In campo medico, il lichen planus identifica una dermatosi infiammatoria cronica di derivazione immunologica, che coinvolge soprattutto la cute e le mucose, ma anche le unghie sono spesso locus d'interesse patologico. Come intuibile dalla natura immunologica della dermatosi, il lichen planus non è contagioso e compare nei soggetti sensibili quando il loro sistema immunitario scatena un attacco ingiustificato contro le cellule della cute e delle mucose.
L'impronta di riconoscimento del lichen planus è la formazione di lesioni papulose o placche pruriginose, spesse volte erosive, a decorso recidivante, ma di natura fortunatamente benigna.
Il lichen planus è noto anche come malattia delle 4P, in funzione delle manifestazioni cliniche tipiche della malattia: Papule Poligonali Pruriginose e Purple [tratto da: www.ildermatologorisponde.it].
Il termine “lichen planus” deriva dalle tipiche manifestazioni della malattia, molto simili alle formazioni arborescenti dei licheni. La primissima descrizione del lichen planus risale al lontano 1869, grazie ad E. Wilson, che ne descrisse le evidenze cliniche; la dermatosi fu oggetto d'interesse anche per Kaposi, il quale si focalizzò sulle manifestazioni bollose del lichen. Invece, nella prima decade del Novecento, Darier descrisse il completo quadro clinico istologico del lichen planus, analizzando, negli anni a seguire, anche le varianti cliniche della dermatosi. [estratto da trattato di dermatologia, lichen planus, F. Cottoni, M.A. Montesu].
Il lichen planus colpisce in prevalenza le donne, ma gli uomini non sono totalmente esclusi; dalle statistiche mediche sono emersi dati interessanti:
Devono ancora essere chiariti molti interrogativi circa l'eziologia del lichen planus; ad ogni modo, sembra che alla luce di recenti studi, la predisposizione genetica - correlata a peculiari fattori ambientali - incida notevolmente sulla manifestazione del lichen planus.
Di risposta, l'organismo scatena una reazione immunologica alterata, che colpisce mucose, cute o annessi, provocando la formazione di papule, talora erosive: in altre parole, le lesioni papulose sembrano la conseguenza immediata di un processo flogistico mediato da linfociti di tipo T e globuli bianchi, i quali danneggiano i chratinociti epiteliali. Gli antigeni di membrana dei globuli bianchi e dei linfociti T vengono alterati, di conseguenza s'innesca la risposta citotossica, responsabile del lichen planus.
Esaminando le teorie e gli studi dimostrati di alcuni Autori, sono emersi interessanti possibili conclusioni, utili a spiegare l'eziologia del lichen planus: i fattori biologici, chimici e farmacologici potrebbero essere possibili elementi causali, responsabili dell'alterazione antigenica dei cheratinociti, ma anche il vaccino anti-epatite B ed antinfluenzale, l'abuso di FANS, antipertensivi, antiartritici, l'Herpes simplex e l'epatite C potrebbero provocare il lichen planus, nonostante questi elementi siano messi in discussione da molti Autori, perché controversi.
Ancora, sembra che anche il tabagismo, le amalgame dentarie, lo stress emotivo e le infezioni da miceti (Candida albicans in particolare) siano altri possibili elementi causali.
In seguito alla manifestazione del lichen planus, la composizione cellulare nelle sedi lese appare evidentemente alterata: la membrana basale, caratterizzata da un eccesso di fibrinogeno, appare ispessita, le creste epiteliali tendono all'atrofia, i cheratinociti sono destinati all'apoptosi. Nelle membrane mucose si osserva un infiltrazione di linfociti T.
Come abbiamo visto, il lichen planus può colpire cute e/o mucose; in funzione della sede di manifestazione dermatosica ed ai segni clinici evidenti, l'affezione morbosa si classifica in più sottocategorie: anale- genitale, cutanea, ungueale, orale, e lichen del cuoio capelluto.
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