Melanzana

Melanzane nella storia

Tra le piante orticole maggiormente coltivate in superfici limitate, non può certo mancare la melanzana, ortaggio originario dell'Asia introdotto in territorio siculo già nel lontano Quattrocento. La melanzana interessa una buona fetta della produzione del Bel Paese: tant'è che il 30% delle coltivazioni è destinato proprio a questo ortaggio.

Terminologia

MelanzaneIl suo nome d'arte più raffinato, Violetta, calza a pennello per dare una prima descrizione, seppur generale, della melanzana: ad ogni modo, anche  le sorelle “Mostruosa”, “Bianca” e “Tonda” vengono ricordate, rispettivamente, per forma, colore e bontà.
Prima di essere battezzata “melanzana”, l'ortaggio fu oggetto di una storia piuttosto complessa in termini di nomenclatura. Le origini del nome non risalgono alla lingua greca né latina, considerando che l'ortaggio venne introdotto in Europa dagli arabi: inizialmente, queste popolazioni nominarono l'attuale melanzana “badingian”, termine che, nella lingua italica, tramutò successivamente in “petronciano”. Quest'ultimo nome, tuttavia, poteva creare possibili fraintendimenti, pertanto, al fine di ovviare all'inconveniente, si decise di modificare la radice del termine “petronciano” col nome del frutto più amato e conosciuto in assoluto: la mela. Di conseguenza, prima di assumere il nome definitivo ed attualmente accettato, la melanzana fu chiamata melan-giana.

Analisi botanica

In botanica, la melanzana è Solanum melogena, appartenente alla famiglia delle Solanacee. Stiamo parlando di una pianta erbacea annua, coltivata chiaramente per i frutti, grosse bacche vistose e carnose dalla buccia scura, violetta o bianca, e dalla carne biancastra e spugnosa, dal sapore amarognolo e piccantino; le melanzane terminano nella parte apicale con un calice, unito al gambo da un peduncolo spinoso.
Melanzana, pianta di melanzaneGeneralmente, il fusto, tomentoso ed eretto, raggiunge altezze non superiori a 50-100 cm; le foglie, tipicamente pelose ed acuminate nella parte apicale, presentano una forma ovale od acuta, talvolta costituite da spine poste in prossimità delle nervature disegnante nella pagina inferiore della foglia. I fiori appaiono talvolta isolati, più spesso riuniti in piccoli gruppi di 2 o 3, e presentano una colorazione lilla o prugna. I semi, numerosissimi, appaiono schiacciati ed incastonati nella polpa solida delle melanzane: presentano un colore variabile dal bianco ambrato al giallo paglierino.
La crescita delle melanzane è fortemente influenzata dal clima: quando la temperatura scende al di sotto dei 12°C, lo sviluppo dell'ortaggio si blocca. La melanzana predilige climi piuttosto caldi, preferenzialmente subtropicali, mai eccessivamente rigidi. Il terreno a pH neutro ed arricchito di sostanze organiche è ottimale per la crescita ideale della pianta.

Varietà

Esistono numerose varietà di melanzane, nonostante quelle tonde ed ovali siano le più apprezzate in assoluto.
La Violetta (napoletana, palermitana, nana) è una nota melanzana dalla forma allungata e cilindrica, assai precoce e piuttosto rinomata per la sua nota di particolare piccantezza.
La melanzana Black beauty, capostipite delle Tonde, si presenta con una buccia violacea molto scura, ed è tipica dei paesi fiorentini. La carne di melanzana è piuttosto compatta, appare poco amara al gusto e non è costituita da moltissimi semi. Tra le melanzane tondeggianti si ricorda anche la Rotonda Bianca, dalla buccia tipicamente chiara, talvolta sfumata di rosa: la pianta non richiede particolari esigenze climatiche, pertanto ben si adatta a svariati climi e terreni.
La Mostruosa, fregiata da questo appellativo per beffeggiare la sua particolare forma enorme, è una melanzana americana, tipica di New York.

Melanzane e solanina

Si narra che le melanzane siano potenzialmente tossiche, responsabili di mal di testa improvvisi e febbre. Questa credenza, di primo acchito paradossale, presenta un fondamento di verità: le melanzane crude, infatti, contengono una considerevole quantità di solanina, sostanza alcaloidea glicosilata tossica (contenuta soprattutto in patate germogliate e pomodori). L'assunzione di dosi eccessive di solanina può creare effetti collaterali spiacevoli, quali sonnolenza, irritazione della mucosa gastrica, emolisi ecc. L'unico modo per ovviare al problema è la cottura della melanzana: con il trattamento termico, la solanina presente viene ridotta della metà. Dopo questo approfondimento è comprensibile anche il motivo per cui la melanzana cruda presenta un sapore amaro e sgradevole; d'altra parte, le melanzane sono buonissime dopo la cottura (alla griglia, in padella, fritte, sott'olio, al forno, pasticciate ecc).

Valori nutrizionali e cottura

Le melanzane, pur essendo in sé amiche delle diete povere di calorie, possono risultare bombe caloriche in base alle modalità di cottura: la pasta spugnosa dell'ortaggio assorbe moltissimo il condimento, prestandosi perfettamente ad insaporire e ad arricchire piatti gustosissimi ed ipercalorici.
MelanzanaLa semplice cottura alla griglia non è problematica per le diete povere di calorie, poiché la preparazione delle melanzane avviene, in questo caso, senza necessità di olio in cottura. È palese che, cucinando le melanzane in padella, friggendole nell'olio o, ancor peggio, farcendole anche con pomodoro e mozzarella, le calorie crescono esponenzialmente.
La melanzana cruda apporta solamente 18 Kcal per 100 grammi; prendendo come riferimento una melanzana dal peso ideale di 100 grammi, il 92,7% è costituito da acqua, mentre il rimanente 7,3 % è ripartito tra carboidrati (2,6%), fibre (2,6%), proteine e grassi (tracce).
Inoltre, la melanzana assorbe molti sali minerali dal terreno, in particolare potassio, ed è ricca in fibre.


VideoRicetta - Caponata Leggera di Melanzane




Principi attivi e proprietà

Sembra che la melanzana abbia proprietà paragonabili a quelle del carciofo, per la presenza di alcune molecole simili alla cinarina: a tal proposito, l'ortaggio è utilissimo per il riequilibrio della funzionalità epatica. Stimolando l'attività del fegato, la melanzana presenta anche proprietà ipocolesterolemizzanti.
Come sopradescritto, la melanzana è ricca di potassio, mentre il contenuto di fosforo e calcio è piuttosto modesto, pertanto vanta discrete potenzialità rimineralizzanti.
Essendo fonte di fibre, l'ortaggio è ideale in caso di stipsi: alla melanzana sono, infatti, attribuite blande proprietà lassative. Inoltre, è consigliata nelle diete in caso di anemia, aterosclerosi, oliguria e gotta. Note anche le virtù depurative, diuretiche ed antinfiammatorie associate alla melanzana. Anticamente, le foglie di melanzana erano utilizzate per preparare cataplasmi emollienti utili in caso di ascessi, scottature ed emorroidi.

Melanzana in cosmesi

La melanzana è sfruttata anche in ambito cosmetico per preparare creme viso e maschere ad alto potere nutriente ed idratante. Un rimedio popolare “di bellezza” è preparato con la polpa schiacciata di melanzana: si ottiene un buon effetto nutriente applicando l'impasto sulla pelle del viso, preferibilmente  unito a yogurt.
Ad uso esterno, pare che la melanzana possa vantare anche proprietà schiarenti.


Melanzana in breve, riassunto sulle melanzane »