Laudano - Tintura di Oppio

Generalità

Il laudano - altrimenti conosciuto come "tintura di oppio" - è un composto ottenuto per macerazione dell'oppio (sostanza che si ricava per incisione delle capsule immature della pianta di Papaver somniferum) in alcol o vino.
LaudanoIl primo a impiegare il termine "laudano" per indicare un composto a base di oppio (probabilmente secco e non liquido come quello a cui ci riferiamo oggi) fu Paracelso.
Durante gli anni, la "ricetta" per la preparazione del laudano ha subìto svariate modifiche; tuttavia, oggigiorno, il termine laudano è principalmente associato alla formula ideata dal medico inglese T. Sydenham (1624-1680), che lo preparò in forma liquida impiegando come solvente di estrazione una soluzione idroalcolica.
Fin dai tempi di Paracelso, il laudano venne utilizzato per scopi medici nel trattamento di diversi disturbi, come analgesico e perfino come sonnifero (vista l'azione narcotica esercitata dalla morfina in esso contenuta).
In particolare, l'uso di questo composto si diffuse molto nell'Ottocento, durante la guerra di secessione americana, dove veniva utilizzato sia come analgesico per contrastare il dolore nei soldati, sia come rimedio per combattere i disturbi psicologici causati dalla stessa guerra. Con molta probabilità, fu a causa di questo utilizzo che nacquero le prime vere e proprie tossicodipendenze da oppio e da morfina.
Nel 1929, la monografia con le indicazioni per la preparazione magistrale del laudano fu introdotta all'interno della Farmacopea Ufficiale Italiana (FUI).
Per quanto riguarda la terminologia, invece, attualmente i termini "laudano" e "tintura di oppio" sono intercambiabili fra loro e considerati sinonimi; tuttavia, in ambito medico generalmente si preferisce impiegare la dicitura "tintura di oppio".

Metodo di Preparazione

Secondo quanto riportato dalla Farmacopea Ufficiale Italiana, il laudano (o tintura di oppio), dev'essere preparato facendo macerare per una settimana (sette giorni) 15 parti di polvere di oppio in una soluzione idroalcolica composta da 70 parti di acqua e 70 parti di alcool a 60°.
A questa miscela si devono poi aggiungere cinque parti di zafferano, una parte di cannella e una parte di chiodi di garofano. Questi componenti sono necessari per aromatizzare la tintura e mascherare il cattivo sapore dell'oppio.
La tintura di oppio così preparata si presenta come un liquido bruno che dovrebbe contenere circa l'1% di morfina; pertanto, visto il suo contenuto di quest'alcaloide, è un composto che possiede soprattutto attività analgesica.
Il liquido si somministra in gocce e la dose massima giornaliera consentita e descritta in Farmacopea è di 5 grammi di prodotto.
Naturalmente, per la preparazione di questa tintura si deve impiegare polvere di oppio titolata in morfina, in modo tale da conoscere quale sarà l'effettiva concentrazione del principio attivo nella preparazione finale.

Meccanismo d'azione

Il laudano, visto il suo contenuto di morfina - nei Paesi in cui il suo utilizzo è consentito per fini medici - trova impiego perlopiù come analgesico nel trattamento del dolore da moderato a grave.
L'azione analgesica è esercitata proprio dalla morfina che - una volta assunta - interagisce con i recettori oppioidi presenti nel nostro organismo.
I recettori oppioidi sono, infatti, localizzati lungo le vie del dolore e sono implicati in quella che è la neurotrasmissione degli stimoli dolorosi. Nel momento in cui questi recettori vengono stimolati, quindi attivati, si induce analgesia.
La morfina agisce proprio in questo modo, ossia si lega ai recettori oppioidi - in particolare, ai recettori oppioidi di tipo μ - attivandoli ed esercitando in questo modo un effetto analgesico che, solitamente, è accompagnato da sintomi depressivi e narcosi.

Effetti Collaterali

Gli effetti collaterali indotti dall'assunzione del laudano, quindi della morfina in esso contenuta, possono essere diversi e comprendere svariati organi e tessuti.
Certamente, la tolleranza e la dipendenza rientrano fra gli effetti collaterali di maggior rilievo.
La tolleranza s'instaura in seguito all'uso cronico della sostanza, che porta ad un'assuefazione a causa della quale è necessario aumentare di volta in volta la dose di prodotto assunta per ottenere gli effetti desiderati.
La dipendenza, invece, provoca la cosiddetta sindrome di astinenza quando l'uso del laudano viene interrotto bruscamente.
Altri effetti collaterali che potrebbero manifestarsi consistono in:

Infine, in caso di sovradosaggio, si può andare incontro a gravi depressioni respiratorie e circolatorie, e a una riduzione dello stato di coscienza fino ad arrivare al coma, al collasso e all'arresto respiratorio.

Usi Illeciti

Un tempo spesso impiegato nella terapia del dolore, oggigiorno l'uso del laudano in campo medico si è decisamente ridotto.
Naturalmente, trattandosi di un derivato dell'oppio, quindi di una sostanza stupefacente, l'utilizzo del laudano è severamente regolamentato dalla legislazione italiana e il suo impiego per fini non medici e senza l'apposita ricetta è assolutamente illegale.
Tuttavia, vista la relativamente semplice modalità di preparazione di questa sostanza, essa viene anche preparata "in casa" e utilizzata come droga ricreativa.
Oltre ad essere illegale, questa pratica è anche potenzialmente pericolosa. Infatti, con la macerazione dell'oppio in soluzione idroalcolica non si estrae solo la morfina, bensì si estraggono anche molti altri alcaloidi tipicamente contenuti nell'oppio, alcuni dei quali tossici e la cui ingestione può causare gravi effetti collaterali.
Inoltre, l'impiego di oppio non titolato in principi attivi per la preparazione del laudano può essere ulteriormente pericoloso, poiché la qualità e la quantità delle sostanze attive (comprese quelle tossiche) contenute nell'oppio possono essere influenzate da diversi fattori (come, ad esempio, il luogo in cui la pianta di Papaver somniferum cresce, il tipo di terreno, la varietà, ecc.) non controllabili con la semplice produzione "casalinga".
Pertanto, appare chiaro come nel laudano "fai da te" preparato per scopi ricreativi sia impossibile determinare con esattezza il tipo e la quantità di sostanze attive, con il conseguente rischio di assumere sostanze tossiche e/o principi attivi in quantità eccessiva, le cui conseguenze possono essere molto gravi, se non tragiche.




Ultima modifica dell'articolo: 25/03/2017