vaccino antimeningococcico per l'infanzia (vaccino coniugato per il meningococco di tipo C), che assicura una protezione a lungo termine esclusivamente nei confronti del meningococco di tipo C.


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