Macchie sulla Pelle in Gravidanza

Introduzione

La macchie della pelle in gravidanza rappresentano un disturbo tipico di molte donne in dolce attesa, correlato al potenziamento della pigmentazione melanica in alcune aree del corpo.

Perché in gravidanza?

Durante la gravidanza, l'organismo della madre subisce trasformazioni radicali ed adattamenti metabolici e fisiologici: durante questi cambiamenti viene coinvolta anche la pelle, che a causa dell'eccessiva produzione di melanina si caratterizza per la presenza di macchie più o meno scure. Macchie in gravidanzaNon a caso, le macchie sulla pelle in gravidanza sono note con il termine "maschera gravidica" o "cloasma gravidico”: un fenomeno rapportato all'alterazione ormonale tipica del periodo di gravidanza.

Cause

Gli ormoni alterati (estrogeni e progesterone in particolare) costringono i melanociti ad un super-lavoro: questi, essendo cellule adibite alla produzione di melanina (cha attribuisce il colore alla pelle), generano un eccesso di pigmento, che viene accumulato sulla pelle costituendo una macchia marrone, di tonalità più o meno intensa. In genere, la comparsa delle macchie coincide con il terzo o quarto mese di gestazione e rappresenta una condizione reversibile: nell'immediato periodo post partum, infatti, il cloasma gravidico tende a scomparire e la pelle torna normale.
Non è possibile prevedere la comparsa delle macchie e la loro intensità: la gravidanza, infatti, comporta alcuni inconvenienti imprevedibili e le macchie rientrano proprio in questa categoria.

Dove compaiono?

In genere, le macchie di gravidanza si manifestano a livello del viso, in particolare interessano le guance, gli zigomi, il mento, la fronte ed il labbro superiore.

Incidenza

La maschera gravidica colpisce soprattutto le donne brune con carnagione scura-olivastra (fototipo IV e VI), ma non è detto che le gestanti bionde con pelle chiara rimangano immuni al problema. Le macchie in  gravidanza rappresentano, dunque, una dermatosi asintomatica (non comporta sintomi di alcun genere), non infiammatoria, che colpisce circa il 70% delle donne incinta. Le macchie appaiono lisce, non in rilievo; sono asimmetriche, irregolari e presentano un'estensione variabile e non prevedibile.

Danno psicologico

Considerato il periodo delicato a cui la donna è sottoposta, le macchie gravidiche potrebbero in qualche modo comportare problemi di natura psicologico-sociale. La futura madre vede il proprio corpo modificarsi e trasformarsi nella struttura e nelle dimensioni: se oltre a questo adattamento fisiologico si aggiungono altri fattori, come le macchie marroni che "sfigurano" il viso, la psicologia della donna potrebbe risentirne pesantemente. A tal proposito, è opportuno ribadire che le macchie gravidiche rappresentano un fenomeno assolutamente reversibile.

Lentiggini ed angiomi

Le trasformazioni a carico della pelle sono subdole: già nel primo mese, quando le macchie marroni non sono ancora sviluppate, la cute a livello delle guance tende ad arrossare come conseguenza dell'aumentato volume di sangue, che evidenzia i capillari ematici superficiali. Il rossore alle guance non dev'essere interpretato come una condizione negativa, anzi spesso la pelle del viso appare più brillante e lucida proprio grazie a questo fatto.
In taluni casi, le macchie gravidiche sono accompagnate da un potenziamento delle zone scure pre-esistenti; in pratica, se prima della gravidanza la donna presentava lentiggini (lentigo simplex), nei mesi di dolce attesa queste macchie potrebbero subire un imbrunimento, espandersi o addirittura sviluppare nuove lentigo e nei. Anche gli angiomi potrebbero evidenziarsi maggiormente, così come l'areola del capezzolo: in quest'ultimo caso la condizione non è quasi mai reversibile, perché l'area, anche nel periodo post partum, rimarrà più scura senza schiarire (come succede, invece, per la maggior parte delle macchie di gravidanza).

Rimedi e consigli

Come accennato, non ci sono trattamenti sicuri per prevenire completamente la manifestazione delle macchie di gravidanza; ciò nonostante, il medico può consigliare alla donna una serie di accorgimenti utili a non aggravare il problema: ad esempio, è buona abitudine evitare l'esposizione solare in assenza di adeguata protezione. Sebbene il sole non rappresenti la causa che scatena le macchie (come succede, invece, per le lentigo solari), i raggi luminosi potrebbero comunque incrementare la produzione di pigmento melanico, rendendo il disturbo maggiormente visibile.

Rimedi erboristici

La fitoterapia può essere d'aiuto per alleggerire la condizione: in erboristeria ci sono molti prodotti topici a base di estratti naturali, utili a schiarire le macchie della pelle. Anche se l'utilizzo di alcuni estratti vegetali non nuoce al bambino, è sempre opportuno il parere dello specialista prima di applicare sulla pelle qualsiasi prodotto. L'acido glicirretico della liquirizia e l'arbutina dell'uva ursina esercitano una buona azione schiarente, perché agiscono a livello dei meccanismi che regolano la produzione di melanina, inibendo l'attività della tirosinasi (enzima responsabile della produzione del pigmento colorato). Anche la camomilla è nota per le sue potenzialità schiarenti: applicata sulla macchia antagonizza le citochine prodotte dai cheratinociti, ed è ritenuta capace di affievolire la melanogenesi indotta dalle radiazioni ultraviolette del sole. Il meccanismo d'azione della camomilla è diverso da quello dell'uva ursina: infatti, nel caso della camomilla, l'enzima tirosinasi non viene intaccato.

Sostanze chimiche

L'utilizzo di sostanze chimiche depigmentanti (acido cogico, acido azelaico ecc.) è sconsigliato in gravidanza, perché potrebbe ripercuotersi negativamente sulla salute del nascituro; inoltre, come già analizzato, le macchie gravidiche scompaiono dopo la nascita del piccolo, quindi i trattamenti con sostanze schiarenti risulterebbero pressoché inutili.