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Salute
Ultima modifica: 12/04/2012

Fibroma all'utero

Il fibroma all'utero è un tumore benigno dell'apparato genitale femminile; è  chiamato anche mioma, fibromioma o leionioma, ed è considerato il più comune tumore dell'utero.

Nel fibroma uterino, la struttura dell'utero è alterata e le cellule fibrose sono più abbondanti rispetto a quelle muscolari.
Il fibroma all'utero origina a partire dalle cellule muscolari lisce del miometrio (da qui “mioma”): le statistiche mediche registrano un'incidenza del tumore nel 15-30% delle donne di età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma sembra che il tasso di incidenza sia sottostimato. Fibroma UterinoIn età fertile, il tumore uterino tende ad espandersi, poiché questo periodo coincide con la massima secrezione estrogenica da parte dell'ovaio. Non a caso, la pillola anticoncezionale (terapia estrogeno - progestinica) potrebbe inibire l'insorgenza - o la crescita - del fibroma uterino.
Dopo i 50 anni, età che coincide per molte donne con la menopausa, i fibromi all'utero tendono a regredire o addirittura a scomparire; il fibroma all'utero delle gestanti, invece, tende ad espandersi, pur restando una forma benigna. Se la pillola contraccettiva inibiva la crescita di fibromi uterini, una terapia sostitutiva a base di ormoni, durante la menopausa, potrebbe favorirne lo sviluppo.
Nella maggior parte dei casi, il fibroma all'utero presenta un'evoluzione piuttosto lenta, mentre la crescita rapida è un fenomeno meno frequente.
Le dimensioni dei fibromi possono essere molto diverse non solo da soggetto a soggetto, ma anche, nella stessa donna, in base alla zona colpita: i fibromi uterini potrebbero misurare pochi millimetri, alcuni centimetri o, in alcuni casi più gravi, espandersi sino a coprire l'intero utero. Inoltre, i fibromi uterini possono essere multipli, oppure crescere singolarmente.
I tumori uterini benigni possono classificarsi in quattro categorie:

  • Sottomucosi: si riversano verso la parte interna della cavità dell'utero, verso l'endometrio.
  • Sottosierosi: quando interessano solo la superficie. Il tumore si presenta come una protuberanza avvolta dal peritoneo, e potrebbe essere peduncolata.
  • Infralegamentario: il fibroma si interpone tra i due foglietti del legamento uterino.
  • Intramurali: nel caso la neoplasia si riscontri nella parete interna muscolare, che subisce una deformazione.

Le tube uterine e la cervice sono due target interessati solo raramente dai fibromi; infatti, il 95% dei fibromi ha come locus preferenziale il corpo uterino.

La maggior parte dei fibromi uterini è asintomatica, il che significa che le donne non lamentano sintomi di alcun genere (vedi articolo: mioma uterino, i sintomi). In altri casi, invece, le donne affette possono accorgersi del tumore a causa di perdite intrauterine eccessive (ipermenorrea): la mestruazione è abbondante ed il ciclo dura più a lungo. Data l'abbondante e prolungata perdita ematica, non mancano i casi di anemia. Una tipologia particolare di fibroma uterino, il fibroma peduncolato, comporta dolore causato dall'andamento attorcigliato del tumore.
Un altro campanello d'allarme è rappresentato dalla sensazione di gonfiore addominale associato ad una pesantezza anomala localizzata al basso ventre; ancora, fastidio, stipsi e dolore alla minzione potrebbero essere fattori correlati alla manifestazione del fibroma all'utero.
Un controllo ginecologico risulta assolutamente indispensabile per tenere sotto controllo non solo i fibromi uterini, ma anche tutte le varie patologie che possono intaccare l'apparato genitale femminile. Non a caso, sono raccomandate visite di controllo periodiche, da effettuarsi almeno una volta l'anno.
L'ecografia pelvica (esame esterno) è utile per chiarire la localizzazione, il volume ed il numero dei fibromi all'utero; l'ecografia trans vaginale (svolta tramite la sonda vaginale) definisce in modo migliore la morfologia del fibroma. Quest'ultima tecnica è sconsigliata per i fibromi di grosso calibro, poiché la sonda non riesce a raggiungere tutte le zone dell'utero, “nascoste” dal fibroma.
Le tecniche endoscopiche che visualizzano l'interno della cavità dell'utero prendono il nome di isteroscopie.
La risonanza magnetica rappresenta un'altra tecnica diagnostica, la migliore nella valutazione del possibile coinvolgimento delle cellule dello stroma vaginale e del miometrio.
Se il medico presume che il fibroma possa essere sfociato anche nel colon e nel retto, la paziente sarà sottoposta ad una rettosigmoidoscopia.
La TC è, invece, indicata per verificare la possibile invasione delle cellule neoplastiche nei linfonodi.

In base all'età della donna, al tipo di fibroma, all'istologia, alla sua localizzazione ed allo stato di crescita, il ginecologo sceglie la terapia più idonea per la paziente:

  • Miomectomia: asportazione chirurgica del fibroma uterino
  • Isterectomia: asportazione dell'organo (soluzione preferibile per le donne in menopausa e per i fibromi di grosse dimensioni, allo stadio avanzato)
  • Embolizzazione: comporta il blocco dell'irrorazione sanguigna nell'utero
  • Terapia farmacologica (es. pillola anticoncezionale) nelle donne in età fertile

L'intervento chirurgico può essere eseguito in laparoscopia (tradizionale intervento chirurgico che consiste nell'asportare il tumore attraverso un'apertura nell'addome); anche l'isteroscopia, già analizzata come tecnica di rilevamento di neoplasie, può essere sfruttata per interventi chirurgici di bassa entità, atti ad eliminare completamente il fibroma all'utero.



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