Melone

Premessa

In base al contesto in cui si utilizza il termine, il melone è riferito sia alla pianta che al frutto; conosciuto per le dimensioni imponenti, il colore arancio, il gusto dolcissimo e la freschezza, il melone, insieme all'anguria, è diventato l'emblema dell'estate.

Origini e diffusione

L'origine dei melone è tuttora discussa ed incerta: se molti autori sono convinti che questo frutto sia oriundo dell'Asia, altrettanti considerano l'Africa come il suo vero Paese d'origine. Ad ogni modo, ciò che è certo, è che attualmente i paesi asiatici - Cina in particolare - sono i maggiori produttori mondiali in assoluto di melone.
Al momento attuale, la coltivazione del melone è praticamente diffusa in tutto il mondo: nel Nostro Paese ben 23.000 ettari sono destinati a piantagioni di questo frutto.
Melone PiantaIl melone è una pianta piuttosto esigente in termini di clima, terreno ed umidità: i meloni di alta qualità commerciale possono essere coltivati, infatti, solamente nei paesi a clima caldo, in terreni profondi ed accuratamente drenati, con un basso grado di umidità. Proprio per le esigenze climatiche particolarmente elevate, i meloni sono coltivati soprattutto nelle serre.

Analisi botanica del melone

In botanica, il melone è meglio conosciuto come Cucumis melo, appartenente alla famiglia delle Curcubitaceae. Si tratta di una pianta annuale, il cui fusto principale, generalmente strisciante, può ramificare e diventare perciò rampicante: in questo caso, la pianta necessita di sostegni.
Le foglie della pianta di melone sono lobate, reniformi ed arrotondate, mentre le radici appaiono molto sviluppate sia in profondità, che in superficie.
Il melone frutto è un peponide dalla polpa arancione-gialla carnosa, succosa e dolcissima: il frutto è chiaramente distinguibile per le dimensioni imponenti e per il peso piuttosto importante (da 0,4 a 4 kg). Il melone è costituito da una buccia (epicarpo) piuttosto dura e massiccia, un mesocarpo (polpa) polposo e succoso, mentre all'interno si trovano i semi incastonati in una massa alquanto spugnosa, fibrosa e molliccia.
I semi, numerosissimi, sono molli, generalmente bianchi ed appuntiti solamente ad un'estremità (forma a goccia) [tratto da http://www.agraria.org/]

Varietà e tipi

È doverosa anzitutto una prima distinzione dei meloni, in funzione del consumo alimentare: esistono i meloni “frutto” ed i meloni “ortaggio”.
Chiaramente, i meloni intesi come frutto sono i più noti, dolci, tipicamente estivi e raccolti a piena maturazione: in questa categoria, a sua volta, si distinguono meloni reticolati (o retati, dalla polpa bianca o giallastra), di tipo inodorus (melone d'inverno, dalla polpa bianca o rosata e buccia liscia) e meloni cantalupo (con pericarpo liscio e polpa tipicamente arancione).
Tra le varietà “frutto”, spiccano i meloni gialli, facilmente distinguibili per la polpa tipicamente giallognola e per il pericarpo bianco e liscio.
I meloni “ortaggio” vengono raccolti prima della maturazione: esistono meloni amari (gruppo momordica), sfruttati per le loro proprietà medicamentose, perché miniera di vitamine antiossidanti, e meloni serpente o tortarello, utilizzati in insalate come i cetrioli.

Melone invernale

MeloniIl melone invernale, come preannuncia il termine medesimo, è tipico dei mesi freddi, in contrasto con le esigenze climatiche dei meloni estivi. I meloni invernali, del genere inodorus, presentano un pericarpo liscio e giallo, mentre la polpa è bianca e carnosa. Ciò che li differenzia dai tipici frutti estivi, oltre al colore, è il sapore: quelli invernali si presentano più delicati e meno dolci, ma la conservazione è decisamente più lunga rispetto a quelli estivi.
Tra le varietà invernali più conosciute non può mancare il gigante di Napoli, caratterizzato da buccia sottile e verdognola, e polpa bianca particolarmente dolce.
Si distingue pure il melone Morettino, dalla buccia verde scuro e polpa biancastra.
Il melone di Malta presenta invece una polpa verde particolarissima.

Ad ogni modo, gli amanti del melone estivo possono in qualche modo conservare il suo carico di sapore per i mesi invernali preparando a casa propria la marmellata di meloni.

Conservare i meloni

I meloni estivi vanno conservati in frigo, ad una temperatura non inferiore a 5°C: infatti, quando si scende al di sotto di questa soglia, il frutto ne risente, formando macchie rosse nella polpa, responsabili dell'ammollimento dello stesso.
Quando il melone non è maturo, è preferibile conservarlo a temperatura ambiente, al fine di accelerare i processi di maturazione.
La qualità del melone si riconosce sia al tatto, che dal profumo: al tatto, il melone non deve risultare molle, poiché potrebbe essere acidulo e sgradevole, mentre il profumo, forte ed intenso, viene emanato dalla buccia ed è segnale di maturità del frutto.

Analisi nutrizionale

Arriviamo ora alla parte più interessante del melone: l'analisi nutrizionale. Com'è noto, il melone rientra tra i frutti più dolci e nel contempo dissetanti in assoluto: talvolta, la componente zuccherina supera il 13%, (al di sotto del 10-11% di zuccheri, il melone viene talvolta definito di scarsa qualità).
La quantità di acqua in esso contenuta supera spesso il 90%; nella composizione del melone si ricorda anche una minima quantità di fibre, proteine e grassi (ognuna riscontrabile al di sotto dell'1%).
Malgrado l'ingente quantità zuccherina, il melone è un alimento amico delle diete povere di calorie, grazie al ridotto apporto calorico: 100 grammi di alimento apportano, infatti, solamente 33 kcal.
Il melone è ricchissimo di vitamine e di sali minerali: tra le vitamine si ricorda soprattutto la A (189mg/100 g di prodotto), C (37mg/100 g di melone), PP (0,6 mg/100 g di frutto) e tracce di vitamina B1 e B2.
Il melone è fonte di potassio, calcolato intorno ai 333 mg per 100 grammi di prodotto; cospicua anche la quantità di fosforo (13 mg/100 g di melone), calcio e sodio (8 mg/100 g di prodotto).

Melone: proprietà

In passato, si sconsigliava il consumo di melone perché era in voga la credenza secondo cui questo frutto potrebbe “sminuire il seme genitale”; ancora, all'epoca, c'era chi considerava il melone un frutto nocivo, imputato per la morte di alcuni imperatori.
Attualmente, il consumo di meloni è sconsigliato solamente ai diabetici e a tutte le persone che lamentano disturbi gastrici, quali acidità e difficoltà digestive: di certo, il melone non è nocivo, né tantomeno sminuisce il seme genitale!
Vista l'ingente quantità di vitamina A e C, il melone rientra tra gli alimenti fortemente antiossidanti: a tal proposito, è consigliato agli amanti della tintarella, considerando peraltro che il melone stimola la produzione di melanina, favorendo l'abbronzatura e proteggendo la cute dalle radiazioni solari.
Si ritiene, inoltre, che il melone giochi un ruolo importante nel potenziamento della capacità visiva (per la presenza del beta-carotene), oltre a rappresentare un importante ausilio nel rinforzamento dei denti e delle ossa.
In medicina popolare, il melone è ritenuto un ottimo depurativo, diuretico e rinfrescante; inoltre, sottoforma di impacchi, si rivela particolarmente indicato per trattare bruciature e scottature (proprietà lenitive).

Prosciutto e melone

Il tipico, nonché gustosissimo, abbinamento prosciutto e melone, oltre a rendere più saporiti i meloni di carattere - per così dire - debole, rappresenta un espediente per renderli più digeribili e meno lassativi (proprietà dovuta alla generosa presenza di fibre e di zuccheri semplici).

In questo video vi proponiamo una squisita (e bellissima) insalata estiva a base di prosciutto, melone e gamberetti, perché anche l'occhio vuole la sua parte! Prima, però, accertatevi di acquisire la giusta manualità nelle procedure di pulizia e taglio del melone.




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