Labirintite

Cos'è la labirintite?

Si definisce labirintite un'infiammazione a carico del labirinto e di altre strutture interne all'orecchio; si tratta di un'alterazione della funzionalità vestibolare unilaterale.
Prima di procedere con l'analisi della labirintite, ricordiamo brevemente che il labirinto corrisponde ad una piccola porzione auricolare interna,  costituita da organi adibiti al mantenimento dell'equilibrio e all'ascolto di parole e musica. Il labirinto, contenente il nervo dell'orecchio, è normalmente riempito di un fluido (endolinfa) che rileva i minimi movimenti della testa: qualora il cervello riceva l'ordine di ruotare o spostare la testa, il liquido contenuto all'interno del labirinto si muove, stimolando quindi il nervo dell'orecchio interno.
labirintiteDopo questa premessa, è evidente come una perdita di funzionalità del labirinto possa causare disturbi dell'equilibrio, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla perdita dell'udito e alla formazione di un tinnito permanente all'interno dell'orecchio.
È doveroso puntualizzare che labirintite non è sinonimo di vertigini: spesso, infatti, questi due termini  vengono erroneamente scambiati come equivalenti; in realtà, le vertigini costituiscono un sintomo comune a più patologie, mentre la labirintite è riconosciuta come una malattia a tutti gli effetti.

Cause

Non è stata ancora isolata una causa precisa ed univoca responsabile della labirintite; ad ogni modo, si presume che la malattia sia il risultato finale di insulti batterici o virali, come ad esempio la parotite e l'otite acuta: un'infezione a carico delle vie respiratorie superiori potrebbe diffondersi sino a giungere a livello dell'orecchio interno. Nella ricerca eziopatologica della labirintite, sono imputabili anche le lesioni alla testa, le reazioni allergiche violente ad un farmaco (soprattutto antibiotici) o ad un'altra sostanza, e lo stress estremo.
In genere, la labirintite si rende manifesta nella sua variante sierosa, come conseguenza del passaggio di batteri o tossine attraverso un canale dell'orecchio (fistola perilinfatica del canale semicircolare laterale): in questo caso, il paziente affetto da labirintite lamenta vertigini di intensità variabile, generalmente transitorie e saltuarie. È stato osservato che alcuni fattori o situazioni possono predisporre il paziente a subire attacchi di labirintite: un colpo di tosse particolarmente violento, un movimento brusco o, ancora, uno sforzo portato all'eccesso, possono costituire elementi di rischio per la manifestazione delle crisi di labirintite, specie nei soggetti predisposti.
A seguito di meningite o di meningoencefalite, la labirintite si può manifestare anche nella variante purulenta, responsabile del progressivo ed inevitabile danneggiamento a carico delle strutture interne del labirinto: in questo caso, i sintomi, sempre improvvisi, si concretizzano nella perdita di equilibrio e della funzionalità del sistema vestibolare in generale, e nella scomparsa della capacità uditiva. Il deficit uditivo è purtroppo irreversibile e quasi sempre totale.

Sintomi

Per approfondire: Sintomi Labirintite


La labirintite esordisce con una sintomatologia generalmente acuta e violenta, in cui le vertigini costituiscono l'elemento comune in tutti i pazienti che ne sono affetti. Un malato di labirintite lamenta ansia, confusione, difficoltà a mantenere l'equilibrio, fischi alle orecchie (acufene), giramenti di testa, nausea, nistagmo, mal di stomaco, pallore e perdita dell'udito.
Questi sintomi derivano essenzialmente da un'improvvisa incapacità del sistema vestibolare di assicurare l'equilibrio all'organismo: si assiste ad un blocco della regolazione di questo complesso sistema, implicato appunto nel rilevamento del cambiamento di moto della persona. Non a caso, tutti i sintomi appena elencati possono manifestarsi, seppur in maniera minore, anche durante un viaggio in aereo, in nave o nelle immersioni.

Riflessi psicologici

Nella maggior parte dei casi, i pazienti affetti da labirintite sono ansiosi e spaventati dalla malattia, sentendosi incapaci di controllare se stessi: la sindrome ansiosa è un sintomo assai comune nel contesto della labirintite, responsabile della manifestazione di attacchi di panico, depressione, palpitazioni e tremori, che non giovano certo alla malattia in atto, piuttosto aggravano il problema prolungando i tempi di guarigione. Non a caso, gli attacchi di panico costituiscono alcuni tra i primissimi sintomi che si manifestano quasi contemporaneamente alle crisi di labirintite.

Mentre le vertigini possono apparire in caso di ansia particolarmente severa, senza tuttavia precipitare in disturbi più complessi, la labirintite può sfociare in seri problemi, come depressione e attacchi di panico.

Diagnosi

Si raccomanda di rivolgersi allo specialista fin dai primissimi sintomi, per iniziare l'eventuale trattamento farmacologico in tempi brevi; il medico, dopo aver tracciato l'anamnesi del paziente, procede con l'esame fisico, utile per accertare se le vertigini e la sensazione di perdita d'equilibrio sono dovute ad un problema del sistema vestibolare e del labirinto. In alcuni casi, i pazienti sono sottoposti ad esami specifici, utili per indurre le vertigini: nonostante questo esame non venga accettato benevolmente dei malati, risulta spesso indispensabile ai fini diagnostici.
L'accertamento della diagnosi procede sottoponendo il paziente affetto ad una serie di test più o meno complessi; la scelta del test dipende chiaramente dall'intensità dei sintomi e dalla difficoltà di accertare la malattia. Tra i test più diffusi, ricordiamo:

  1. Test della risposta uditiva del tronco-encefalico: questo test, che consiste nell'applicazione di speciali auricolari al paziente in cui vengono riprodotti alcuni suoni o parole, è utile per verificare la risposta del malato agli stimoli.
  2. Elettronistagmografia: questo esame diagnostico viene utilizzato per analizzare i disturbi vestibolari e si rivela utile per analizzare eventuali, ulteriori, incapacità di controllo dell'equilibrio. La tecnica si avvale di elettrodi che vengono disposti intorno agli occhi e sulla fronte del malato; a loro volta, questi elettrodi sono collegati con un apparecchi, che amplifica e registra il moto oculare volontario, indotto da più fattori (stimolazione luminosa, sensoriale, di posizionamento, ecc.)
  3. Test di coltura batterica: dal momento che la labirintite è spesso causata da batteri, il test di coltura è indispensabile per individuare l'agente patogeno responsabile della malattia
  4. TAC (tomografia assiale computerizzata): il paziente viene sottoposto alla TAC, un esame diagnostico di tipo radiologico in cui sono sfruttate le radiazioni ionizzanti per ottenere immagini dettagliate del cranio del paziente
  5. MRI (tomografia a risonanza magnetica): questo esame diagnostico viene utilizzato per riprodurre  immagini cerebrali, compresi i capillari e le strutture della testa. Dal risultato è possibile rilevare eventuali lesioni cerebrali associate alla labirintite.

Farmaci e trattamenti

Per approfondire: Farmaci per Curare la Labirintite


Il trattamento per la cura della labirintite dipende dalla causa scatenante e dalla gravità della condizione; l'obiettivo della terapia è prevenire, alleggerire e risolvere i segni e i sintomi che accompagnano il disturbo. Quando la labirintite dipende da un insulto batterico, gli antibiotici sono i farmaci maggiormente utilizzati in terapia, mentre gli antivirali (es. aciclovir, valaciclovir) sono indicati per abbattere il virus: l'allontanamento del patogeno, di riflesso, comporta anche la guarigione della labirintite (forma lieve). Inoltre, dal momento che la malattia è accompagnata da vertigini e perdita dell'equilibrio associati a nausea e vomito, i farmaci antiemetici possono costituire un valido ausilio; esistono, inoltre, farmaci specifici per il controllo delle vertigini: questi principi attivi sono indispensabili per annullare la sensazione di smarrimento, per rilassare e per calmare il paziente che ne è affetto. I farmaci anticolinergici (es. proclorperazina) sono i più utilizzati a tale scopo. Gli steroidi (es. prednisone) vengono saltuariamente prescritti per ridurre l'infiammazione, soprattutto in caso di accertata labirintite virale.
Inoltre, abbiamo visto che la labirintite è spesso strettamente legata a disturbi d'ansia e a depressione: per questo motivo, è possibile assumere farmaci specifici, come benzodiazepine (es. diazepam) e farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Si raccomanda di rispettare le dosi prescritte dal medico e di non interrompere improvvisamente la cura.

Le evidenze cliniche dimostrano che gli SSRI si rivelano particolarmente utili per alleviare i sintomi che accompagnano la labirintite, oltre a velocizzarne la guarigione.
Quando i farmaci non sono sufficienti per assicurare una guarigione definitiva, il paziente può essere sottoposto a trattamenti invasivi, come la chirurgia: questa tecnica corregge alcuni danni a carico dell'orecchio e della testa, a loro volta implicati nella comparsa della labirintite.
Come completamento della terapia della labirintite, è possibile direzionare il malato verso la cosiddetta “riabilitazione vestibolare”, che consiste essenzialmente in esercizi specifici volti al miglioramento dell'equilibrio e all'allontanamento delle vertigini.
Si raccomanda di iniziare la terapia nel più breve tempo possibile dall'accertamento diagnostico di labirintite: in questo modo, è possibile evitare danni permanenti all'orecchio.



Ultima modifica dell'articolo: 15/11/2016