Ignatia Amara

Che cos'è

Quando si parla di Ignatia amara, oggigiorno, si vuole indicare principalmente un particolare rimedio omeopatico utilizzato per il trattamento di alcuni disturbi del sistema nervoso.

ignatia amaraTuttavia, il nome "Ignatia amara" rappresenta anche uno dei molti sinonimi impiegati per indicare la pianta Strychnos ignatii, i cui semi sono più comunemente conosciuti con il nome di fave di Sant'Ignazio.
L'Ignatia amara è considerata tossica a causa degli alcaloidi in essa contenuti; per tale motivo, essa non trova alcun impiego in ambito medico e fitoterapico. L'unico uso approvato di questa pianta riguarda l'ambito omeopatico.


Curiosità

Secondo alcuni autori, il nome "Fava di Sant'Ignazio" è stato dato ai semi della pianta da un gesuita tedesco (padre Kamell), missionario nelle Filippine, che introdusse per primo la pianta in Europa.
Altri autori, invece, attribuiscono l'introduzione della pianta in Europa ad un gesuita di origini spagnole.

Caratteristiche

Caratteristiche dell'Ignatia amara

L'Ignatia amara - o Strychnos ignatii - è una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle Loganiaceae, originaria delle Filippine ma coltivata anche in Cina e India.
La droga è costituita dai semi (erroneamente chiamati "fave"), che si trovano immersi in una polpa gelatinosa all'interno dei frutti. I frutti sono bacche di colore giallo, dalle dimensioni variabili ma che possono raggiungere i 13 centimetri di grandezza.
Come accennato, l'Ignatia amara è una pianta rampicante che cresce sugli arbusti e può arrivare a raggiungere una lunghezza di ben 20 metri. Le foglie sono larghe, ovate e opposte. I fiori si raccolgono in infiorescenze e, generalmente, sono di colore bianco.

Composizione Chimica

Sostanze Attive contenute nell'Ignatia Amara

I principali componenti dell'Ignatia amara e, in particolare, dei suoi semi, sono:

Alcaloidi analoghi a quelli contenuti nell'Ignatia amara sono presenti anche all'interno dei semi di noce vomica, un'altra pianta tossica appartenente al genere Strychnos.

Tossicità

Tossicità e Sintomi dell'Avvelenamento da Ignatia Amara

La tossicità dell'Ignatia amara è imputabile al suo contenuto di alcaloidi, fra cui spiccano senza dubbio la stricnina e la brucina.
Tali alcaloidi agiscono come antagonisti competitivi della glicina, un particolare neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale e del midollo spinale. A causa di questo antagonismo, la glicina non è in grado di legarsi ai suoi recettori, pertanto, non riesce più ad esercitare la sua azione inibitoria. Ciò porta all'eccitazione del midollo spinale e alla comparsa di contrazioni muscolari prolungate ed estremamente dolorose. Tali contrazioni possono coinvolgere sia i muscoli flessori, sia i muscoli estensori, causando danni non indifferenti.
Altri sintomi associati all'avvelenamento di Ignatia amara sono:

Nei casi di avvelenamento più gravi, può sopraggiungere la morte per paralisi cardiaca e/o per paralisi respiratoria.

Omeopatia

Ignatia amara come Rimedio Omeopatico

Nonostante l'elevata tossicità della pianta, l'uso dell'Ignatia amara è consentito in ambito omeopatico. Ciò è reso possibile dal fatto che le preparazioni omeopatiche a base di Ignatia amara sono estremamente diluite, tanto da risultare non pericolose per la salute.
Il rimedio omeopatico Ignatia amara, infatti, si ottiene in seguito ad una lunga serie di diluizioni e dinamizzazioni operate a partire dalla tintura madre dei semi della pianta, preventivamente essiccati e polverizzati.
I principali impieghi dell'Ignatia amara rimedio omeopatico riguardano il trattamento di disturbi del sistema nervoso e di altri legati a instabilità emotiva, quali ad esempio:

Oltre a ciò, i rimedi omeopatici a base di Ignatia amara trovano impiego anche nel trattamento di disturbi dell'apparato digerente, disturbi dell'apparato respiratorio (tosse spasmodica), dolori mestruali e disturbi dell'apparato cardiovascolare (tachicardia emotiva, palpitazioni, senso di soffocamento).
L'Ignatia amara rimedio omeopatico è disponibile sotto forma di granuli o gocce orali in diverse diluizioni. Il tipo di diluizione da utilizzare e la posologia del prodotto dovranno essere stabiliti dall'omeopata su base strettamente individuale.




Ultima modifica dell'articolo: 06/10/2017