Mal di Denti - Cause

Definizione di mal di denti

Con il termine "mal di denti" s'intende un generico dolore, spesso assai fastidioso e difficilmente sopportabile, che esordisce con fitte penetranti e spasmi circoscritti; a partire dal dente colpito, il dolore tende ad irradiarsi progressivamente nei tessuti gengivali confinanti e negli altri denti adiacenti, fino a coinvolgere nei casi più gravi anche l'osso alveolare di sostegno.
Mal di dentiIl mal di denti - meglio definito odontalgia - è un sintomo molto variabile che dipende essenzialmente dalla causa d'origine. In base al disturbo che vi si pone alla base, il mal di denti può infatti assumere una connotazione acuta e pulsante oppure sviluppare un dolore più mite che si accentua in risposta a stimoli termici/fisici.
Come vedremo nel corso della trattazione, il mal di denti è normalmente dovuto ad un'infezione dentale oppure ad un'infiammazione della gengiva; tuttavia, non mancano i casi di mal di denti "psicologico" o idiopatico, che non riconoscono una causa facilmente identificabile. Anche i denti scheggiati, l'ipersensibilità dentale e la crescita dei denti possono provocare una spiacevole odontalgia.
Il mal di denti, che regredisce solo con un corretto trattamento delle cause d'origine, richiede la visita odontoiatrica per risalire al fattore eziologico (responsabile del dolore). Solo dopo aver appurato la causa attraverso il controllo specialistico supportato da un esame radiografico, è possibile procedere con un intervento specifico.

Cause di natura infettiva

Non sarebbe del tutto corretto parlare di mal di denti come una malattia vera e propria. L'odontalgia, piuttosto, va interpretata come un sintomo che accomuna la maggior parte delle affezioni dentarie.

Il mal di denti trova nella cariecomplicata (stadio avanzato) il suo principale agente causale. Oltre a quest'infezione dentaria, il mal di denti di origine infiammatoria trova spiegazione in altri episodi infettivi, di seguito elencati:

  • Alveolite: infiammazione dell'alveolo (la cavità ossea in cui albergano le radici dentarie)
  • Ascesso dentale: accumulo di materiale purulento (batteri, globuli bianchi, detriti cellulari e plasma) nei tessuti che circondano un dente
  • Ciste dentale: sacca patologica rivestita da epitelio di rivestimento ed infarcita di fluido sieroso, mucoso o gassoso (complicanza tipica della necrosi pulpare)
  • Gengivite: generica infiammazione delle gengive che non necessariamente dipende da un'infezione al dente
  • Granuloma: infiammazione cronica, generalmente asintomatica e non suppurativa, dell'apice radicale e dei suoi tessuti circostanti
  • Parodontite (piorrea): grave infezione gengivale a carico del parodonto (apparato di sostegno dei denti costituito da gengiva, fibre elastiche di collegamento ed osso mandibolare/mascellare), che favorisce la perdita dei denti
  • Pulpite: infiammazione infettiva della polpa dentale, tipica complicanza di una carie non curata

Denti rotti e mal di denti

Anche i denti rotti o gravemente scheggiati possono dare origine ad un fastidiosissimo mal di denti, specie se il trauma espone la radice nel cavo orale. In simili circostanze, i denti rotti (non necessariamente infetti) possono divenire estremamente sensibili: il mal di denti tende ad accentuarsi durante la masticazione, specie se si ha l'abitudine di mordere penne o succhiare caramelle dure. Talvolta, l'odontalgia su denti rotti può dare origine a dolore acuto e pulsante anche semplicemente sfiorando lo smalto dentale con la lingua.

Mal di denti ed ipersensibilità

Il mal di denti può essere interpretato anche come ipersensibilità dentinale. In questo caso, la percezione dolorosa, acuta e pungente, insorge quando cibi freddi, caldi, acidi, salati o ricchi di zuccheri entrano a contatto con il dente.
Il mal di denti correlato all'ipersensibilità dentale può dipendere da una maldestra igiene orale, eseguita per esempio pulendo i denti con spazzolini dotati di setole troppo dure oppure spazzolandoli in modo inadeguato (dal dente verso la gengiva). Il mal di denti da ipersensibilità può inoltre derivare dall'abitudine di utilizzare costantemente dentifrici sbiancanti, contenenti sostanze molto aggressive che vanno ad indebolire lo smalto dentale.
Anche i pazienti bulimici (che si procurano volontariamente il vomito), quelli affetti da bruxismo e da recessione gengivale tendono ad accusare spesso mal di denti da ipersensibilità.
Nei casi appena descritti, il mal di denti non è direttamente correlato ad infezioni dentali né ad infiammazioni gengivali: in simili circostanze, il dolore non richiede interventi di otturazione o devitalizzazione proprio perché la causa non è infettiva. L'unica soluzione per trattare o prevenire il mal di denti da ipersensibilità dentinale consiste nell'eseguire costantemente un'adeguata pulizia dentale domiciliare (con spazzolino, dentifricio - possibilmente arricchito in fluoro - e filo interdentale), evitando di assumere cibi acidi o tutte quelle sostanze che potrebbero accentuare il dolore.

Caduta ed eruzione dei denti

La crescita dei primi dentini nel neonato è sempre motivo di agitazione e frenesia per il piccolo. Il mal di denti (se si può considerare tale) si traduce in arrossamento ed infiammazione delle gengive.
Quando i denti da latte iniziano a cadere e ad essere sostituiti dai denti permanenti, il bambino tende ad essere agitato e si mette continuamente le mani in bocca. Sebbene sia un fenomeno del tutto fisiologico, la caduta dei denti da latte non viene sempre ben accettata dal piccolo, che reagisce accusando infiammazioni gengivali e manifestando un'evidente agitazione.
La caduta dei denti permanenti - che non ha niente a che vedere con quella dei dentini da latte - trova spesso spiegazione in infezioni dentali gravi non adeguatamente curate (es. piorrea): in questo caso, il mal di denti percepito è chiaramente molto acuto, lancinante ed insopportabile.

Cause di natura extra-dentale

Il mal di denti non dipende sempre da infezioni, traumi od infiammazioni dentali. Sovente, l'odontalgia è sintomo secondario di condizioni che non hanno nulla a che vedere con i denti. Tra le più degne di nota, ricordiamo: infiammazione degli orecchi (otalgia), alcuni problemi cardiaci (angina pectoris ed infarto al miocardio), sinusite e nevralgia del trigemino. Tutte queste condizioni possono esordire proprio con un tremendo - ed inspiegabile - mal di denti.
Talvolta, il mal di denti può essere un fenomeno transitorio, che si manifesta indipendentemente da una causa certa. È il caso del mal di denti da stress: un soggetto particolarmente stressato o tendenzialmente depresso tende a serrare involontariamente i denti, senza rendersene conto. Il continuo digrignamento favorisce il bruxismo che, nel lungo termine, può predisporre al mal di denti. Il rimedio più efficace contro il mal di denti derivato dal bruxismo è rilassarsi, ritagliandosi un po' di tempo da dedicare a se stessi. Il training autogeno, il pilates, lo yoga, l'esercizio fisico aiutano sicuramente ad armonizzare le varie parti del corpo, con un riflesso positivo volto a contrastare i fenomeni correlati allo stress, come appunto il mal di denti da bruxismo.


1 2 3 4 »