Fusarium

Premessa

In microbiologia, il genere "Fusarium" comprende un gruppo piuttosto numeroso di funghi ifali, muffe onnipresenti nel terreno in grado di arrecare danno a radici, tuberi e rizomi.

Per la capacità di generare marciumi ed altre malattie alle piante, le muffe Fusarium sono classificate come funghi fitopatogeni. Nonostante ciò, si documentano alcune forme di simbiosi tra muffe Fusarium ed alcune piante.
Fusarium verticillioidesOltre che in botanica, i funghi appartenenti al genere Fusarium si vestono di significato clinico-patologico quando infettano l'uomo. Le tossine da essi prodotte (micotossine) possono talvolta causare semplici malattie (quali onicomicosi o cheratiti micotiche) o danni più gravi come le infezioni diffuse.

Descrizione microbiologica

Il genere Fusarium comprende numerosi funghi deuteromiceti, muffe a micelio settato che si riproducono per mezzo dei conidi. Questi miceti presentano conidi (spore) unicellulari o pluricellulari, trasparenti, dalla struttura fusiforme. Il corpo cilindrico più o meno rigonfio è detto fialide; i fialidi sono semplici o disposti a grappolo. I conidiofori, raggruppati in cuscinetti, producono ife.
I patogeni del genere Fusarium sono temuti per la produzione di tossine, dette fumosinine e tricoteceni.
La classificazione delle muffe appartenenti al genere Fusarium è oggetto di discussione: difatti, risulta piuttosto complesso trovare un accordo sulla catalogazione precisa di questi funghi. Numerosi biologi sono impegnati nell'analizzare moltissimi parametri differenziali, identificando perciò moltissime specie e varietà differenti; altri ritengono più opportuno catalogare questi funghi in un numero più ristretto di ceppi, spinti dalla convinzione che il concetto di "sintesi" sia di maggiore utilità applicativa, specie ai fini della lotta ai funghi Fusarium.

Specie più importanti

In generale, è possibile affermare che il genere Fusarium racchiude all'incirca 50 specie differenti, raggruppate in 12 sezioni.
In termini di virulenza, la specie principale è Fusarium oxysporum, seguita da Fusarium solani, Fusarium verticillioides e Fusarium proliferatum.
Nelle piante, Fusarium cerealicole attacca le piante, producendo micotossine nelle cariossidi; queste tossine si trasferiscono successivamente nei mangimi e negli alimenti, fino a giungere negli animali e nell'uomo.
Fusarium oxysporum è implicato nella cosiddetta malattia di Panama, che colpisce le banane distruggendo il raccolto.
Fusarium graminearum infetta comunemente l'orzo, soprattutto durante le piogge: questa infezione è di forte impatto economico, dal momento che l'orzo è un ingrediente essenziale per la produzione della birra.
Fusarium solani è la specie responsabile di cheratiti nelle zone tropicali: sembra che la patogenicità di questa muffa derivi sia dalla produzione di una particolare micotossina, sia dalla spiccata capacità di riprodursi a temperatura pari a 35°C.

Fusarium ed infezioni

Le infezioni sostenute da Fusarium vengono chiamata fusariosi. Il target umano di questi patogeni sono i soggetti con gravi compromissioni del sistema immunitario: i pazienti oncologici affetti da neoplasia ematologica ed i malati di neutropenia, linfopenia o in cura con farmaci corticosteroidi, rappresentano la popolazione maggiormente a rischio.

Tra i soggetti immunocompetenti, dunque in assenza di un'alterazione immunitaria, si ritiene che le infezioni da muffe Fusarium si manifestino più frequentemente in caso di degradazione tissutale, in particolare da traumi, ustioni gravi o perforazione del tessuto da parte di un corpo estraneo.
Le infezioni che più spesso vengono documentate a seguito del contatto con Fusarium sono:

Le affezioni appena riportate sono spesso associate a febbre, piaghe cutanee di svariata entità (es. ectima) e lesioni polmonari.
A differenza delle infezioni da Aspergillus, quelle veicolate da Fusarium possono essere facilmente diagnosticate su terreno agar sangue. L'indagine istopatologica può rivelare ramificazioni ialine delle ife settate.
Fortunatamente, le infezioni sostenute da Fusarium risultano di semplice risoluzione per i pazienti sani: discorso differente dev'essere posto per i pazienti gravemente immunocompromessi; in questo caso, la probabilità di sopravvivenza a seguito di un'infezione da Fusarium varia dal 30 al 50%.
La terapia consiste nella somministrazione di farmaci specifici in grado di allontanare o abbattere il micete patogeno. Alcune fonti riportano il voriconazolo come farmaco d'elezione per la cura delle fusariosi; da quanto riportato su altre fonti (tra cui la rivista Clinical Microbiology And Infection), si ritiene invece che non esista un farmaco di prima linea per curare queste micosi, nonostante l'amfotericina B, l'itraconazolo e il voriconazolo - utilizzati in monoterapia o in combinazioni - riportino ottimi risultati.
Le condizioni del sistema immunitario dell'ospite, dunque il grado di integrità/compromissione, sono due elementi importantissimi per predire la prognosi di un paziente colpito da infezioni da Fusarium.



Ultima modifica dell'articolo: 20/09/2016