Tra i maggiori responsabili della polmonite batterica spicca la legionella, batterio gram-negativo aerobio obbligato non fermentante: la legionella - in particolare la specie pneumophila - è definita un killer ambientale a tutti gli effetti.
Il nome “legionella”, particolare e bizzarro, ha origine da un famoso convegno di legionari, ex combattenti della guerra del Vietnam, tenutosi al Bellevue-Stratforf Hotel di Philadelphia nell'estate del 1976: in quell'anno, 221 Legionnaires - tra i 4.000 presenti - furono colpiti da una strana infiammazione polmonare e, per 34 di questi, l'esito fu fatale. Di primo acchito, vennero accusati i Russi dell'ipotetico attacco biologico, ma l'anno successivo si scoprirono i reali motivi che causarono la malattia: nell'impianto di areazione dell'albergo, si individuò un nuovo battere, chiamato successivamente Legionella pneumophila proprio in ricordo del tragico evento.
Legionella rappresenta l'unico genere appartenente alla famiglia delle Legionellaceae; i batteri sono parassiti intracellulari, gram-negativi, aerobi obbligati ed asporigeni, presentano uno o due flagelli laterali e polari. Legionella presenta dimensioni variabili, da 0,3 a 0,9 µm di larghezza e da 1,5 a 5 µm di lunghezza [tratto da www.legionellaonline.it]
Sino ad oggi, sono state individuate oltre 40 specie di Legionella, di cui la pneumophila rappresenta sicuramente quella maggiormente pericolosa, responsabile di oltre il 90% dei casi di polmonite batterica.
La legionella è definita un battere inerte: ciò significa che non sono fermentanti (attività fermentativa degli zuccheri pressoché nulla/scarsa). I test biochimici hanno rilevato una certa positività della legionella ai test della catalasi, beta-lattamasi, gelatinasi, idrolisi dell'ippurato e mobilità, oltre ad una negatività ai test dell'ureasi e dei nitrati.
I batteri Legionella si nutrono di aminoacidi quali arginina, cisteina, metionina ed isoleucina; il loro sviluppo è stimolato dal ferro e dai suoi derivati.
In laboratorio, si sviluppano in terreni di coltura particolari, ricchi chiaramente di aminoacidi, sali di ferro e lieviti, elementi utilissimi - oltre che indispensabili - per il loro sviluppo.
L'ambiente rappresenta il serbatoio naturale delle legionelle: a rigor di ciò, è comprensibile come questi batteri siano particolarmente diffusi in natura, in particolare in prossimità di ambienti acquatici naturali (laghi, fiumi, stagni, ambienti marini) ed in terreni umidi. Anche i luoghi acquatici artificiali (es. fontane, tubature, piscine ecc.) possono costituire un habitat ideale per la replicazione delle legionelle.
Come intuibile dal tragico evento del 1976, le legionelle si replicano anche nelle sezioni caldo-umide dei sistemi d'areazione (condizionatori, umidificatori dell'aria, ecc).
Alcuni protozoi ciliati ed amebe costituiscono talvolta fonte di nutrimento - quindi serbatoio - delle legionelle.
Le legionelle si replicano a pH compresi tra 5.4 e 8.1; inoltre, questi batteri, mantengono inalterata la capacità di replicazione in un range molto ampio di temperature (5,7-55°C), nonostante la condizione termica ideale di replicazione si aggiri intorno ai 25-42°C.
Attualmente, nel Nostro Paese, le infezioni da legionella sono correlate all'inquinamento degli impianti di distribuzione delle acque. Il battere si trasmette tramite inalazione di goccioline d'acqua infette e, solo di rado, il contagio avviene tramite microparticelle di polvere derivate dall'essiccazione di aerosol contaminati: in altre parole, tutti i luoghi dov'è possibile un contatto con acqua nebulizzata sono ipotizzabili fonti di contagio.
La trasmissione tra uomo e uomo è improbabile.
Fortunatamente, nonostante i luoghi di contagio - sia naturali che artificiali - siano moltissimi, le malattie causate dalla legionella sono piuttosto rare: le popolazioni che vivono in prossimità di aree contaminate solo difficilmente contraggono la malattia.
Ad ogni modo, i meccanismi di auto-protezione innescati nell'organismo rimangono tuttora oggetto di studio.
In generale, le malattie provocate dalla legionella sono note come legionellosi. Ad ogni modo, è opportuna una distinzione: esistono due infezioni direttamente correlate, la malattia dei legionari e la febbre di Pontiac.
La malattia dei legionari - a cui sarà dedicato un intero articolo di approfondimento - rappresenta la forma più severa di legionellosi, con una prognosi infausta dal 10 al 50%: tant'è che spesse volte s'intende la malattia suddetta come la legionellosi. Si tratta di una polmonite acuta che esordisce con i tipici sintomi dell'influenza: a tal proposito, è spesso mal diagnosticata, quindi non riconosciuta tempestivamente.
La febbre di Pontiac è una forma leggera di legionellosi che non intacca il polmone e si presenta come una patologia acuta di tipo autolimitante. In tal caso, l'infezione da legionella può presentarsi anche senza alcun sintomo e rimanere inosservata.
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