Chiaro esempio d'impedimento anatomico, il frenulo corto linguale è in grado di alterare le interconnessioni tra le basi ossee ed il controllo posturale della lingua, dunque capace di creare anomale tensioni a livello dell'osso ioide, disturbi cervicali e problematiche posturali a carico della lingua. Nel corso di questo articolo verranno analizzate le possibili complicanze che potrebbero scaturire dalla brevità del frenulo linguale e le eventuali terapie volte a risolvere il problema.
Nell'articolo introduttivo abbiamo analizzato i diversi gradi di severità del disturbo, che partono dal più lieve (in cui la motilità linguale viene solo in parte ostacolata: grado F3) al più grave (grado F0), dove la lingua risulta ancorata completamente al pavimento buccale: è palese che in quest'ultimo caso, seppur piuttosto raro, la lingua impedisce la corretta verbalizzazione. Ma non è tutto, poiché le complicazioni che hanno origine dal frenulo breve sono numerose ed eterogenee.
In primis vengono riportate complicanze di disartrie o dislalie organiche sulle lettere L, T, Z, R, consonanti che richiedono l'innalzamento della lingua, negato evidentemente dall'eccessiva brevità del frenulo: in simili frangenti, il genitore dovrebbe portare il figlio affetto da uno specialista del linguaggio (logopedista) per migliorare la verbalizzazione. Quando, però il frenulo risulta troppo breve, il logopedista dovrebbe consigliare la visita medica ai fini dell'intervento chirurgico.
Altra complicazione che non dev'essere sottovalutata è rappresentata dalla difficoltà ad allattare al seno il neonato affetto: la brevità del frenulo linguale impedisce una corretta suzione, poiché il neonato risulta incapace di creare una certa pressione a livello del capezzolo. Per ovviare a questo problema, si consiglia l'allattamento con il biberon, la cui meccanica di suzione appare molto più semplice rispetto a quella del capezzolo. Ad ogni modo, questa condizione non risulta problematica solamente per il bambino, ma anche per la madre: sono stati registrati, infatti, numerosi casi di dolore ai capezzoli e variazione del drenaggio del latte materno dal seno, con possibile formazione di mastite.
Nei casi di severità, la brevità del frenulo potrebbe generare complicanze gravi quali deficit occlusionali:
Considerando il ruolo basilare della lingua nell'atto deglutitorio, è palese che qualunque alterazione o anomalia conformazionale della lingua potrebbe avere notevoli ripercussioni sulla sua corretta funzionalità. Durante la deglutizione, il frenulo corto potrebbe fungere da vero e proprio freno per i muscoli stiloioidei e digastrici: l'osso ioide non è in grado di muoversi correttamente, creando un blocco anteriore dell'osso stesso. Inoltre, la brevità del frenulo potrebbe causare l'impossibilità di portare la superficie dorsale della lingua a contatto con il palato.
In taluni casi, la brevità del frenulo linguale può creare ripercussioni anche nella corretta igiene orale; ancora, baciare o suonare strumenti musicali a fiato potrebbero rivelarsi azioni molto complicate in presenza del frenulo corto della lingua. Molti bambini con il frenulo linguale corto non riescono a leccarsi le labbra, né tantomeno a spostare la lingua dentro la cavità orale per la rimozione di residui di cibo tra i denti.
Quando la condizione non è così grave da impedire la motilità linguale, il logopedista rappresenta una figura di riferimento indispensabile per istruire il paziente a parlare correttamente. Tuttavia, quando la brevità del frenulo risulta più grave, il logopedista non è sufficiente e risulta indispensabile il consulto chirurgico. Nonostante il frenulo corto non sia un vero e proprio problema invalidante, gli interventi risolutivi appaiono pressoché semplici, comportando pochissimi rischi per il paziente. Le terapie chirurgiche sono sostanzialmente: frenulotomia, frenuloplastica (le medesime pratiche adottate per interventi risolutivi del frenulo breve del glande) e frenulectomia:
Il laser è un'ottima alternativa alle forbici chirurgiche, grazie al quale l'anestesia può essere evitata.
Questi interventi risultano non solo molto semplici ma anche assai vantaggiosi, perché poco invasivi e assolutamente risolutivi. Le terapie chirurgiche suddette permettono al neonato di riacquisire praticamente subito la capacità di nutrirsi al seno: si stima, infatti, che entro le 24 ore trascorse dall'intervento, il piccolo paziente sia in grado di alimentarsi autonomamente al seno nel 95% dei casi.
Ad ogni modo, le strategie terapeutiche volte alla risoluzione della brevità del frenulo dipendono dall'età del paziente e dalla gravità della condizione: pertanto, quando il frenulo linguale risulta così corto da impedire i movimenti della lingua, e la corretta espressione verbale, l'intervento chirurgico risulta imprescindibile.
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