Malattie da Papilloma virus

Introduzione

Come approfonditamente analizzato nell'articolo introduttivo, il Papilloma Virus è il protagonista di piaghe cutanee di entità trascurabile, come le verruche, e, nel contempo, è coinvolto nella manifestazione di lesioni tumorali terribili, come quelle al collo dell'utero. In questo trattazione, l'attenzione verrà focalizzata sulla modalità di contagio, sulle conseguenze e sulle possibili cure mediche volte all'allontanamento del Papilloma virus.

Infezione da Papilloma virus

Per generare infezione, il papilloma virus umano deve entrare in una cellula staminale epiteliale, collocata sulla membrana basale; probabilmente, l'entrata del Papilloma virus nella cellula è favorita dal legame con un recettore di superficie che, tuttavia, non è tutt'ora stato identificato con certezza.
Se da un lato il Papilloma Virus presenta un'elevata affinità per le cellule epiteliali in differenziamento di cute e mucose, dall'altro, l'HPV ha un tropismo ristretto per le cellule che formano l'epitelio squamoso pluristratificato. Una volta entrato nel nucleo della cellula, il Papilloma virus è in grado di alterare il ciclo cellulare normale della cellula infettata; si osserva che nella maggior parte dei casi il Papilloma Virus prolifera preferenzialmente all'interno dello strato granuloso della pelle.
Attraverso la desquamazione degli strati differenziati e superficiali della pelle e delle mucose, il virus può essere trasmesso ad altri soggetti.
Il Papilloma virus viene trasmesso, normalmente, per contatto sessuale; è doveroso sottolineare, tuttavia, che il virus prolifera anche a livello dell'asta del pene, del perineo e dell'inguine: per questo motivo, spesso il preservativo non è sufficiente a proteggere il partner (sano) dal contagio, dopo un rapporto con un soggetto infetto o portatore.


Ricordiamo che nelle donne sane, aventi un sistema immunitario efficiente, l'infezione da HPV viene spesso bloccata sul nascere: il sistema di difesa dell'organismo, infatti, impedisce al virus di creare il danno. In alcune pazienti, tuttavia, il virus rimane silente per molti anni e in condizioni favorevoli può indurre la conversione delle cellule "normali" (specie quelle superficiali della cervice) in cellule impazzite e cancerose.

HPV e tumore alla cervice

I motivi per cui alcune donne sviluppano il cancro a seguito dell'esposizione al Papilloma Virus non risultano ancora così evidenti ed immediati: chiaramente, l'efficienza del sistema immunitario è un elemento fondamentale per minimizzare il rischio di degenerazione maligna. Tuttavia, sono stati identificati alcuni fattori di rischio che sembrano aumentare le probabilità di una progressione delle lesioni superficiali del Papilloma Virus, fino a sviluppare cancro (neoplasia intraepiteliale cervicale): da uno studio americano, si evince che le donne fumatrici hanno il doppio delle probabilità rispetto a quelle che non fumano di sviluppare il cancro al collo dell'utero. Ad ogni modo, è pensabile che alcuni ceppi di HPV siano più aggressivi rispetto ad altri, pertanto possano indurre il tumore con estrema facilità.
Sembra che anche la somministrazione prolungata di pillole contraccettive, la copresenza di altre malattie veneree e la gravidanza possano, in qualche modo, esporre la donna ad un maggior rischio di evoluzione maligna della lesione.




HPV e lesioni benigne

Le verruche costituiscono le lesioni cutanee più frequenti, fortunatamente benigne, causate dal Papilloma virus: si tratta di escrescenze di tipo verrucoso che infettano, preferenzialmente, mani, piedi e genitali, a seguito del contatto con una verruca di un'altra persona. Le docce, gli ambienti umidi ed affollati, così come le temperature elevate e l'umidità sono elementi che favoriscono la replicazione e la propagazione del Papilloma virus.
Le verruche causate dal Papilloma virus sono classificate in:

  1. Condilomi acuminati: espressione di un'infezione genitale da HPV trasmessa per via sessuale. Nel maschio, i condilomi si manifestano, preferenzialmente, a livello di glande, meato uretrale, frenulo, asta del pene e solco balano-prepuziale; nella donna, invece, le aree maggiormente coinvolte sono la vulva, il collo dell'utero e la vagina. Il più delle volte i condilomi sono asintomatici, anche se alcune varianti generano bruciore, prurito ed irritazione locale.
  2. Verruche comuni: le lesioni cutanee scatenate dal Papilloma virus presentano generalmente una forma irregolare e decorrono spesso (ma non sempre) in modo asintomatico.
  3. Verruche plantari: tipiche della pianta del piede, queste lesioni verrucose provocate dal virus dell'HPV sono facilmente trasmesse nelle piscine e nelle palestre.
  4. Verruche piane: lesioni verrucose in rilievo: il Papilloma virus, infettando mani, piedi, viso e gambe può arrecare questi danni cutanei, che tendono a svanire in poco tempo.

Diagnosi

L'approccio diagnostico per monitorare e controllare l'infezione da HPV, così come le lesioni da esso provocate, si basa essenzialmente su indagine clinica, Pap-test, colposcopia ed esame molecolare (HPV-DNA).
L'osservazione della lesione da un occhio esperto è indispensabile per tracciare una diagnosi, per quanto approssimativa, dell'infezione: per le lesioni verrucose genitali femminili, è indispensabile la visita ginecologica, la cui diagnosi sarà confermata, eventualmente, dall'esame colposcopico, indispensabile per ottenere una visione ingrandita e più precisa della cervice uterina.
In caso di diagnosi dubbia od incerta, si raccomanda di procedere con una biopsia specifica.
Il test molecolare, noto anche come test HPV-DNA, determina la presenza o meno del genoma virale, ancor prima che le cellule del collo dell'utero sviluppino anomalie tumorali.
Da ultimo, ma non certo per importanza, il PAP test, oramai prassi comune nella maggioranza delle visite di controllo ginecologico: si tratta di un esame citologico che permette di identificare le alterazioni delle cellule della sezione uterina prelevando un campione di cellule endocervicali tramite un tampone.


Per le donne sessualmente attive, si raccomanda di sottoporsi al PAP test a partire dai 25 anni, ogni tre anni, per il monitoraggio e la diagnosi precoce di danni precancerosi.




Terapia

La terapia per la cura delle infezioni da HPV dipende dal tipo di Papilloma Virus implicato nella lesione; per esempio, quando l'HPV infetta la cute e favorisce la crescita di verruche su mani e piedi, la terapia farmacologica potrebbe anche non essere necessaria: difatti, le piaghe verrucose tendono a regredire da sé. Ad ogni modo, talvolta le verruche particolarmente resistenti e durature possono essere trattate con crioterapia, laserterapia ed elettrocoagulazione. Anche l'applicazione diretta di farmaci come retinoidi, antivirali, immunomodulatori ed acido salicilico può accelerare i tempi di guarigione.
Analogo discorso per la cura dei condilomi acuminati: il trattamento farmacologico e medico (come la chirurgia, la laserterapia ecc.) può anche non essere necessario, specie in caso di lesioni asintomatiche e di dimensioni contenute. Per quanto riguarda le infezioni da Papilloma virus più pericolose, implicate nella comparsa del cancro all'utero, la terapia risulta più problematica: la radioterapia e la chemioterapia, eventualmente associate, favoriscono la morte delle cellule maligne; l'intervento chirurgico è raccomandato per le donne affette da cancro al collo dell'utero allo stadio iniziale. Per approfondimenti: leggi l'articolo sulla cura del cancro al collo dell'utero.

Prevenzione dalle infezioni da HPV

La vaccinoprofilassi costituisce uno scudo dalle infezioni da HPV: il vaccino quadrivalente esercita una buona protezione verso i genotipi coinvolti nella stragrande maggioranza delle piaghe verrucose benigne, come i condilomi genitali (HPV 6 e HPV 11), e delle lesioni neoplastiche cervicali (HPV 16 e HPV 18). In alcune regioni d'Italia, il vaccino anti papilloma Virus viene distribuito gratuitamente alle bambine di età inferiore ai 12 anni; i vaccini maggiormente conosciuti sono cervarix (che offre protezione soltanto dagli HPV 16 e 18), gardasil, gardasil-9 e silgard. Il vaccino va somministrato in tre dosi frazionate, ed iniettato per via intramuscolare; la seconda dose va assunta dopo due mesi dalla prima, e la terza dopo 4 mesi dalla seconda.
Oltre alla vaccinoprofilassi, è possibile sottoporsi alla vaccinazione post contagio: dopo una presunta esposizione al virus, la donna può richiedere il vaccino, farmaco utile per curare la malattia quando il patogeno è già penetrato nell'organismo.
Anche dopo la vaccinazione, si raccomanda - in particolare alle donne - di continuare i regolari controlli di routine: difatti, il vaccino NON protegge da TUTTI i tipi di Papilloma Virus.